Saman Abbas, processo a rischio: il fratello andava indagato

Redazione
27/10/2023

La Corte d'Assise di Reggio Emilia ha rinviato l'udienza al 31 ottobre perché il minore dovrà testimoniare da imputato. Inutilizzabili le dichiarazioni rese il 5, il 12, il 15 e il 21 maggio perché il minorenne non è stato ascoltato in presenza di un legale.

Saman Abbas, processo a rischio: il fratello andava indagato

Il processo sul caso di Saman Abbas ha vissuto un vero colpo di scena. Le parole del fratello minore della 18enne pachistana uccisa a Novellara tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 sono state dichiarate inutilizzabili. A deciderlo è stata la presidente della Corte d’Assise di Reggio Emilia, Cristina Beretti, dopo le obiezioni sollevate dagli avvocati della difesa. Non potranno essere utilizzate in tribunale le dichiarazioni rese il 5, il 12, il 15 e il 21 maggio perché il minorenne non è stato ascoltato in presenza di un legale. E inoltre, nonostante la sua posizione sia stata archiviata dal gip del Tribunale dei minori, il ragazzo avrebbe dovuto essere indagato.

La presidente: «A carico del ragazzo c’erano indizi di reità»

La presidente Beretti ha spiegato che «a carico del ragazzo c’erano indizi di reità». Questi indizi sarebbero emersi dalle intercettazioni delle conversazioni con i familiari. Da queste si evince che il giovane «era stato reso edotto di quanto stava per succedere», già nelle ore precedenti al delitto. Il ragazzo dovrà essere ascoltato come imputato e l’udienza è stata rinviata al 31 ottobre. Nei giorni scorsi sono state rese note le dichiarazioni di una psicologa che segue il giovane. La donna ha parlato delle «pressioni» ricevute dal ragazzo dall’estero dai parenti per ritrattare la sua versione.

L’avvocato del fidanzato: «Speriamo non si tiri indietro»

La legale Barbara Iannuccelli, che difende il fidanzato di Saman Abbas, ha lanciato un appello al fratello della 18enne al termine dell’udienza. Ha dichiarato: «La vittima di questa vicenda è Saman. Il fratello è sicuramente un’altra vittima e lo dobbiamo preservare. È vero anche che gli errori formali non si colmano facilmente. Se il fratello ha sempre voluto contribuire a dire la verità è giusto che mantenga questo proposito per fare giustizia per la sorella». Ha spiegato che lui «è stato un po’ la miccia che ha fatto esplodere il tutto, perché le foto di Saman e del fidanzato sono state fatte vedere da lui ai genitori. È stato il tramite di tutto quanto di negativo è accaduto, spero però che non si tiri indietro. Lo farebbe per se stesso, per tutti noi e per tutte le Saman che non conosciamo».