Sangiuliano contro Raffaele per l’imitazione di Venezi, i cosmetici del meloniano Ancorotti incensati in Rai e le altre pillole

Luca Di Carmine
19/01/2024

Il ministro si è lamentato per lo sketch, ma solo perché il suo nome è rimbombato più volte. Rainews24 dedica un servizio al marchio del beauty ma non dice che il fondatore è un senatore di FdI. Le divise del personale dei musei? Si comprano da Decathlon, alla faccia del made in Italy. Gli spifferi della giornata.

Sangiuliano contro Raffaele per l’imitazione di Venezi, i cosmetici del meloniano Ancorotti incensati in Rai e le altre pillole

Ci mancava l’interessamento (eufemismo) del ministro Gennaro Sangiuliano per l’imitazione, formidabile, del “direttore d’orchestra” Beatrice Venezi eseguita da Virginia Raffaele nello show Colpo di luna. Tutta colpa della presenza ripetuta del nome dello stesso ministro Sangiuliano all’interno dello sketch, perché lui della Venezi non si preoccupa affatto…

 

Ancorotti è meloniano, ma la Rai non lo dice

Un grande, lungo, servizio di Rainews24 per i cosmetici Ancorotti. Con tanto di visita alla fabbrica, elogiando la tecnologia italiana che crea prodotti di bellezza. Molto bene: però in parlamento, al Senato della Repubblica, con la casacca di Fratelli d’Italia c’è Renato Ancorotti, meloniano. Che è il patron del gruppo. La Rai non lo dice. «Però così si rischia la pubblicità occulta pure a livello elettorale, non solo commerciale», dicono nella commissione di vigilanza sul servizio pubblico radiotelevisivo.

Sangiuliano contro Raffaele per l'imitazione di Venezi, i cosmetici del meloniano Ancorotti incensati in Rai e le altre pillole
Renato Ancorotti (Imagoeconomica).

Bill Gates non vede Giuliano Amato

Dicono che la visita di Bill Gates a Palazzo Chigi fosse stata programmata da tempo da Giorgia Meloni. E spifferano che quando l’americano sente nell’aria la parola “antitrust” gli viene il nervoso. Fatto sta che all’incontro con Meloni c’era il nuovo numero uno della commissione voluta dal governo per l’intelligenza artificiale, padre Paolo Benanti, e non Giuliano Amato, che fu nominato di soppiatto dal forzista Alberto Barachini. Che poi l’ex presidente del Consiglio socialista era stato a capo dell’antitrust italica. Sarà un caso? Pare che Bill Gates non voglia guardare da lontano nemmeno Mario Monti, uno che quando stava in Europa come commissario ha fatto vedere i sorci verdi all’ex Ceo di Microsoft.

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Bill Gates a Davos (Getty Images).

Le divise per il personale dei musei? Da Decathlon

Dove si comprano le divise per il personale dei musei del ministero della Cultura guidato da Gennaro Sangiuliano? Non certo dai sarti italiani, per ovvi motivi di risparmio. E infatti basta andare a guardare le determine dei direttori dei singoli musei per controllare quanto sono attente le spese: «Si intende integralmente di affidare, in favore della Decathlon di Bufalotta di Roma la fornitura delle divise per il personale in servizio presso i siti afferenti l’Istituto Villa Adriana Villa d’Este». Lì si trovano, in genere, tute fabbricate in Vietnam, o in Corea. Comunque i prezzi sono modici. Ma non si tratta di made in Italy, quello che piace tanto al ministro Adolfo Urso.

Dove ti giri, c’è sempre Mastella

«Abbiamo fortemente apprezzato le nuove regole stabilite dall’Agcom che obbligheranno gli influencer a rispettare le norme previste dal Testo unico dei servizi media audiovisivi. Tali linee guida sono un primo importante passo per mettere a punto quel codice di condotta che, tenendo anche conto delle indicazioni che emergeranno dal tavolo tecnico, potrà garantire sempre più trasparenza alle attività di tali soggetti», ha affermato Sandra Cioffi, presidente del Consiglio Nazionale Utenti. All’Authority la chiamano “la voce di Clemente Mastella”, perché Cioffi ha militato nell’Udeur. «C’è sempre Mastella, da qualche parte», affermano sorridendo.