Sarah uccisa in casa?

Redazione
20/10/2010

Sarà nuovamente sentita dai carabinieri Cosima Serrano. Secondo alcune indiscrezioni la donna si recherà nel pomeriggio del 20 ottobre 2010...

Sarah uccisa in casa?

Sarà nuovamente sentita dai carabinieri Cosima Serrano. Secondo alcune indiscrezioni la donna si recherà nel pomeriggio del 20 ottobre 2010 in caserma per un nuovo interrogatorio. Interrogatorio a cui sarà sottoposto, in sede di incidente probatorio, il marito, Michele Misseri, autoaccusatosi dell’uccisione di Sarah Scazzi, la 15enne sparita il 26 agosto scorso ad Avetrana e ritrovata cadavere il 7 ottobre. La decisione di ricorrere all’incidente probatorio, formula che consente di utilizzare i verbali al processo, va messa in relazione alla volontà dell’uomo di ritrattare parte della confessione.
La nuova ipotesi investigativa seguita dai pubblici ministeri Mariano Buccoliero e Pietro Argentino inverte i ruoli finora attribuiti nella responsabilità sulla morte della ragazza: Michele Misseri, zio della vittima reo confesso di averla ammazzata, violentata e di averne gettato il corpo in un pozzo (con una successiva ritrattazione della violenza carnale), secondo un testimone stava dormendo al momento dell’assassinio, che non si sarebbe compiuto nel garage ma in casa.
Il ruolo dell’uomo, stando alla nuova pista, sarebbe stato “soltanto” quello di aver occultato il cadavere per aiutare la figlia Sabrina. Il fermo della ragazza, prima ancora che le indagini prendessero questa nuova piega, era stato confermato lunedì 18 ottobre dal giudice per le indagini preliminari in qualità di complice del padre, ipotesi che la Misseri ha sempre rifiutato.

Le responsabilità del “gineceo”

La ricostruzione, a opera di Cosimino, un contadino della zona amico di Misseri che è stato rintracciato e interrogato in procura in segreto il 19 ottobre, vede così in prima linea la cugina di Sarah, il cui coinvolgimento nella vicenda ha sorpreso molto in virtù delle dichiarazioni colme di rabbia rivolte al padre non appena arrestato: «Non voglio la pena di morte per papà, deve essere torturato giorno per giorno».
Ma Daniele Galoppa, legale di Michele Misseri, aveva già instillato il dubbio nelle orecchie della procura. Parlando alla stampa, Galoppa aveva descritto il proprio cliente come un uomo mite e tranquillo, sotto il giogo delle donne di casa. «Accerchiato in un gineceo», erano state le parole dell’avvocato, con un’immagine che sembra adesso coincidere con la situazione delineata dagli investigatori.

La madre che non ricorda

Tutto da chiarire, invece, il ruolo di Cosima Serrano, madre di Sabrina e moglie di Misseri, nonché sorella della madre di Sarah Scazzi. La Serrano è stata interrogata lunedì 18 ottobre per tre ore dagli inquirenti, nella convinzione che «sapesse quello che suo marito Michele Misseri e sua figlia Sabrina avevano fatto alla nipote». E sarà nuovamente interrogata il 20 ottobre, dopo l’ennesima perquisizione che i carabinieri hanno effettuato in mattinata a casa Misseri, durata un paio d’ore. La nuova ipotesi degli inquirenti, infatti, riguarderebbe il luogo del delitto, non nella garage della villetta ma in casa.
L’ipotesi è che, accortasi della violenza di Sabrina su Sarah (forse sfociata accidentalmente in omicidio, e legata inizialmente solo al desiderio di intimidirla perché ritirasse le accuse di molestia nei confronti dello “zio Michele”), la Serrano abbia svegliato il marito, effettivamente addormentato, chiedendogli di aiutare la figlia a occultare il cadavere.
A suffragare l’ipotesi che la donna sapesse sarebbe anche la circostanza, rivelata oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno, che in casa Misseri, negli ultimi tempi, si comunicasse con “pizzini”, piccoli biglietti che dopo essere stati letti venivano distrutti. Secondo il quotidiano barese la famiglia sospettava che i carabinieri avessero piazzato delle “cimici” in casa.
Sempre secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, infine, quattro impronte digitali di altrettante persone sarebbero state rilevate dai militari del Ris di Roma nel vano batteria del telefonino di Sarah.

Sabrina «impassibile»

Intanto emergono nuovi dettagli sull’interrogatorio a cui è stata sottoposta venerdì 15 ottobre 2010 Sabrina Messeri. “Impassibile”. Così fonti investigative hanno descritto la reazione della ragazza quando gli inquirenti le hanno detto che il padre, Michele, l’accusava di averlo aiutato nell’uccidere la cugina.. Secondo le stesse fonti, la reazione della 22enne sarebbe stata simile a quella di una persona che si aspettava la chiamata in correità da parte del genitore.