Salvini usa la disperata carta Vannacci per tenersi la Lega e calmare i dissidenti

Andrea Muratore
17/01/2024

La candidatura del generalissimo per le Europee non piace a tanti malpancisti dentro il Carroccio. Ma che il Capitano vada bene nel voto di giugno conviene a tutti. Perché un partito forte e legittimato potrà spingere sull'autonomia con gli alleati di governo. Così i destini dei "nordisti" e del "ministro del Ponte sullo Stretto" sono paradossalmente legati.

Salvini usa la disperata carta Vannacci per tenersi la Lega e calmare i dissidenti

Forse con colpevole ritardo, in casa Lega se ne sono accorti ormai tutti: il partito e Matteo Salvini sono una cosa sola. E alle Europee 2024 a dare le carte sarà, inevitabilmente, ancora il Capitano. Una condizione che comincia a infastidire una schiera di militanti ed esponenti politici, in larga parte lumbàrd e veneti. D’altronde Salvini deve tentare il tutto per tutto nella disperata impresa di sopravvivere politicamente a una tornata che, nella migliore delle aspettative, è destinata a provocare la perdita di due terzi dei voti rispetto al boom del 2019, quando si toccò l’inebriante picco del 34,8 per cento. Nell’ultimo anno e mezzo si sono sommati tanti tasselli negativi: l’ormai assodato (ma mai digerito davvero) sorpasso di Fratelli d’Italia alle Politiche 2022, la crescita delle divergenze tra alleati nel governo Meloni e infine la crisi sulle alleanze per le Regionali, con i governatori uscenti Luca Zaia in Veneto e Christian Solinas in Sardegna messi in discussione dalle mire di Fdi. Ecco perché il Carroccio è chiamato a scelte importanti. E la corsa per i seggi di Strasburgo sarà lo snodo decisivo.

Salvini usa la disperata carta Vannacci per tenersi la Lega e calmare i dissidenti
Il segretario della Lega Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Difficile che Vannacci possa essere capolista in tutte le circoscrizioni

Ma quali sono gli obiettivi che Salvini ha in mente? In sostanza due: la doppia cifra alle Europee e almeno 10 eletti. Mantenendo al contempo il controllo sul gruppo parlamentare europeo che si è votato alla causa euroscettica. Sul Foglio è spuntata l’indiscrezione di un tridente d’attacco di nuovi entranti pronti a riempire le liste leghiste: Gianluigi Paragone, Luca Palamara e, soprattutto, Roberto Vannacci. Il generalissimo è dato quasi sicuramente in lizza per un seggio. Fonti del Carroccio sentite da Lettera43 ritengono poco plausibile che Vannacci possa essere capolista in tutte le circoscrizioni. Ma una candidatura dell’ex comandante della Folgore e autore del libro-manifesto di quella Lega “a destra della destra”, Il mondo al contrario, è data come più che probabile.

Il nervosismo di Salvini che si aggrappa affannosamente a Vannacci
Il generale Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Salvini anche in Europa punta su un gruppo di fedelissimi

In termini di consensi, la strategia di Salvini per le Europee è quella di incentivare, dove possibile, una competizione interna che, in termini di preferenze, premi i suoi fedelissimi. Così la Lega si troverebbe con due gruppi, quello parlamentare e quello a Strasburgo, di diretta emanazione della segreteria. Un punto di partenza per il Capitano se vorrà davvero sopravvivere. Da qui però è scattata la conta dei “quarti di nobiltà”, cioè la discendenza dei nuovi: da quanto è iscritto alla Lega ognuno dei candidati ipotizzati come uomini di punta per il Carroccio, si chiedono molti malpancisti? Domanda retorica, pensando alle tre potenziali new entry. A onor del vero Paragone ha già smentito apertamente il trasferimento, Palamara non avrebbe appieno il sostegno dello “stato maggiore” leghista e non è valutabile come peso politico, mentre Vannacci è ritenuto il vero uomo forte.

Salvini usa la disperata carta Vannacci per tenersi la Lega e calmare i dissidenti
Matteo Salvini al Consiglio federale della Lega (Imagoeconomica).

Il generale pronto a tagliare la strada a Gancia e Ciocca

In quest’ottica, è il Nord che bisogna considerare un vero feudo elettorale del generalissimo: nella circoscrizione Nord-Ovest, infatti, la Lega eleggerà due, al massimo tre eurodeputati e per Salvini l’obiettivo è eliminare quelle figure accusate di voler deviare dalla sua linea. Candidare Vannacci al Nord-Ovest, tra Lombardia e Piemonte, vorrebbe dire tagliare la strada alla rielezione a Strasburgo di Gianna Gancia e Angelo Ciocca, rei di aver criticato la linea sovranista e, il secondo, di esser stato tra i fautori di Comitato Nord di Umberto Bossi.

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Angelo Ciocca (Imagoeconomica).

Matteo definito «ministro del Ponte sullo Stretto», nemesi dell’identità nordica

L’ex capa dei giovani della Lega Isabella Tovaglieri e l’eurodeputata law&order Silvia Sardone sono le due favorite per l’elezione secondo il “borsino” di chi conosce bene il Carroccio. E per Salvini la loro conferma sarebbe preziosa per rafforzare il suo partito personale. In corsa anche Marco Zanni, capogruppo e alfiere dell’idea euroscettica. Altrove, Salvini si sente più sicuro: da Susanna Ceccardi nel Centro Italia a Michele Casanova, patron del Papeete, che sarà candidato al Sud nella nativa Puglia, l’obiettivo della segreteria è far sì che i candidati più vicini al ministro dei Trasporti beneficino del boost di voti che la pur appannata vicinanza del Capitano può garantire. Al Nord i malpancisti leghisti contestano il ridotto “pedigree” leghista di molti candidati e si riferiscono, ironicamente, a Salvini come al «ministro del Ponte sullo Stretto», nemesi dell’identità nordica di un tempo.

Salvini usa la disperata carta Vannacci per tenersi la Lega e calmare i dissidenti
L’eurodeputata Isabella Tovaglieri (Imagoeconomica).

Eppure anche la Lega di governo di Giorgetti deve tifare per il Capitano

Ma nel grossolano tentativo di scavalcare a destra Fdi, come abbiamo già dato conto, Salvini un risultato l’ha già ottenuto. Un divide et impera che impone, almeno fino alle Europee, alla Lega di governo di Giancarlo Giorgetti e dei suoi accoliti di tifare per lui. I leghisti, ragionano nella dirigenza, avranno peso nel governo se la segreteria Salvini terrà, ossia se la Lega farà un buon risultato. Un esito positivo, rispetto alle Politiche 2022, alle urne europee, unito magari a un sorpasso del gruppo Identità e democrazia sui Conservatori e riformisti europei della Meloni grazie al traino di Afd, Marine Le Pen e sovranisti olandesi, potrebbe fare il resto. E questo consentirebbe a Salvini di aver più agio politico per calare le sue richieste al tavolo del governo, ribaltando una situazione attuale che lo vede messo all’angolo su diversi dossier, dalla manovra alle Regionali.

Salvini usa la disperata carta Vannacci per tenersi la Lega e calmare i dissidenti
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

I malpancisti vogliono una spinta vero sulla partita dell’autonomia

I malpancisti vogliono che nelle richieste di Salvini, in questo caso, ci sia una spinta strutturale sull’autonomia. Vero pomo della discordia. Ironia della sorte, i destini del futuro “vento del Nord” e quello del “ministro del Ponte” sono legati. E questo dimostra, per i suoi più arcigni critici, una capacità di sopravvivenza di Salvini. All’opposizione di qualsiasi governo decida di far parte. Ma ancora al governo di una nave leghista che imbarca acqua senza saper ancora con chi sostituire un logoro Capitano.