Sangue infetto, il ministero della Salute dovrà risarcire i danni

11 Aprile 2017 19.20
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Sono centinaia le persone, o i loro eredi, che dovranno essere risarcite dal ministero della Salute per i danni subiti da trasfusioni con sangue infetto. A deciderlo la prima Corte d'appello civile di Roma con una sentenza nella quale ha racchiuso una serie di ricorsi, e che ha in sostanza assunto le caratteristiche e la portata di una class-action.

RISARCIMENTI PER 30 MILIONI DI EURO. Il risarcimento verrà calcolato con un nuovo giudizio, ma l' l'Associazione Malati Emotrasfusi e Vac ha fatto sapere che si tratta di almeno 100mila euro per ognuna delle 300 persone di cui si occupa la sentenza per un totale di 30 milioni di euro complessivi. Davanti alla Corte d'appello civile di Roma era arrivato un appello proposto dal Ministero della Salute contro una sentenza favorevole ai danneggiati emessa dal tribunale monocratico di Roma nel 2006.

REGIONI NON RESPONSABILI. Nel 'corpo' della decisione, alcune indicazioni importanti in tema di diritto. Una su tutte: la risposta al motivo di ricorso che vedeva il Ministero sostenere che, derivando il danno da trasfusioni, la responsabilità sarebbe stata delle singole. Per i giudici, però, «il ministero della Salute è tenuto ad esercitare un'attività di controllo e di vigilanza in ordine alla pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell'uso degli emoderivati sicché risponde dei danni conseguenti ad epatite ed a infezione da HIV, contratte da soggetti emotrasfusi, per omessa vigilanza sulla sostanza ematica e sugli emoderivati».

«GIUSTIZIA DOPO DIECI ANNI». Alla lettura della sentenza l'avvocato Marcello Stanca, presidente nazionale dell'Amev Firenze e patrocinatore di alcuni dei danneggiati non ha nascosto la sua soddisfazione: « Abbiamo aspettato più di dieci anni ma alla fine i giudici hanno confermato le nostre ragioni, ritenendo la responsabilità del Ministero nonostante il tentativo di scaricare la colpa sulle Regioni». Concludendo che tutti i danneggiati «auspicano che il Governo voglia finalmente estendere il diritto all'equa riparazione a tutti i contagiati da emotrasfusione che finora sono stati esclusi dall'accesso al beneficio».

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