Marina Viola

Quelle affinità elettive tra Trump e Salvini

Quelle affinità elettive tra Trump e Salvini

Con la visita a Washington, il vicepremier è simbolicamente entrato con personaggi come Orban e Bolsonaro nel club degli uomini forti vicini alla Casa Bianca.

19 Giugno 2019 13.36

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Che Matteo Salvini vorrebbe diventare amico del cuore di Donald Trump non è mai stato un segreto. E probabilmente, durante il suo viaggio a Washington, ha sofferto il fatto di non essere (ancora) presidente del Consiglio cosa che gli avrebbe permesso di incontrare l’uomo e presidente dei suoi sogni. I due hanno molto in comune: la guerra agli immigrati, il make America great again che fa rima con Prima gli italiani, lo sfrenato bisogno di essere presenti su tutti i mezzi di comunicazione, l’amore per i comizi dove i loro seguaci si sentono liberi di scatenarsi e urlare con violenza, a volte anche alzando le mani contro chi non la pensa come loro, l’avversione al politically correct.

PROGRAMMI SIMILI

Non solo. Hanno entrambi una strana allergia all’Unione europea, al mondo musulmano, e spingono per leggi fiscali che fanno l’occhiolino ai più abbienti e che contribuiscono ad aumentare il gap tra chi ha e chi non ha. Vorrebbero una polizia più violenta e anche un po’ più razzista, se possibile, e amano l’idea che ci si faccia giustizia da soli. Infine, odiano tutti quelli che li criticano, soprattutto se di mestiere fanno i giornalisti o gli intellettuali.

LA TRUMPIZZAZIONE DELL’ITALIA

Il populismo, d’altronde, è una brutta bestia, perché i leader usando un linguaggio molto popolare riescono a instaurare un rapporto quasi diretto con gli elettori. Comunicando sui social con chi è insoddisfatto e non ha fiducia nelle istituzioni, promettono un futuro “migliore”, possibilmente senza multiculturalismo e, nel caso di Trump e Salvini, prepotentemente di destra.

IL LEADER DELLA LEGA INSERITO TRA GLI STRONGMAN

Secondo la rivista americana The Atlantic, la visita di Savini a Washington «è un grosso colpo» per il leader della Lega. Questo perché «nonostante il protocollo istituzionale non gli abbia permesso di incontrare Trump in quanto vicepresidente del Consiglio, ha comunque incontrato il suo omologo Mike Pence. Ma la visita colloca simbolicamente Salvini in compagnia degli altri strongman che hanno visitato la Casa Bianca quest’anno: il primo ministro ungherese Viktor Orbán e il presidente brasiliano Jair Bolsonaro». Pare che Salvini stia organizzando una vacanza in campeggio anche con Vladimir Putin e Rodrigo Duterte, giusto per non farsi mancare niente.

LEGGI ANCHE: L’ultima fake news di Trump sui dazi al Messico

Fortunatamente, almeno per ora, Salvini non ha lo stesso potere distruttivo di Trump: mentre il tycoon sta facendo del suo meglio per iniziare una guerra con l’Iran, Salvini era in giro per Washington a cercare la famosa scalinata di Rocky.

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