Sarah, vergogna!

Delia Cosereanu
07/12/2010

Palin ripresa mentre uccide e scuoia un caribù.

Sarah, vergogna!

Brava, piccola, brava! Un papà visibilmente emozionato si congratula con la figlia che ha appena ucciso, a colpi di fucile, un caribù, una sorta di renna dell’area circumpolare. È la sequenza di un reality show andato in onda sull’emittente americana Tlc. La protagonista è Sarah Palin, candidata repubblicana nel 2008 alla vicepresidenza degli Stati Uniti.
Nel filmato si vede l’ex governatrice dell’Alaska che, durante una battuta di caccia, affiancata dal padre Chuck e dall’amico Steve Becker, fa fuoco e, dopo cinque tentativi falliti, uccide l’animale. «Bene, bene. Dio!», esulta soddisfatta l’ex numero due di McCain nella corsa alla Casa Bianca. Il tutto sotto l’occhio attento delle telecamere che hanno registrato la sua performance per la tv che ha nel Sarah Palin’s Alaska, uno dei suoi programmi di punta (ma che, dopo la prima puntata, ha visto il suo share crollare del 40%).
Di qui l’idea di ravvivare lo show con l’inserimento delle immagini di caccia. Un modo come un altro per aumentare il numero dei telespettatori. Ma l’impresa ha fatto arrabbiare le associazioni degli animalisti che hanno condannato la crudeltà della scena. Il presidente della Peta (People for ethical treatment of animals), Dan Matthews, ha criticato l’iniziativa, bollandola come un tentativo per alzare i rating molto bassi.
Non è la prima volta che la Palin viene criticata per le sue posizioni a favore della caccia. Nel 2008 era stata accusata dagli ambientalisti di promuovere tecniche barbare come l’utilizzo degli elicotteri per poter colpire gli animali dall’alto. La politica americana ha replicato attraverso la propria pagina Facebook: «È un episodio discutibile? Davvero? A meno che non abbiate mai indossato scarpe di cuoio, non vi siate mai seduti su un divano di pelle o mangiato un pezzo di carne, fareste meglio a risparmiarvi certe condanne. Io resto orgogliosamente intollerante nei confronti di questa ipocrisia anti-caccia». Con tanto di sorrisino «:)» conclusivo.