Saman Abbas, la sentenza: ergastolo ai genitori e 14 anni allo zio Danish Hasnain

Redazione
20/12/2023

La Corte d'assise di Reggio Emilia ha deciso per il carcere a vita per il padre, Shabbar, attualmente detenuto, e per la madre Nazia Shaheen, che è latitante. Assoluzione invece per i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq.

Saman Abbas, la sentenza: ergastolo ai genitori e 14 anni allo zio Danish Hasnain

La Corte d’assise di Reggio Emilia ha condannato all’ergastolo i genitori di Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa a Novellara nel 2021 per aver rifiutato un matrimonio combinato. Carcere a vita dunque per il padre, Shabbar Abbas, attualmente detenuto, e per la madre Nazia Shaheen, che è latitante. Lo zio della giovane ed esecutore materiale del femminicidio, Danish Hasnain, ha avuto una pena di 14 anni. Assoluzione invece per i cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq.

Allo zio di Saman Abbas riconosciuto lo sconto di pena per il rito abbreviato

Danish Hasnain è stato condannato per omicidio e occultamento di cadavere e gli è stato riconosciuto lo sconto di pena relativo al rito abbreviato, il cui svolgimento è stato possibile poiché gli sono state riconosciute le attenuanti generiche e sono venute a meno le aggravanti della premeditazione e dei motivi futili. I genitori di Saman Abbas, Shabbar e Nazia, sono invece stati condannati per omicidio aggravato dal legame familiare.

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Le dichiarazioni degli avvocati della difesa

«Non comprendiamo per quale motivo i genitori siano stati condannati all’ergastolo, dobbiamo leggere le motivazioni della sentenza. Probabilmente le ipotesi sono tre, o la Corte ha ritenuto che Shabbar e la moglie siano gli esecutori materiali dell’omicidio, ma questo credo sia impossibile, oppure possono aver ritenuto che siano i mandanti o che abbiano concorso nel momento in cui Danish ha ucciso Saman», sono le parole riprese da la Repubblica degli avvocati Enrico Della Capanna e Simone Servillo, difensori dei genitori di Saman. «Rimango convinto dell’innocenza del mio cliente relativamente al reato principale, che è quello che è pesato in termini della pena, cioè l’omicidio», ha commentato invece il legale di Danish Hasnain, Liborio Cataliotti.