Sanremo, Roberto Saviano attacca la Rai: «Il comunicato non riequilibra ma censura»

Redazione
12/02/2024

Lo scrittore contro l'amministratore delegato Roberto Sergio per la nota letta da Mara Venier a Domenica In con cui ha espresso solidarietà a Israele dopo le parole di Ghali e Dargen: «Loro hanno parlato di pace con garbo ed empatia. La reazione è stata sproporzionata».

Sanremo, Roberto Saviano attacca la Rai: «Il comunicato non riequilibra ma censura»

Roberto Saviano, come fatto dal Pd, ha attaccato la Rai per il comunicato letto da Mara Venier durante Domenica In, l’11 febbraio, con cui l’amministratore delegato Roberto Sergio ha espresso solidarietà a Israele dopo le parole pronunciate dagli artisti Ghali e Dargen D’Amico. I due cantanti hanno preso posizione contro la guerra, sia durante il Festival di Sanremo sia davanti alla conduttrice, nella trasmissione in onda domenica 11 febbraio.

Sanremo, Roberto Saviano attacca la Rai: «Il comunicato non riequilibra ma censura»
Ghali durante l’esibizione in finale a Sanremo 2024 (Getty Images).

Saviano: «Sproporzione tra le parole di Ghali e Dargen e le sue»

Saviano ha scritto un lungo post su X: «Nessuna richiesta di pace potrà mai essere divisiva. Ghali e Dargen hanno parlato di pace con garbo ed empatia. Hanno chiesto di difendere innocenti. I loro appelli sono in continuità con quelli di tantissimi israeliani che, nonostante la ferita del 7 ottobre, insieme al rilascio degli ostaggi, pretendono pace. E sono in continuità con quelli dei tantissimi palestinesi che nulla hanno a che fare con le milizie di Hamas e che stanno pagando un prezzo altissimo. E allora dov’è lo scandalo? Questa Rai ha la presunzione di credersi lo specchio del paese. Illusione dei vertici che invece incarnano non il paese reale, ma un paese vecchio e pavido che non rappresenta l’Italia né le nuove generazioni. La sproporzione tra le parole, legittime, di Ghali e di Dargen – legittime perché gli artisti hanno sempre il diritto di esprimere la loro opinione senza subire censura – e la reazione di Roberto Sergio è evidente».

Saviano: «Ghali e Dargen mostrato una generazione aperta e multietnica» 

E ha proseguito: «Ghali e Dargen hanno espresso il sentimento della loro generazione che è aperta e multietnica, che nulla ha a che fare con i conflitti ereditati dal secolo scorso, da altre generazioni, da altri interessi che non sono i loro. È la fine del massacro che viene chiesta, del massacro di innocenti. Ghali e Dargen, come chiunque voglia esprimere con coraggio il proprio pensiero, hanno un solo banco di prova: il loro pubblico, che non chiede solo canzoni e musica, ma anche opinioni e dibattito. Non lo dico io, ma i loro numeri. La volontà di ridurre tutto sempre e solo a sterile notizia da telegiornale, la pavidità con cui si affrontano le cause e le conseguenze dei conflitti, di tutti i conflitti, sta impedendo di raccontare quello accade, sta mettendo a tacere centinaia di voci che per paura di ritorsioni politiche e di censura tacciono».

Sanremo, Roberto Saviano attacca la Rai: «Il comunicato non riequilibra ma censura»
Dargen D’Amico (Getty Images).

L’attacco a Roberto Sergio: «Il suo comunicato non riequilibra ma censura»

Poi ha concluso parlando della nota firmata dall’amministratore delegato e letta su RaiUno da Mara Venier: «Nel suo comunicato, Roberto Sergio non riequilibra ma censura; del resto non è nuovo a questa prassi. È per aver espresso le mie opinioni che la Rai mi ha censurato, cancellando Insider. È per aver fatto bene il loro lavoro che la Rai ha allontanato Marino Sinibaldi ed Edoardo Camurri. Per non parlare della totale distruzione dei palinsesti all’insegna del cambio di rotta, che in realtà è perdita di rotta… Gli artisti hanno il dovere di richiamare l’attenzione su questioni urgenti, hanno il dovere di farlo anche con poche parole, per attivare riflessioni con cui si può essere in accordo o in disaccordo. Agli artisti non si può chiedere di esprimere opinioni neutre, da loro non si può pretendere che la somma delle proprie opinioni sia zero. Ma per gli artisti – e non da oggi – il messaggio è chiaro: cantate le vostre canzoni, fate i vostri spettacoli e tacete su tutto il resto, altrimenti ne pagherete le conseguenze».