David Sassoli eletto presidente del parlamento Ue

L'europarlamentare Pd, ex Tg1, passa al secondo scrutinio: «Siamo i figli di chi ha trovato l'antidoto al nazionalismo». Sulla sua candidatura i socialisti si erano spaccati. Per l'Italia sostegno solo dai dem.

03 Luglio 2019 11.29
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David Sassoli è il nuovo presidente del parlamento Ue. L‘eurodeputato del Partito democratico e già vicepresidente nella precedente legislatura è stato eletto con 345 voti dopo essere stato scelto come candidato ufficiale del gruppo dei Socialisti e democratici. Prende il testimone da un altro italiano, Antonio Tajani. Lontani gli “sfidanti”: la leader tedesca dei Verdi Ska Keller ha raccolto 119 preferenze, la spagnola Sira Rego (Sinistra europea) 43, il ceco Jan Zahradil dei Conservatori 160.

DALL’ITALIA SOLO I VOTI DEL PD

Solo il Pd, tra i partiti italiani, ha sostenuto Sassoli. Forza Italia si è astenuta. La Lega e Fratelli d’Italia hanno votato per Zahradil. Il Movimento 5 stelle ha invece lasciato libertà di coscienza.

«RECUPERARE LO SPIRITO DEI PADRI FONDATORI»

«Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la presidenza del parlamento Ue. Ringrazio il presidente Tajani per il lavoro che ha svolto, per il suo grande impegno e la sua dedizione a questa istituzione», ha detto Sassoli prendendo la parola subito dopo l’annuncio della sua elezione. Un lungo applauso dell’aula ha salutato il ringraziamento rivolto da Sassoli a Tajani. All’Europa serve «recuperare lo spirito dei padri fondatori», «coniugare crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente» e «rilanciare gli investimenti sostenibili», ha detto il neo presidente.

Siamo i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia

David Sassoli

«Non siamo un incidente della storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi», ha dichiarato di fronte ai colleghi europarlamentari.

«APPROVARE LA RIFORMA DEL REGOLAMENTO DI DUBLINO»

L’esponente del Pd ha sottolineato la volontà e l’impegno per incrementare «la parità di genere» e favorire «un maggior ruolo delle donne ai vertici dell’economia, della politica e del sociale». Sassoli ha anche invitato il Consiglio a fare la sua parte per approvare la riforma del regolamento Dublino, votata dagli eurodeputati. Infine ha voluto omaggiare i parlamentari britannici «comunque la pensino sulla Brexit», perché pensare Londra lontana da Parigi, Madrid, Berlino, Roma è doloroso».

«PORTE DEL PARLAMENTO UE ANCORA PIÙ APERTE ALLE ONG»

Nella conferenza stampa dopo la sua elezione Sassoli ha lanciato messaggi che non saranno piaciuti alla Lega: «Il dialogo tra il parlamento e le Organizzazioni non governative penso sia costante e normale. Sono qui da 10 anni e le Ong sanno che la porta del parlamento europeo è sempre aperta: la apriremo ancora di più. Il dialogo sarà garantito e assicurato». Poi ha aggiunto: «Come si può essere un parlamento dei cittadini se non ci si apre alla società civile, agli interessi legittimi delle lobby, e soprattutto ai cittadini?». Poi un pensiero a cuore aperto: «Spero che l’Italia oggi sia contenta».

LA PRIMA FUMATA NERA: MESSAGGIO DEI TEDESCHI?

Il primo voto per il politico fiorentino non aveva dato i risultati sperati. Sassoli aveva inizialmente ottenuto solo 325 voti, sette in meno dei 332 necessari per passare al primo turno. Gli europarlamentari riuniti in sessione plenaria a Strasburgo lo avevano comunque preferito agli sfidanti, segno che l’alleanza tra socialisti, popolari e liberali aveva tenuto. Ma alcuni socialisti tedeschi potrebbero aver voluto lasciare un segnale di dissenso nei confronti della sua candidatura.

SPACCATURA INTERNA AI SOCIALISTI: NORD E SUD

Sulla candidatura di Sassoli si era registrata una spaccatura interna al gruppo socialista, coi deputati dell’Spd tedesca, del PvdA olandese e i socialisti nordici che si erano rivoltati contro la decisione della capogruppo spagnola Iratxe Garcàa Pérez di nominare l’eurodeputato italiano, sostenuto invece dal fronte meridionale, dei socialisti spagnoli, francesi e, ovviamente, italiani. I socialisti del Nord erano usciti sconfitti per soli 40 voti. «Congratulazioni a lei neo presidente Sassoli. Per i prossimi due anni e mezzo il Ppe la sosterrà», ha detto Manfred Weber, leader del Ppe.

IL SARCASMO DI SALVINI

«Una bella elezione rispettosa del voto degli italiani e degli europei», ha commentato sarcasticamente il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Bello avere uno di sinistra a presiedere», ha aggiunto Salvini sottolineando che la Lega ha ribadito il suo no come aveva fatto per Timmermans: «Abbiamo detto no a un presidente della Commissione socialista e abbiamo detto no a un presidente del parlamento europeo di sinistra».

Sassoli aveva parlato di un cordone sanitario contro la Lega e i populisti che non mi sembra l’approccio più democratico per un presidente

Matteo Salvini

Poi davanti ai cronisti alla Camera ha aggiunto: «I nuovi vertici europei? Vediamo come partono, non voglio dare pregiudizi, spero che siano equilibrati anche se Sassoli aveva parlato di un cordone sanitario contro la Lega e i populisti che non mi sembra esattamente l’approccio più democratico per un presidente».

GLI AUGURI DI MATTARELLA

«L’alta responsabilità che le è stata affidata dai parlamentari dei Paesi dell’Unione rappresenta una testimonianza dell’ampia fiducia riposta nella sua persona e un riconoscimento al suo costante e proficuo impegno nelle istituzioni europee»: è il messaggio che il presidente Sergio Mattarella ha inviato al neopresidente del Pe, facendo gli auguri per l’elezione.

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