Sanremo, l’attacco di La Russa: «Festival a senso unico sul Medio Oriente»

Redazione
12/02/2024

Il presidente del Senato contro i cantanti: «Sarebbe bastato anche ricordare gli ostaggi in mano ad Hamas». E su Amadeus: «Almeno ha ricordato le Foibe, ma poteva dire "i comunisti" e non solo il Maresciallo Tito». Critiche anche al sistema del televoto: «Una truffa».

Sanremo, l’attacco di La Russa: «Festival a senso unico sul Medio Oriente»

La 74esima edizione del Festival di Sanremo si è conclusa da quasi 48 ore, ma le polemiche non si smorzano. Dopo gli appelli contro la guerra di Ghali e Dargen D’Amico, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha attaccato la kermesse. In un’intervista a Un Giorno da Pecora, programma in onda su Rai Radio 1, ha dichiarato: «Un festival con una punta dolorosa, quella di essere entrato nella vicenda israeliano-palestinese a senso unico. Quello è l’elemento peggiore di tutto l’evento». E ha aggiunto: «I cantanti possono dire quello che vogliono, ma devono essere corretti. O almeno c’è il dovere di chi conduce di equilibrare. Sarebbe bastato dire: “Io ricordo gli ostaggi che sono tuttora in mano ai terroristi di Hamas”. Bastava questa frase».

Sanremo, l'attacco di La Russa «Festival a senso unico sul Medio Oriente»
Marco Mengoni, Dargen D’Amico e Amadeus sul palco dell’Ariston durante la prima serata di Sanremo (Getty Images).

La Russa contro Amadeus: «Sulle Foibe doveva dire “i comunisti”»

La Russa ha continuato parlando di Amadeus. Il presidente del Senato è stato critico anche sul conduttore: «Per fortuna Amadeus si è ricordato delle foibe, ma lo ha fatto come se non sapesse che il 90% di chi ascolta sotto i 50 anni non sa nemmeno chi è il Maresciallo Tito. Doveva dire “i comunisti”, che c’è di male?». Poi spazio alle canzoni: «Ho visto la terza serata bene, quella dei duetti, mi è piaciuta molto. La prima sera mi sono addormentato con tutti, era noiosa quella». Ha ammesso di aver apprezzato la canzone «che fa boom» di Rose Villain e che avrebbe «votato quella e anche Renga e Nek». E su Geolier e Angelina Mango: «La canzone del napoletano non l’ho proprio sentita. Quella della figlia di Mango è carina, simpatica, orecchiabile, non è una di quelle che passa alla storia».

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Angelina Mango ha vinto il Festival di Sanremo 2024 (Getty Images).

Sul televoto: «Un trucco»

Ignazio La Russa ha parlato anche delle modalità con cui viene stabilita la classifica: «Io credo che il sistema migliore fosse quello di una volta, delle giurie chiuse in una stanza che non potevano neanche vedere il video, ma ascoltavano le canzoni e davano un giudizio sulle canzoni. Non davano un giudizio sulle frasi più o meno stereotipate che dicono i cantanti. Una al Centro, una al Sud e una al Nord. Il televoto puro? È tutto un trucco, dipende da chi compra più call center. So che è possibile che i call center influiscano sul voto. Un call center può fare quello che può fare un intero paesino. C’è chi lo usa di più e chi lo usa meno, non dico che qualcuno l’ha usato, io dico che preferirei un sistema a giuria scelta con i criteri dei sondaggi».