Sardegna, protesta degli agricoltori: «Basta burocrazia»

Valentina Sammarone
30/01/2024

Il malcontento si rivolge principalmente agli uffici di Bruxelles e alle politiche europee che regolamentano le attività agricole. Non sono mancati momenti di tensione, con fischi e insulti, smorzati dall'intervento della Digos.

Sardegna, protesta degli agricoltori: «Basta burocrazia»

Non si tratta di un blocco totale delle merci, distante dall’eco delle proteste in Francia e Germania, ma di un’interruzione «a singhiozzo» dei camion, poiché «la rabbia è legittima, ma bisogna fare le cose con intelligenza». Queste sono le parole di Roberto Congia, riportate dall’agenzia Dire, uno dei portavoce del Movimento pastori sardi, che guida il presidio di lavoratori delle campagne. Dalla mattina 30 gennaio, centinaia di manifestanti occupano l’ingresso del porto di Cagliari, accanto al palazzo delle Dogane, sotto lo sguardo vigile di un imponente schieramento di uomini in divisa, tra cui Polizia, carabinieri e Polizia municipale.

La protesta contro una burocrazia soffocante

La protesta si rivolge principalmente agli uffici di Bruxelles e alle politiche europee che regolamentano le attività agricole, contestando una «burocrazia che ci sta soffocando», affermano pastori e agricoltori che hanno raggiunto il capoluogo sardo verso le 10, molti alla guida di trattori. I leader del Mps e del Movimento Riscatto Agricolo hanno optato per una protesta soft e goliardica, fermando ogni mezz’ora i tir in arrivo e in uscita dallo scalo cagliaritano. Un trattore parcheggiato al porto ha trasportato una bara sovrastata da un necrologio del «comparto agricolo». Questa modalità non ha evitato qualche momento di tensione tra autisti e manifestanti. In particolare, un camionista, evidentemente stanco di aspettare, si è messo a discutere con la folla accalcata sul tir, minacciando anche di uscire dal mezzo. L’intervento della Digos ha evitato che la situazione degenerasse, e alla fine, l’autotrasportatore è partito sotto una pioggia di fischi e insulti.

Il malcontento diffuso nelle campagne

Roberto Congia, portavoce del Movimento Pastori Sardi, spiega che la protesta nasce dal malcontento diffuso nelle campagne, dai disagi quotidiani nelle aziende agricole e dalle regole oppressive. Il motto della protesta è «Basta burocrazia», e l’obiettivo è rivendicare la dignità degli agricoltori nella società. Congia sottolinea anche le decisioni prese a Bruxelles riguardo la politica agricola comunitaria che, secondo lui, limitano la libertà di impresa degli agricoltori e promuovono cibi sintetici. Congia fa chiaramente notare che la protesta non ha nulla a che fare con le elezioni regionali, respingendo qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica da parte dei politici sardi.