Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie

Pippo Russo
15/10/2023

La squadra di Pirlo è penultima in Serie B. Eppure Il piano di ristrutturazione del debito prevede la promozione in A. L'Agenzia delle entrate ha già scontato 31 milioni, mentre altri 48 milioni dovranno essere restituiti allo Stato in 20 anni, a tassi d'interesse di comodo. E c'è il rischio di un buco per un credito iscritto a bilancio legato a Ferrero.

Le sofferenze della Sampdoria tra crisi di campo e incognite societarie

Un anno vissuto pericolosamente è stato messo alle spalle. Rimane un futuro da decifrare. E nel mezzo c’è un presente reso possibile dal complicato procedimento condotto per impedire che la società fallisse e fosse costretta a ripartire dai dilettanti, come toccato a altre realtà del calcio italiano. Continua a essere travagliata la vicenda della Sampdoria, che in Serie B viaggia al penultimo posto in classifica. A trascinarla lì sono state le nuove magie del Maestro Andrea Pirlo, capace di accumulare quattro sconfitte nelle quattro gare casalinghe. Ma la verità è che per la società blucerchiata è stato già un grande traguardo esserci, in questo campionato di Serie B. Sul tema crescono le perplessità, espresse dal moltiplicarsi delle analisi che circolano via web e chat o già esplicitate in articoli di stampa. La situazione economico-finanziaria rimane drammatica, in attesa di un nuovo compratore che ancora non si è manifestato. Per il momento governa il duo Andrea Radrizzani-Matteo Manfredi, che è dichiaratamente di passaggio. In questa situazione anche due così possono sembrare i salvatori della patria. Che però si è salvata soprattutto grazie allo scattare di altri meccanismi utilizzati per evitare il fallimento della società, ma alquanto generosi. C’è inoltre la questione della probabile sopravvalutazione di un credito iscritto a bilancio. Ma vediamo quali sono i punti maggiormente contestati.

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Andrea Radrizzani (Imagoeconomica).

L’anno prossimo in Serie A, altrimenti sono guai…

Il piano di ristrutturazione del debito presentato da UC Sampdoria SPA al tribunale di Genova prevede, fra le condizioni di scenario, la promozione in Serie A della squadra blucerchiata al termine dell’attuale stagione e la permanenza nella massima categoria al termine della stagione 2024-25. Una condizione quantomeno aleatoria, ma evidentemente presa sul serio. Invero, da un estratto dell’accordo che Lettera43 ha avuto modo di leggere, emerge che è stato valutato anche uno scenario alternativo, in cui si prevede la permanenza in B anche per le stagioni 2024-25 e 2025-26. Con annessa previsione di perdita d’esercizio abbastanza rilevante, specie se si tiene conto che andrebbe a impattare su una situazione già complessa. Ma questa seconda ipotesi viene data come secondaria nonché poco spendibile per il piano di risanamento. Dunque si scommette tutto sull’immediato ritorno in Serie A.

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L’allenatore della Samp Andrea Pirlo (Imagoeconomica).

Tutti gli sconti sui debiti: dalle Entrate ai tassi agevolati

C’è stata una certa generosità da parte dei creditori nei confronti della società blucerchiata. A partire dai creditori pubblici. L’Agenzia delle entrate, creditrice di 49,1 milioni di euro, ha accettato di incassarne soltanto 17,7 milioni, così rinunciando a 31,4 milioni. Un capitolo a parte è quello relativo all’esposizione col sistema finanziario, che ammontava a circa 71 milioni e è stata in buona parte coperta dall’escussione della garanzia Sace, messa a disposizione dallo Stato durante la crisi generata dal Covid. Si tratta di circa 48 milioni che la società blucerchiata deve allo Stato. Per farlo sono state contrattate condizioni di restituzione di tutto comodo. La Sampdoria potrà ridare l’intero debito in unica soluzione il 31 dicembre 2043, cioè fra vent’anni. Il tasso d’interesse applicato sarà del 2,5 per cento, nettamente inferiore a quelli di mercato. Gli interessi decorreranno soltanto dal 2026. Alla Sampdoria è stata data anche la possibilità di pagare soltanto lo 0,25 per cento annuo e capitalizzare il restante 2,25 per cento. Inoltre, in caso di cessione prima del 2043 (ciò che da tutti è auspicato), l’investitore sarebbe tenuto a pagare soltanto il 50 per cento di quanto dovuto a Sace, mentre il restante 50 per cento dovrebbe essere versato soltanto se per la cessione della società giungerà una quantità rilevante di denaro.

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Una protesta dei tifosi blucerchiati per le vicissitudini giudiziarie (Getty).

Il possibile buco di bilancio: occhio a quel credito legato a Ferrero

Nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2022 viene calcolato fra gli attivi un credito da concordato fiscale con Sport Spettacolo Holding (Ssh), il veicolo attraverso cui l’ex presidente e proprietario Massimo Ferrero controllava la società blucerchiata. Si tratta di una posta da 28 milioni di euro che, viene fatto notare, rischia di essere virtuale per due motivi. Il primo: dopo il passaggio di proprietà la US Sampdoria non ha più rapporti con Ssh, dunque decade anche lo schema di concordato fiscale con l’effetto che quei crediti si trasformano in debiti per la società blucerchiata. Il secondo: quand’anche la Sampdoria fosse stata ancora in regime di concordato fiscale con Ssh, sarebbe stata ipotesi molto audace immaginare che dalla galassia societaria di Ferrero giungessero quelle risorse. Dunque il bilancio della società doriana conterrebbe un buco potenziale da 28 milioni di euro, che se tenuto in considerazione avrebbe completamente ridisegnato l’equilibrio dei conti societari. Con conseguenze determinanti per il complesso piano di salvataggio.

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L’ex presidente della Samp Massimo Ferrero (Imagoeconomica).

Un favore pure sul “paracadute”? Il Coni ha detto no

Intanto la società blucerchiata ha cercato in questi giorni l’ennesimo sconto, ma stavolta la missione era impossibile. La coppia di proprietari Radrizzani-Manfredi aveva provato a ottenere dalla Lega di B uno sconto sulla percentuale del cosiddetto “paracadute” (la cifra di indennizzo che viene versata alle retrocesse dalla Serie A per ammortizzare le perdite da declassamento) da corrispondere alle altre società di Serie B. Si tratta del 10 per cento su 25 milioni di euro. Il Collegio di garanzia del Coni ha bocciato la richiesta: quei 2,5 milioni di euro dovranno essere versati. Non tutti gli sconti riescono col buco.