Sanità, ipotesi di tassare le bibite gassate

Redazione
25/08/2012

Per tre anni una tassa di scopo di circa tre centesimi su ogni bottiglietta di bevande gassate e zuccherate da...

Per tre anni una tassa di scopo di circa tre centesimi su ogni bottiglietta di bevande gassate e zuccherate da 33 cl, che porterebbe  nelle casse dello Stato circa 250 milioni l’anno.
Sarebbe questa una delle ipotesi allo studio per rifinanziare l’attuazione del piano per la non autosufficienza, che rientra tra le azioni in programma per il ministero della Salute delineate dal Consiglio dei Ministri (Cdm) del 24 agosto 2012.
POTREBBE FAR PARTE DEL DECRETO SANITÀ. L’ipotesi di una tassa sulle bibite era già stata valutata in passato, anche come monito per corretti stili di vita, e potrebbe essere inserita nel cosiddetto ‘decretone sanità’, che il ministro Renato Balduzzi dovrebbe portare al prossimo Cdm.
Secondo quanto si apprende, della questione si è parlato in linea generale, il 24 agosto, in un incontro tra il ministro e gli assessori regionali alla Salute, ma ancora non c’é una decisione definitiva.
GASPARRI: «COLPIREBBE CONSUMATORI GIÀ ESAUSTI». L’ipotesi è subito stata bocciata dal presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: «Ora il governo Monti vuol tassare pure le aranciate dei ragazzini. Torna l’ipotesi di una tassa supplementare sulle bibite che colpirebbe ulteriormente consumatori già esausti. È una ipotesi sbagliata e non riteniamo accettabile questo stillicidio fiscale proprio mentre si fanno troppi annunci di riduzione dei prelievi che poi Palazzo Chigi regolarmente smentisce».

Balduzzi: «Idea nata dal dialogo con le regioni»

Una tassa di scopo sulle bibite «è un’idea nata nei mesi scorsi sulla basa di interlocuzioni con le regioni». Lo ha detto in una intervista lo stesso titolare della Sanità Balduzzi, precisando tuttavia che «si tratta di una ipotesi allo studio che ha il duplice significato di incentivare le abitudini alimentari corrette specialmente per i più giovani, e di destinare le risorse che derivano da questo orientamento a primarie finalità di tipo sanitario».