Sanremo 2024, Loredana Bertè prima nella top five della Sala Stampa

Redazione
07/02/2024

Seconda Angelina Mango con La noia, terza Annalisa e la sua Sinceramente, quarto Diodato con Ti muovi e quinto Mahmood con Tuta gold. Amadeus premiato dagli ascolti con il 65,1 per cento di share con 10 milioni 561 mila spettatori. Il racconto della prima serata.

Sanremo 2024, Loredana Bertè prima nella top five della Sala Stampa

La lunga, lunghissima prima serata del Festival di Sanremo si è conclusa con la top five stilata dalla Sala Stampa che vede in prima posizione Loredana Bertè con Pazza prima, seguita da Angelina Mango con La noia, Annalisa e la sua Sinceramente, Diodato (tornato all’Ariston dopo la vittoria del 2020) con Ti muovi e quinto Mahmood, trionfatore dell’edizione 2022 insieme con Blanco, con Tuta gold. Da segnalare anche Mariposa che ha segnato il ritorno di Fiorella Mannoia, i Negramaro che a Sanremo debuttarono 19 anni fa, e Fino a qui, canzone sanremese doc di Alessandra Amoroso e l’autoironia dei Ricchi e Poveri.

 

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Gli ascolti della prima serata: per il quinto festival di Amadeus il 65,1 per cento di share

Una cosa è certa: il pubblico ha promosso a pieni voti la prima serata extralarge del Festival. Amadeus ha portato a casa un nuovo record con il 65,1 per cento di share con 10 milioni 561 mila spettatori incollati allo schermo. La serata inaugurale dell’edizione del 2023, per intenderci quella della sceneggiata di Blanco e del monologo al me bambina di Chiara Ferragni, aveva ottenuto il 62,4 per cento. Ancora prima, nel 2022, la prima serata si era ‘fermata’ al 54,7 per cento e nel 2021, l’edizione del lockdown con l’Ariston vuoto, il 46,6 per cento. Il primo Festival targato Amadeus, quello del 2020, toccò invece il 52,2 per cento di share. Gli ascolti della prima serata della 74esima edizione battono il record, in termini di share, del Sanremo 1995 condotto da Pippo Baudo con Anna Falchi e Claudia Koll.

Mengoni co-conduttore e il ricordo di Gigiò: le istantanee della prima serata del Festival di Sanremo

Co-conduttore della serata Marco Mengoni, vincitore nel 2023 con Due vite, che oltre i siparietti da copione insieme con Amadeus (tra cui quello perdibile del “preserbacino“) si è esibito in un medley dei suoi successi.

 

 

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Ritorno sull’Ariston anche per Zlatan Ibrahimovic, uno dei protagonisti dell’edizione 2021, quella del lockdown, introdotto dall’immancabile stacchetto di musica balcanica.  «Tu hai 61 anni, io 42 e ho smesso, perché ho ascoltato il mio corpo», la battuta più ‘efficace’ rivolta al direttore artistico. «Sono qui per proteggerti da te stesso, ti ricordi i casini che hai combinato l’anno scorso?». Sul palco anche la mamma di Giovambattista Cutolo, il musicista 24enne ucciso lo scorso agosto a Napoli. Tra gli ospiti la campionessa di sci Federica Brignone

Brignone e il mancato saluto a Goggia e l’appello di Dargen D’Amico per il cessate il fuoco

Prima sciatrice all’Ariston, al festival anche Federica Brignone protagonista della prima pallidissima polemica della serata: non ha salutato la rivale Sofia Goggia, vittima di un grave infortunio che ne ha pregiudicato la stagione. Un silenzio che ha fatto sussultare la Rete. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato Giulia Mancini, la manager di Brignone. All’Adnkronos ha spiegato che si è trattato solo di «un problema di tempo. Purtroppo non l’hanno neppure fatta parlare. Sono tempi televisivi». La campionessa, casco da sci in mano, ha in effetti parlato molto poco. A sua discolpa non aver citato nemmeno le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Da segnalare l’appello di Dargen D’Amico, 24esimo artista a salire sul palco, che dopo aver presentato la sua Onda alta, con gli immancabili occhiali da sole e con uno smoking ricoperto da orsetti di peluche, ha lanciato un appello per il cessate il fuoco a Gaza. «Dedico questo pezzo a mia cugina Marta, che ora studia a Malta. Non tutti i bambini hanno questa fortuna nel Mediterraneo, ci sono bambini sotto le bombe, senza cibo e acqua», ha detto. «Il nostro silenzio è corresponsabilità, la storia e Dio non accettano la scena muta. Cessate il fuoco».

 

 

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Nella prima parte della serata, anche i La Sad avevano toccato un tema delicato e drammatico: quello del suicidio. La loro esibizione, con la canzone Autodistruttivo, si è conclusa con tre persone sul palco con in mano un cartello «Non parlarne è 1 suicidio». La band da tempo sostiene l’associazione Telefono Amico.