Sanremo 2024, la serata cover toglie ogni dubbio: in finale sarà scontro tra Geolier e Angelina Mango

Michele Monina
10/02/2024

Ghali ha dimostrato che si può essere italiani veri senza somigliare a Salvini e Vannacci. Ottimi i Santi Francesi con Skin ed emozionanti Alfa e Vecchioni che entrano in top five. Mahmood riesce nell'impossibile: non snaturare Dalla. Si balla e si riflette con il Pussy power di Bigmama. Detto questo una cosa è certa: sabato sera se la giocheranno in due. Il racconto della serata.

Sanremo 2024, la serata cover toglie ogni dubbio: in finale sarà scontro tra Geolier e Angelina Mango

Arriva quella che, sulla carta, è la serata più divertente del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Non che ci voglia molto, a essere più divertente, quando in precedenza si è spesso giocato sul dolore. Il fatto che oltre i 30 artisti, 51 contando i duetti e le band, diventino oltre 100, visto che a ogni concorrente in gara si aggiunge qualcuno, e il fatto che si esibiscano su canzoni che non siano quelle in gara, ma cover, o comunque brani diversi da quelli presentati, è già un buono spunto. Alcune delle accoppiate e delle canzoni scelte, poi, fa il resto. Certo, 30 cover sono comunque 30 canzoni, ma Amadeus punta a compiere il giro completo e finire col Prima Festival di Paola e Chiara, ormai lo abbiamo capito.

The Kolors ‘salvati’ dal repertorio di Umberto Tozzi, emozionanti Alfa con Vecchioni

La partenza è stentata, con Sangiovanni che rifà la sua Farfalle, in versione italiana e spagnola, Mariposas, in compagnia della cantante spagnola Aitana. Ma già la seconda canzone è ottima, con Annalisa che si fa accompagnare da un coro gospel e soprattutto da La Rappresentante di Lista in Sweet Dreams degli Eurythimics, e la terza è altrettanto degna di nota, Gianna Nannini al fianco di Rose Villain in un suo medley. Segue una non troppo intonata Notte prima degli esami interpretata da Gazzelle, fortunatamente sostenuto da Fulminacci. Decisamente meglio con Umberto Tozzi e i The Kolors, complice il repertorio pazzesco del cantautore torinese (meno complice la sua voce, stentata). Non è affatto stentata la voce di Alfa, che subito dopo si incontra sul palco dell’Ariston con Roberto Vecchioni, con una toccante Sogna ragazzo sogna. Ecco, Amadeus ci tiene proprio a farci sapere che il Festival di Sanremo è oggi come oggi il meglio che la musica italiana possa offrire ai suoi protagonisti, giovani o vecchi che siano.

 

 

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L’ironia di Mannoia e Gabbani e la meraviglia dei Santi Francesi con Skin

Gianna Nanni, Umberto Tozzi, Roberto Vecchioni, ma anche La Rappresentante di Lista e la spagnola Aitana sono davvero tantissima roba, e siamo solo all’inizio. Poi arriva il momento di Lorella Cuccarini, che balla, simpa come sempre, va detto ancora in forma come un tempo. Si torna alle canzoni, sono troppe per lasciare spazio alle smancerie. Arrivano quindi i BKNR44, che fin qui non hanno esaltato, ma che oggi sbancano portando una splendente Ma che idea con Pino D’Angiò, malconcio ma sempre ironico come sempre. Poi arriva addirittura Riccardo Cocciante, che un po’ sovrasta Irama, Quando finisce un amore non è certo brano facile, anche a 50 anni dalla pubblicazione.

 

 

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Fiorella Mannoia, invece, duetta con Francesco Gabbani, riproponendo la finalissima del 2017, Che sia benedetta vs Occidentali’s karma. Grande ironia di Fiorella, grande ironia di Gabbani. Bene, bravi, bis. Ma non bene, bravi, bis quanto i Santi Francesi con Skin, perfetti nel fare Halleluja di Leonard Cohen. E siccome questa è evidentemente la sera delle voci, ecco che da Piazza Colombo, sotto un nubifragio pazzesco, arriva Arisa che incanta con La notte, pura bellezza.

 

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Ghali dimostra che si può essere italiani veri senza assomigliare a Salvini o Vannacci

E se La notte di Arisa è pura bellezza, quel che segue è pura energia: i Ricchi e Poveri che fanno Sarà perché ti amo e Mamma Maria con Paola e Chiara. Standing ovation meritata, sapessero che in realtà in fondo in fondo questo medley sta dicendo che siamo tutti gay. Quel che invece ci dice Ghali, con Ratchopper è che si può essere italiani veri anche se non si assomiglia a Salvini o Vannacci. «Oh eh oh, quando mi dicono a casa, rispondo sono già qua», bravo Ghali. Bravissimo.

Geolier porta all’Ariston tre pezzi da 90 mentre Angelina Mango ipoteca la vittoria finale

Clara con Spagna fa il suo, un po’ meno Loredana Bertè che con Ragazzo mio fatto con un impalpabile Venerus probabilmente saluta l’idea di vincere. Decisamente meglio, molto meglio, Geolier, che porta sul palco tre pezzi da novanta per un medley che mixa rap e Napoli con Guè, Luchè e soprattutto Gigi D’Alessio, giganteschi. Ma non quanto Angelina Mango, che andando a interpretare La rondine, brano del padre Pino nella quale si parla di lasciare andare via un amore, interpretata in bilico sull’emozione, le lacrime trattenute a stento, e mette decisamente le mani sulla vittoria finale, ma soprattutto si dimostra una grande artista.

 

 

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Subito dopo ecco Alessandra Amoroso che duetta coi Boomdabash su un medley tamarro è come passare dal brano di Stefano Massini e Paolo Jannacci alla pubblicità di Divani e sofà. E riprova come Amoroso non ne azzecchi una manco per sbaglio. Dopo di lei arriva Dargen D’Amico che ripropone due suoi brani su musiche di Ennio Morricone, con tanto di nuovo appello finale per il cessate il fuoco. E non parla certo del fuoco sulla spiaggia del Mambo Salentino.

 

 

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Mahmood con i Tenores si prenota un posto sul podio

Portando Come è profondo il mare con i Tenores di Bitti e il finale con la viva voce di Lucio Dalla, morto, Mahmood si prenota un posto sul podio, meritatamente. Grande classe e padronanza delle proprie capacità vocali. La Mary di Mr Rain coi Gemelli Diversi, mixata sul finale con Supereroi non è niente di che, seppur piacerà indubbiamente al pubblico che ama quel tipo di comunicazione un filo retorica lì. I Negramaro con Malika Ayane gioca facile, proponendo una versione propria di La canzone del sole, mentre azzardano un po’ di più Emma e Bresh, con delle inserzioni nuove scritte all’uopo dal rapper di Genova. Decisamente coerenti all’originale la Who Wants To Live Forever dei Queen interpretata da Il Volo con il chitarrista di Vasco, Stef Burns, gran classe e grandi voci.

 

 

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Diodato fa Diodato e non stupisce, poi arriva il pussy power di Bigmama 

A questo punto, bizzarro, entra di scena la routine, Diodato fa Diodato con Jack Savoretti, e i La Sad fanno i La Sad con Rettore, rispettivamente con Amore che vieni amore che vai di De Andrè e Lamette della cantautrice veneta, tutto molto sui binari, come del resto è sempre lì anche il medley di Fabrizio Moro con Il Tre, tutto abbastanza telefonato. Niente più sorprese, vedi un po’ tu. O meglio, niente sorprese per un po’, perché di colpo arriva sul palco il pussy power di Bigmama, a fare Lady Marmelade con tre donne, Gaia, La Nina e Sissi, con inserti inediti in mezzo. Si balla e si pensa.

 

 

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Come per i casi precedenti, Maninni, l’enigma che ancora un po’ enigma è, va a sostituirsi al già citato Fabrizio Moro in Non mi avete fatto niente, con Ermal Meta. Capisco perché questi brani siano finti in fondo alla scaletta, mettiamola così. Unica speranza il sapere che siamo a meno due brani dalla fine, o almeno, dalla fine delle esibizioni. Perché se fino a un certo punto tutto era stato anche entusiasmante, da un certo momento in poi è subentrata la noia, e non quella di Angelina Mango. Peccato. Il tempo di rialzarsi, con la dance tamarra degli Eiffel 65 con Fred De Palma, che arriva il finale sicuro, quasi ovvio di Francesco Renga e Nek che propongono un medley di brani loro, del resto in gara insieme.

Geolier primo tra i fischi se la gioca in finale con Angelina Mango

Nell’insieme una serata diversa dalle altre, con una buona parte della scaletta che scorre via veloce, senza gag inutili o sbavature, salvo poi intopparsi un po’ andando verso il finale. Stasera arriva la finale e saranno di nuovo 30 canzoni, con Fiorello a fare la parte del mattatore, si può presupporre. Il finale, prima dell’annuncio dei primi cinque posti della sera, se lo prendono i Jalisse che tornano dopo 27 anni per fare Fiumi di parole. Un siparietto simpatico quanto inutile. La serata premia Geolier con Guè, Luchè e Gigi D’Alessio, primi tra i fischi dell’Ariston e la rivolta social, seconda Angelina Mango, terza Annalisa, quarto Ghali e quinto posto per Alfa. A questo punto rimane tutto aperto, perché Angelina Mango e Geolier se la giocheranno. «Ci pensiamo domani», cantava appunto Angelina Mango pochi mesi fa. La prendiamo alla lettera e andiamo a dormire.