Sardegna, tracce di Carroccio

05 Maggio 2012 18.00
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Si è stupito e un po’ ha gongolato per tanta attenzione. Ma il primato c’è: Antonio (noto come Nenne) Scano, 47 anni, è l’unico candidato sindaco del Carroccio in terra sarda. Alle prossime elezioni amministrative nell’isola, previste per il 10 e 11 giugno, punterà alla poltrona di primo cittadino a Stintino, paese del sassarese di pescatori e belle spiagge, nell’estrema punta a nord ovest, proprio davanti all’Asinara. E lo farà con il simbolo del partito a cui ha aderito dal 2010: la Lega Nord Sardinia. Cerchio blu con il mitico Alberto da Giussano, profilo della Sardegna e l’immancabile nuraghe. Così non manca nulla.
Nonostante la bufera che ha travolto la casa madre del partito e le inchieste di tre procure sui rimborsi elettorali utilizzati per le spese personali della famiglia Bossi, Nenne Scano e i suoi ci credono. «Anzi vogliamo dare un segnale forte al movimento, siamo molto legati al territorio». E hanno puntato anche al federalismo in salsa sarda, distinto dalle tante anime indipendentiste.
LINEA COMUNE SUI REFERENDUM. Eppure le indicazioni di voto per i referendum regionali della costola della Lega sono state proprio quelle degli indipendentisti, o meglio, delle minoranze. Sì all’abolizione delle province vecchie e nuove, all’assemblea costituente. No all’elezione diretta del presidente, altro no alla riduzione dei consiglieri regionali dagli attuali 80 a 50.
GLI ULTIMI PREPARATIVI. Con l’interrogativo sul destino della consultazione, appesa al quorum, anche a Stintino si è preparata per le elezioni comunali. Seguendo lo slittamento di tre settimane del voto, la data di presentazione delle liste è stata fissata per l’11 maggio, poi è previsto che inizi la vera campagna elettorale. Fatta, come in tutti i piccoli centri, soprattutto di chiacchiere e passaparola.
NESSUN FINANZIAMENTO DAL PARTITO. Ma chi ha pagato i manifesti e santini della Lega? «Nessun finanziamento dal partito», ha assicurato Scano. «Il mio gruppo si è auto quotato, una cifra simbolica. Il territorio è piccolo e non ci saranno spese folli». E ha aggiunto: «Poi, da quando ho deciso di scendere in campo con il simbolo ho avuto una discreta visibilità, anche nazionale». La strategia di chi vuol rosicchiare qualche voto, o simpatia, in più.

Lega Nord Sardinia, un movimento nato in Gallura che ha 400 tesserati

La candidatura di Scano era già decisa da tempo, nell’ipotesi iniziale c’era la lista civica ‘La svolta’. Poi la decisione: puntare sulla Lega Nord Sardinia di cui Scano fa parte dal 2010. «Non sono stato uno dei fondatori, la mia fede politica iniziale è quella berlusconiana. Poi ho aderito nella sezione sassarese».
Il primo nucleo del movimento federato è nato in Gallura, ormai qualche anno fa, con frange e amministratori locali anche in Ogliastra. Le tessere sono comunque circa 400, poco più di mille i simpatizzanti. La sfida di Scano è quella di arrivare con una degna percentuale a fare opposizione in un paese che conta 1600 abitanti e 1300 elettori circa.
Dall’altra parte c’è il sindaco uscente in cerca di riconferme, Antonio Diana, sostenuto da una lista civica di centrosinistra e da anni di esperienza.
NEL PROGRAMMA NIENTE VALORI PADANI. Nessun riferimento ai valori padani nella scaletta del programma: diminuzione delle tasse (dalla recente Imu alla Tarsu), sviluppo del porto e della pesca. L’aspirante sindaco leghista si è professato più maroniano che bossiano e di certo vicino alla base che considera «la vera anima del partito».
E le primarie tanto sbandierate? In Sardegna sembrano davvero lontane. Secondo Scano «il rinnovamento può esserci davvero se Maroni prende la guida del partito». Per l’aspirante sindaco la Lega nell’isola ha comunque un senso, perché nata «su spinta della gente, per dare una spallata al sistema».
QUESTIONE DI INTERPRETAZIONE. E i moniti contro gli stranieri e il sud gridati ovunque? «Sinceramente non ci ho pensato», ha ammesso Scano, «per me il principio più vicino della Lega è e resta quello della vicinanza al territorio, alle persone. Per questo ci siamo federati». Insomma: movimento che vai, interpretazione che trovi.

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