Il Tribunale dei minori chiede ai ministri di chiarire su Open Arms

I giudici di Palermo hanno risposto al ricorso della Ong sul destino di 32 bambini e ragazzi a bordo della nave bloccata al largo di Lampedusa. Le convenzioni internazionali impongono per loro il divieto di respingimento alla frontiera o di espulsione. L'Unhcr: «La Libia non è un porto sicuro».

13 Agosto 2019 16.59
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Il pugno duro di Matteo Salvini sui migranti trova due primi ostacoli: il Tribunale dei minori di Palermo e l‘Unhcr.

Posando nel suo ufficio dal Viminale, il ministro dice via Facebook di essere impegnato per «evitare lo sbarco di oltre 500 migranti a bordo delle navi di due Ong, una francese e una spagnola», riferendosi ai 150 migranti a bordo della Open Arms da 12 giorni e ai 350 a bordo della Ocean Viking, soccorsi in quattro diversi interventi. «Per 350 di essi», aggiunge Salvini, «la Libia ha dato la disponibilità di un porto di sbarco, mentre per gli altri l’indicazione che ho dato è il divieto d’ingresso nelle nostre acque e l’invito a navigare in direzione Spagna».

Al lavoro al Ministero da stamane per evitare lo sbarco di oltre 500 immigrati a bordo delle navi di due Ong, una…

Posted by Matteo Salvini on Tuesday, August 13, 2019

L’UNHCR: LA LIBIA NON È PORTO SICURO

La soluzione libica auspicata dal ministro leghista però è stata bocciata dall’Unhcr. «I governi europei consentano lo sbarco immediato di 507 persone attualmente bloccate in mare dopo esser state soccorse nel Mediterraneo centrale», dichiara l’agenzia delle Nazioni Unite, ribadendo che «i violenti combattimenti in Libia, insieme alle segnalazioni di violazioni di diritti umani, fanno sì che quel Paese non possa essere considerato un porto sicuro e che nessuno deve essere riportato lì». L’Agenzia chiede inoltre che venga «rafforzata la capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale», sottolineando come il «ruolo delle navi delle Ong dovrebbe essere riconosciuto e sostenuto».

IL TRIBUNALE DEI MINORI CHIEDE CHIARIMENTI SULLA OPEN ARMS

Sul fronte italiano il Tribunale dei minori di Palermo ha invece chiesto chiarimenti a Salvini, alla ministra della Difesa Elisabetta Trenta e al titolare delle Infrastrutture Danilo Toninelli – che hanno firmato il divieto di ingresso della nave della Open Arms in acque italiane – di chiarire la loro posizione sui bambini e ragazzini a bordo della nave della Ong spagnola. È quanto afferma la stessa Ong sostenendo che i giudici hanno risposto al ricorso presentato dai legali lo scorso 7 agosto con il quale si chiedeva di tutelare i diritti dei 32 minori a bordo della nave bloccata da 12 giorni al largo di Lampedusa, affermando che tenere i minori in quelle condizioni «equivale, di fatto, a un respingimento».

DIVIETO DI RESPINGIMENTO O ESPULSIONE DI MINORI NON ACCOMPAGNATI

Nella risposta inviata dal Tribunale, dice Open Arms, i giudici sottolineano come «le convenzioni internazionali a cui l’Italia aderisce…impongono il divieto di respingimento alla frontiera o di espulsione dei minori stranieri non accompagnati». Diritti che «vengono elusi» se i giovani continuano a rimanere a bordo della nave in una «condizione di disagio fisico e psichico». Tra l’altro, affermano ancora i giudici secondo la Ong, i minori si trovano a bordo di una nave in prossimità del limite delle acque territoriali italiane e, dunque, in una situazione «che equivale, in punto di fatto, a un respingimento o diniego di ingresso a un valico di frontiera». Per questo il tribunale ha chiesto ai ministri di «conoscere quali provvedimenti le autorità in indirizzo intendano adottare in osservanza della normativa internazionale e italiana sopra richiamata». «Riteniamo quella del tribunale una risposta importante», commenta Open Arms, «e attendiamo anche noi di conoscere in che modo le autorità italiane intendano agire per tutelare diritti riconosciuti, così come dovrebbe avvenire in ogni democrazia liberale europea».

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