Sanremo, Angelina Mango guida la top five della terza serata

Redazione
09/02/2024

Alla fine della sua esibizione il pubblico dell'Ariston è scoppiato in un lungo applauso e in una parziale standing ovation, confermando come la 22enne sia tra i favoriti di quest'anno. Al secondo posto Ghali, poi Alessandra Amoroso, Il Tre e Mr. Rain.

Sanremo, Angelina Mango guida la top five della terza serata

Nella terza serata del 74esimo Festival di Sanremo si è replicato il meccanismo della seconda: 15 artisti sul palco, presentati dagli altri cantati, votati dalla nuova giuria delle radio e dal pubblico a casa con il televoto. A fine serata, Amadeus e la co-conduttrice Teresa Mannino hanno annunciato soltanto le prime cinque posizioni in classifica. A guidare la top five è Angelina con La noia, già presente in cima alla classifica della prima serata dietro a Loredana Bertè. Alla fine della sua esibizione il pubblico dell’Ariston è scoppiato in un lungo applauso e in una parziale standing ovation, confermando come la 22enne sia tra i favoriti di quest’anno. Al secondo posto Ghali con Casa miaterzo per Alessandra Amoroso con Fino a quiA completare la top five Il Tre con Fragili e Mr. Rain con Due altalene.

Russell Crowe e la frecciatina a John Travolta

Ospite internazionale della terza serata è un’altra star del cinema, Russell Crowe. L’attore, che nel 2024 girerà l’Italia in un tour di concerti con la propria band, ha cantato sul palco. Poi la gag con Amadeus che gli chiede in italiano la famosa battuta del Gladiatore «Al mio segnale scatenate l’inferno». E non è mancata anche una frecciatina a John Travolta per sdrammatizzare le polemiche della serata precedente. Durante un siparietto con l’attore, Teresa Mannino gli dice: «Abbiamo scoperto che hai origini italiane, pur non avendo un cognome come Di Caprio, Coppola, De Niro…». A quel punto Crowe la incalza dicendo: «…Travolta!». E mimano facendo il gesto del chiacchiericcio con le mani scherza: «What the fuck!», riscuotendo l’immediato applauso e risate del pubblico e dei conduttori.

Eros Ramazzotti celebra i 40 anni di Terra promessa e fa un appello alla pace 

Sul palco della terza serata anche Eros Ramazzotti per celebrare i 40 anni di Terra promessa, la canzone che ha lanciato la sua carriera. Dopo gli appelli di Ghali, Diodato e Dargen, anche il cantante romano a fine performance ha preso parola per parlare dei conflitti in corso: «Milioni di bambini non vedranno mai la terra promessa. Basta sangue, basta guerre. Pace». Ramazzotti però non rinuncia allo scherzo, e anche lui sul Travolta-gate ironizza: «Mi fai fare il Ballo del qua qua pure a me?», chiede ad Amadeus. E lui: «Secondo me l’avresti fatto con più simpatia», e allora il cantante: «Potevate dargli un po’ più soldi». «Se avessimo scippato due anziane fuori dalle Poste ci avrebbero insultato di meno. Lo scippo è meno grave del Ballo del qua qua», si inserisce più tardi Fiorello.

 

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Teresa Mannino conquista l’Ariston nella terza serata

Promossa a pieni voti la comica siciliana Teresa Mannino alla co-conduzione della terza serata. Raggiunto il centro del palco a inizio spettacolo Mannino ironizza subito su di sé e Amadeus: «A Sanremo più nasi che fiori». E sul vestito: «Il mio stilista veste Madonna, Jennifer Lopez, Taylor Swift, Michelle Obama.. e Teresa Mannino. Ha finito la sua carriera così». Poi la battuta sul clamore mediatico attorno al Festival: «Amadeus ma che cosa hai combinato? È un mese che si parla solo di Sanremo. I giornalisti sono tutti qua: se succede un fatto nel mondo, non lo scopriremo mai». A metà serata è il momento del monologo: «Nel quinto secolo a.C. Protagora diceva ‘l’uomo è misura di tutte le cose’ oggi potremmo dire “l’uomo ricco bianco e occidentale” è misura di tutte le cose, ma ha perso la misura e pensa che tutto quello che non gli serve vada eliminato. Ma poi perché solo gli uomini? Le donne non fanno niente? Io direi l’animale umano». Quindi una considerazione su come “l’animale umano” abbia sfruttato il pianeta e gli altri popoli: «Gli animali umani preferiscono il potere sugli altri uomini, sulle donne, sui bambini, sulla natura. Anche a me piace il potere ma quello di ridere, di vestirmi con le piume, di cantare anche se sono stonata. Non sono disposta a ignorare le storie che non sono passate. Se non sono passate non è il momento di passare oltre».