Mattarella teme che il caso Santanchè travolga La Russa

Marcello Pirovano
23/06/2023

L'inchiesta giornalistica sui debiti delle società della ministra del Turismo ha sfiorato pure il presidente del Senato. La cui firma di avvocato compare nelle diffide di un opaco fondo di Dubai e di Visibilia. Ora il Colle ha paura che la vicenda coinvolga anche la seconda carica dello Stato. Aprendo una crisi istituzionale.

Mattarella teme che il caso Santanchè travolga La Russa

Il caso Santanchè rischia di superare i confini del governo. E arrivare fino ai vertici delle istituzioni, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è seriamente preoccupato che la vicenda possa avere strascichi pericolosi. Se l’inchiesta giornalistica sulle società della ministra del Turismo dovesse allargarsi ulteriormente, con nuove rivelazioni, il timore del Colle è che riesca a travolgere anche la figura della seconda carica dello Stato: il presidente del Senato Ignazio La Russa, collega di partito della Pitonessa in Fratelli d’Italia e già sfiorato dalle torbide vicende aziendali documentate da Report.

Mattarella teme che il caso Santanchè travolga La Russa
Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Dai fornitori non pagati al fondo di Dubai, cosa non torna

La storia è diventata un caso politico dalla sera di lunedì 19 giugno, quando la trasmissione tivù di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci ha scoperchiato una gestione poco oculata (eufemismo) delle società di Santanchè, in particolare Visibilia e Ki Group. Le accuse nei confronti della ministra sono di non aver pagato i fornitori, di aver licenziato i dipendenti senza il versamento del tfr né dei contributi previdenziali, di essere andata in televisione ai tempi del Covid a dire che per i suoi lavoratori aveva attivato la cassa integrazione, quando invece non era vero. Per non parlare dell’intricato giro di società svuotate e di un prestito poco trasparente da un fondo di Dubai, per far fronte a una carenza di liquidità.

Santanchè però va al contrattacco e minaccia querele

Santanchè per ora tira dritto e anzi contrattacca, minacciando querele e parlando di «notizie prive di corrispondenza con la verità storica». Secondo la ministra insomma i fatti sono stati rappresentati «in forma del tutto suggestiva e unilaterale per fornire una ricostruzione che risulta radicalmente non corrispondente al vero, ispirata esclusivamente dalla finalità di screditare l’immagine e la reputazione della sottoscritta presso l’opinione pubblica». E quindi è pronta a difendersi: «I responsabili della trasmissione televisiva erano stati preventivamente invitati a evitare di diffondere notizie non veritiere, purtroppo invano. Per questi motivi ho dato mandato ai legali di fiducia per le necessarie iniziative nelle opportune sedi giudiziarie».

Mattarella teme che il caso Santanchè travolga La Russa
Daniela Santanchè e Ignazio La Russa (Imagoeconomica).

La testa della ministra per salvarne un’altra: quella di La Russa

L’irritazione della premier Giorgia Meloni però non si è placata, tanto che da ore si rincorrono le voci di possibili dimissioni di Santanchè, con l’ipotesi di deleghe prese ad interim dalla stessa presidente del Consiglio. Adesso però il passo indietro, chiesto ovviamente anche dalle opposizioni, potrebbe assumere pure un altro significato: dare “in pasto” all’opinione pubblica una testa e salvarne un’altra più importante, cioè quella di La Russa.

Mattarella teme che il caso Santanchè travolga La Russa
Ignazio La Russa e Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

La firma del presidente del Senato in due diffide

Ma in che modo è invischiato nella storia anche l’ex militante del Movimento sociale italiano, eletto presidente del Senato il 13 ottobre 2022 alla prima votazione con 116 voti? Nel raccontare in particolare il flusso di denaro – 3 milioni di euro – dal già citato fondo di Dubai a Visibilia, Report ha mostrato come in una diffida inviata al giornale online MilanoToday – che da tempo indaga sulla vicenda – da parte di quel fondo degli Emirati, Negma, di cui non si conoscono gli investitori, la firma in calce è proprio dell’avvocato Ignazio Benito Maria La Russa. Che tra l’altro aveva spedito allo stesso giornale una precedente diffida, questa volta però per conto di Visibilia. Come cioè se fosse consulente per entrambe le parti. Lui al Corriere ha detto di non c’entrare più nulla: «Allo studio, che non è più mio, ma di mio figlio e dei miei collaboratori, si appoggia Daniela Santanchè per altre questioni sue, non abbiamo mai seguito le società ed escludo di essermene occupato anche perché non faccio più l’avvocato da quanto sono presidente». Ma le due minacce di querela e i verbali di Visibilia sembrano andare in un’altra direzione.

Alle richieste di chiarimento del giornalista di Report, La Russa ha risposto in maniera scontrosa e poco istituzionale: «Dai, adesso levati!». La verità è che forse sarebbe meglio per lui che a “levarsi” di torno fosse proprio l’amica Santanchè, con un passo indietro dal governo che darebbe un minimo di respiro a Fratelli d’Italia e alla maggioranza di destra-centro, incalzati dalle ripercussioni che sta avendo l’inchiesta. Evitando così che lo “scandalo” arrivi fino ai piani superiori. Uno scenario che il Quirinale per primo vuole evitare.