La diffida di Sangiuliano a Un giorno da pecora: un caso aperto che imbarazza la Rai e pure il centrodestra

Luca Di Carmine
11/12/2023

Per Viale Mazzini la vicenda rischia di diventare un pericoloso precedente. E così dal settimo piano è partita un’interlocuzione con il Mic per chiudere la faccenda. Intanto dopo le interrogazioni di Pd e M5s se ne occuperà persino la Vigilanza. Tra l'altro la lettera ha tutta l'aria di essere una vendetta contro Geppi Cucciari 'responsabile' della figuraccia del ministro allo Strega.

La diffida di Sangiuliano a Un giorno da pecora: un caso aperto che imbarazza la Rai e pure il centrodestra

L’interlocuzione è in corso, ma ancora non ha portato a nulla. È passata una settimana da quando s’è avuta notizia della diffida di Gennaro Sangiuliano nei confronti di Un giorno da pecora (rivelata dal Fatto quotidiano), storico programma di Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Una diffida con tanto di lettera dell’avvocato per non essere più denigrato e diffamato. Basta sfotterlo, insomma. Altrimenti il ministro della Cultura passerà alle vie legali, con querela e richiesta di danni. Un caso che ha fatto parecchio sorridere, a livello mediatico, ripreso dai maggiori organi di stampa e pure dai programmi tv, compreso quello di Fiorello («ministro, l’abbiamo presa in giro, rischiamo qualcosa?»).

La lettera di diffida di Sangiuliano a Un giorno da pecora imbarazza la Rai

Ora, senza tornare sul paradossale testo della lettera (che potete leggere nell’originale qui riportato a firma dell’avvocato Silverio Sica, il cui fratello Rino è consulente di Sangiuliano a Via del Collegio Romano) – dove si dice che il programma se la prende troppo col ministro lasciando intendere che non abbia titolo per esercitare il ruolo e invece l’ex direttore del Tg2 ha tutto il diritto di stare lì perché è pure laureato in giurisprudenza – va raccontato che la querelle ha messo Viale Mazzini in grande imbarazzo. «Che facciamo adesso?», si sono chiesti al settimo piano quando hanno letto la missiva, subito smistata all’ufficio legale. Col problema che il ministro è pure un direttore Rai in aspettativa. Imbarazzo su imbarazzo. Anche perché quello di Sangiuliano rischia di essere un pericoloso precedente: se tutti quelli che vengono sfottuti alla radio e in tv dovessero diffidare la Rai sarebbe un problema. Così dagli uffici dell’ad Roberto Sergio e del dg Giampaolo Rossi è partita un’interlocuzione con Via del Collegio Romano per chiudere la vicenda, ancora senza risultati però.

La diffida di Sangiuliano a Un giorno da pecora: un caso aperto che imbarazza la Rai e pure il centrodestra
La lettera di diffida del legale di Sangiuliano.

Dopo la figuraccia allo Strega, si sospetta una vendetta contro Geppi Cucciari

Nel frattempo, per dimostrare buona volontà, mercoledì scorso Sangiuliano è stato ospite nel programma mattiniero di Radio1 Giù la maschera, col conduttore Marcello Foa (ex presidente Rai in quota Lega) che non gli ha chiesto assolutamente nulla su questa storia. Tutti ne stavano parlando, era il caso del giorno, ma da Foa nessuna domanda al diretto interessato. Per il resto della settimana, ogni volta che gli è stato chiesto, il ministro s’è trincerato dietro un «no comment». L’unico a rivoltarla dalla sua parte sembra sia stato il direttore del Gr1, Francesco Pionati. «Dopo questa diffida non potranno più dire che siamo Radio-Meloni», ha confidato a un suo collaboratore. Diplomatico silenzio pure per Lauro e Cucciari. «Mi sembra davvero tutto strano, perché Sangiuliano non è nemmeno tra i nostri bersagli più assidui. Ce ne sono altri di cui parliamo molto di più…», le uniche parole di Lauro allo scoppiar del caso. Nulla invece da Cucciari, che però potrebbe essere proprio il casus belli, visto l’incidente con Sangiuliano alla cerimonia del Premio Strega nel luglio scorso, quando la conduttrice provocò una figuraccia al ministro che, pur avendo votato in giuria, non aveva letto alcun libro della cinquina finale. L’azione del giornalista contro Radio1 ha tutto il sapore della vendetta.

La diffida di Sangiuliano a Un giorno da pecora: un caso aperto che imbarazza la Rai e pure il centrodestra
Geppi Cucciari (Imagoeconomica).

L’intervento della Vigilanza Rai dopo l’interrogazione Pd e 5 stelle

Ora però della vicenda si occuperà anche la Vigilanza Rai, visto che Pd e 5 stelle hanno presentato interrogazioni in merito. «Intimidire così un programma di satira, oltretutto assai garbato come Un giorno da pecora, lascia bene intendere le basi culturali e politiche di questa classe dirigente», dicono dal Pd. E a destra? «Non si tratta di porre limiti alla satira, ma il ministro Sangiuliano in questa occasione ha ragione perché sembra più un attacco politico alla persona. Va bene la satira, ma che sia fatta con un po’ di stile e non in maniera diffamatoria», ha dichiarato Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura a Montecitorio. Altri, però, hanno preferito non commentare, alzando le braccia. Segno che la vicenda imbarazza anche a destra. «È una storia di cui si poteva fare a meno…», sospirano nel centrodestra.