La sonda Cassini ha scoperto la vera età degli anelli di Saturno

17 Gennaio 2019 18.50
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Gli anelli di Saturno sono più giovani del previsto. Sono nati 100 milioni di anni fa, quando sulla Terra morivano gli ultimi dinosauri. E forse la loro formazione è dovuta all'impatto con una cometa, che avrebbe disintegrato una delle lune del gigante gassoso. La vera età degli anelli è stata rivelata dalla sonda Cassini, con l'ultimo atto della sua lunga missione nello spazio: il tuffo nell'atmosfera di Saturno. La scoperta è stata pubblicata su Science e fa parte di uno studio coordinato dall'Università La Sapienza di Roma e finanziato dall'Agenzia spaziale italiana (Asi). I dati catturati dalla sonda Cassini consentono dunque affermare che gli anelli di Saturno sono molto più giovani del pianeta stesso, che si è formato circa 4,5 miliardi di anni fa.

«Abbiamo trovato l'ultimo tassello del puzzle», ha spiegato Luciano Iess, del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza, coordinatore della ricerca con Daniele Durante e Paolo Racioppa. Per la prima volta la massa degli anelli «è stata misurata con precisione», mentre in precedenza gli scienziati erano stati in grado di raccogliere «soltanto degli indizi».

LA PERCENTUALE DELLE POLVERI HA RISOLTO IL MISTERO

«Una massa piccola, come quella che abbiamo rilevato attraverso il sistema di telemisure di Cassini, indica una giovane età», ha detto ancora Iess. C'erano già degli indizi che gli anelli non si fossero formati assieme a Saturno, ma ora «ne abbiamo una prova molto convincente, che è stato possibile ottenere solo nella fase finale della missione» Cassini. Era già noto che gli anelli di Saturno sono composti per circa il 99% da ghiaccio puro e da una minima parte di polveri, come silicati e forse anche composti organici a base di carbonio. Ma la loro percentuale, finora, non era stata determinata con esattezza. «Il flusso di queste particelle era stato calcolato dagli strumenti di Cassini. Misurare la massa degli anelli ha permesso di determinare la percentuale delle polveri. Di conseguenza è stato possibile calcolare il tempo necessario perché si depositassero, che risulta compreso fra 10 e 100 milioni di anni», ha concluso Iess.

INFORMAZIONI INEDITE ANCHE SUI VENTI E SUL NUCLEO

La sonda Cassini, inoltre, ha fornito informazioni inedite sul bizzarro campo magnetico di Saturno e sui venti che lo attraversano, soffiando alla velocità di 200 metri al secondo e penetrando fino a 9 mila chilometri di profondità, mentre quelli di Giove si fermano a 2 mila chilometri. Questa grande profondità potrebbe spiegare come mai sia stato sinora impossibile determinare il periodo di rotazione di Saturno. «Ci aspettavamo che Saturno si comportasse come il fratello maggiore Giove», ha osservato Durante, «ma quando abbiamo confrontato i risultati che avevamo ottenuto per Giove nel 2018 con quelli pubblicati ora, la differenza è stata sorprendente». Ci sono novità anche sul nucleo: quello di Saturno occupa il 15% del pianeta, ha una massa da 15 a 18 volte superiore a quella della Terra ed è formato da elementi pesanti.

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