Caso Savoini, per Palazzo Chigi l’invito è stato «chiesto dal consigliere di Salvini»

Il premier Conte smentisce ogni legame con il consigliere per la Russia della Lega. Dito puntato contro Claudio D'Amico, responsabile di aver «sollecitato l'invito».

14 Luglio 2019 11.19
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«Dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso, si precisa che l’invito del sig. Savoini al Forum (Italia-Russia, ndr) è stato sollecitato dal sig. Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vicepresidente Salvini». Inizia così la nota di Palazzo Chigi a riguardo della presenza dell’ex portavoce di Matteo Salvini, nonché suo attuale consigliere per la Russia, alla cena organizzata con Vladimir Putin al suo arrivo in Italia.

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PALAZZO CHIGI PUNTA IL DITO CONTRO MATTEO SALVINI

D’Amico, si legge ancora nella nota, «tramite l’Ufficio di vicepresidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell’invitato di Presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del premier di inoltrarla agli organizzatori del Forum». Claudio D’Amico, attuale parlamentare leghista e consigliere di Salvini, è l’uomo incaricato a tenere i rapporti con il governo russo. Fu lui, insieme a Savoini, il regista dell’incontro del 2014 fra Putin e il leader della Lega. Da qui la certezza di Palazzo Chigi che «l’invito alla cena del sig. Savoini è poi stata conseguenza automatica della sua partecipazione al Forum».

CONTE NEGA OGNI CONOSCENZA CON SAVOINI

«Un doveroso chiarimento. Continuano a pervenire alla presidenza del Consiglio richieste di informazioni sulla presenza del signor Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin», si legge ancora nella nota. «Come già anticipato, il presidente del Consiglio non conosce personalmente il signor Savoini». Una netta presa di distanza fatta da Palazzo Chigi nei confronti di uno degli uomini di punta del vicepremier Salvini. «La cena è stata offerta dal presidente Conte e l’invito è stato esteso anche a tutti i partecipanti al Forum di dialogo italo-russo delle società civili, che si è tenuto il pomeriggio dello stesso giorno presso la Farnesina».

Buona domenica, in questi giorni sento un po’ di confusione in giro. Vi dico qual è l’Abc del fare politica per il…

Publiée par Luigi Di Maio sur Dimanche 14 juillet 2019

LA STOCCATA DI LUIGI DI MAIO

Non è tardato ad arrivare nemmeno l’affondo di Luigi Di Maio. «Se ci sono sospetti su finanziamenti ai partiti, si fa una commissione di inchiesta per tutti i partiti», ha scritto il leader politico del Movimento 5 stelle su Facebook. In maniera implicita il vicepremier è tornato sul caso Savoini e scrive: «Riteniamo doveroso garantire la tracciabilità dei soldi che un partito incassa durante una campagna elettorale. Il M5s, con la SpazzaCorrotti, ha obbligato tutti a rendere pubbliche le donazioni, non ci si può tirare indietro», ha scritto. Per poi invitare Salvini a presentarsi in Aula per chiarire la questione: «Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione. Peraltro quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l’aula diventa anche un’occasione per dire la propria, difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste».

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