Perché Savona può finire alla Consob e chi potrebbe sostituirlo

01 Febbraio 2019 20.02
Like me!

Al di là dei botta e risposta e delle tensioni più o meno sotterranee tra Movimento 5 stelle e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini provano a risolvere uno dei nodi sospesi sul governo giallo-verde: la Consob. Per la guida dell'autorità di vigilanza spunta un nome a sorpresa, Paolo Savona. Profilo "alto" e quindi – secondo M5s-Lega, adatto a placare possibili proteste per il veto a Marcello Minenna. Profilo scomodo, tuttavia, perché il suo trasferimento in Consob scoprirebbe la casella del ministero per gli Affari europei, aprendo una nuova partita tra M5s e Lega.

IL MINISTERO PER GLI AFFARI UE GIÀ NEL MIRINO DELLA LEGA

Il rischio, ragionano fonti di maggioranza, è che se muovi una pedina si muove tutta l'impalcatura. E, infatti, a Palazzo Chigi si lavora alle possibili soluzioni. La casella del ministero per gli Affari Ue, con Savona fuori, è già nel mirino della Lega, che non a caso sponsorizza forse anche più del M5S, la nomina dell'economista sardo alla Consob. Il premier Giuseppe Conte, sempre più calato nel ruolo di mediatore, potrebbe tenersi l'interim all'Ue, evitando così un nuovo scontro tra i vice. Ma la Lega frena. Con una motivazione molto precisa: il premier, nello schema di governo giallo-verde, è stato scelto dal M5s che, in tal modo, si "prenderebbe" anche un ministero piuttosto "appetitoso" in vista delle Europee.

IL NOME DI ZINGALES COME POSSIBILE PIANO B

Anche per questo, nel governo, si ragiona su possibili piani B. Come quello di Luigi Zingales, il cui nome circola come possibile alternativa. Savona, che non smentisce l'ipotesi («non so cosa accade alle mie spalle»), ha anche dei vantaggi. Sarebbe una "promozione" di un esponente di governo che, da tempo, manifesta più di un malumore sulla politica economica del M5s e della Lega. La sua figura avrebbe, al contrario di quella di Minenna, l'apertura a una valutazione del Quirinale, dove, secondo alcuni rumors pomeridiani, il premier Conte potrebbe essersi recato per un incontro riservato con il presidente Mattarella. Non c'è alcuna conferma ufficiale del colloquio, ma fonti qualificate, interpellate sulla questione, non smentiscono.

LA TAV ULTIMO FRONTE DELLO SCONTRO M5S-LEGA

Del resto dal caso Diciotti a quello Sea Watch fino alle contromisure della recessione tecnica, Conte ci in questi giorni ha più volte messo la faccia, facendo quasi da scudo alla solidità di un governo che comincia a traballare sotto i colpi "elettorali", in vista delle Regionali abruzzesi, dei due vicepremier. Ultima tappa dello scontro M5s-Lega, è stata la Tav. A Salvini che si è recato al cantiere di Chiomonte per ribadire il suo sì, tutto il M5s ha risposto picche, anche se l'idea del referendum, che piace molto alla Lega, comincia a trovare qualche "fan" anche nell'ala governista del M5s, la stessa che spinge per ingoiare il rospo del no all'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Conte si limita a controbilanciare il racconto leghista puntando sul "patto sblocca cantieri" e preparando un dipartimento ad hoc. Con sede nella presidenza del Consiglio, proprio per evitare ulteriori cortocircuiti, sempre alle porte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *