La previsione di Savona: a gennaio picco di problemi sui Btp

23 Novembre 2018 08.17
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Il ministro Paolo Savona ha previsto che a gennaio il Paese avrà i problemi maggiori per le aste dei titoli di Stato, previsione del resto abbastanza facile considerando i tempi finora annunciati di chiusura dei rubinetti del Quantitative easing della Bce. Ma che è aggravata dalle richieste continue di rinvio delle misure della Finanziaria e anche delle sanzioni, per cui a inizio dell'anno prossimo potrebbe essere anche chiaro quando e quanto i costi della legge di bilancio impatteranno sui conti dello Stato. Secondo quanto ha scritto in un retroscena Il Corriere della Sera, quello che ha previsto il picco della crisi a gennaio è un Savona un po' diverso da quello nominato a giugno nella compagine di governo giallo-verde.

Il Corriere ha sottolineato come tra i due ministri Giovanni Tria e Savona si siano invertiti i ruoli. Mentre il primo ora sembra al servizio delle scelte dell'esecutivo anche a costo di entrare in collisione con l'Unione europea, l'altro ora sembra essersi convinto che i rischi sono troppo alti. Paradosso della sorte, ora è Savona – l'estensore di Politeia, il documento con cui avrebbe voluto dibattere la politica economica europea a Bruxelles, dove però non è quasi mai andato, spogliato dalle deleghe dal suo stesso governo e smentito da una manovra che di investimenti ha finora assai poco – a dire che non solo la legge di bilancio va riscritta ma che anche il governo dovrebbe cambiare e forse una delusione per molti dei suoi fan che lo considerano euroscettico per eccellenza, seppure lui si definisca più europeista di tanti altri.

SAVONA VERSO LE DIMISSIONI, MA LUI SMENTISCE

Il quotidiano di via Solferino sostiene che Savona sia pronto anche a lasciare la poltrona. La voce delle sue possibili dimissioni, ha spiegato il quotidiano di via Solferino circola nel governo e il responsabile degli Affari europei lo avrebbe confermato anche al vicepremier Matteo Salvini. Savona, interpellato dalla Reuters nel pomeriggio del 23 novembre, ha però smentito le indiscrezioni secondo le quali avrebbe intenzione di dimettersi: «Dimissioni? È il sogno del Corriere che me le chiedeva fin dal mio insediamento».

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