Sbloccate le addizionali Irpef per i Comuni

Redazione
27/01/2011

Sblocco delle addizionali Irpef per i comuni; aliquota dell’imposta unica municipale al 7,6 per mille; cedolare secca al 21,7% a...

Sbloccate le addizionali Irpef per i Comuni

Sblocco delle addizionali Irpef per i comuni; aliquota dell’imposta unica municipale al 7,6 per mille; cedolare secca al 21,7% a partire dal 2011; niente bonus famiglia. Sono alcune delle previsioni contenute nell’ultima versione del decreto del federalismo fiscale sul fisco municipale presentato dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli e che saranno inserite nel parere del relatore, Enrico La Loggia. 
ADDIZIONALI IRPEF SBLOCCATE. Tra le novità, introdotte per venire incontro ai desiderata dell’Anci, c’è lo sblocco delle addizionali Irpef per i comuni. Con decreto del presidente del Consiglio, si legge nel testo, da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto sul fisco comunale «è disciplinata la graduale cessazione, anche parziale, della sospensione del potere dei comuni di istituire l’addizionale comunale all’Irpef» o di aumentarla. Il tetto per i primi due anni è dello 0,4% e non può essere aumentata di più dello 0,2% annuo
IMU DAL 2014. L’aliquota della nuova imposta sul possesso, l’Imu, è invece prevista a partire dal 2014 ed è fissata annualmente allo 0,076%. Con la possibilità, tuttavia, di essere modificata con decreto della presidenza del Consiglio dei ministri e d’intesa con la Conferenza unificata in base alle analisi che la Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale (Copaff) farà in merito.
Restano le esenzioni dall’Imu, le stesse previste attualmente dall’Ici, non solo sugli immobili sede di culto e di proprietà della Santa Sede, ma anche per ospedali e cliniche legate alla Chiesa, scuole private, alberghi del mondo cattolico e oratori.

Cedolare secca al 19 e 21%

La quota di gettito della cedolare secca sugli affitti che va ai Comuni è fissata al 21,7% per l’anno 2011 e 21,6% a decorrere dal 2012. Diverse anche le aliquote della cedolare secca, che sono ora del 19% per i canoni concordati e al 21% per i canoni liberi.
SALTA IL ‘BONUS FAMIGLIE’. Salta il bonus affitto di 400 milioni per le famiglie inizialmente previsto nel decreto. Dall’ultima versione del decreto, infatti, è cancellato quel comma. In compenso i proprietari che optano per la cedolare secca non potranno, per la durata dell’opzione per la cedolare, aumentare l’affitto, nemmeno per l’adeguamento all’Istat.
TASSA DI SOGGIORNO ESTESA. È poi estesa dai soli comuni capoluoghi di provincia alle unioni di comuni e ai comuni che rientrano negli elenchi regionali delle località turistiche o delle città d’arte. Salta il ‘minimo’ di 0,5 euro, resta il tetto di 5 euro a notte. Gli introiti vanno a manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e ai relativi servizi pubblici locali. Sono possibili esenzioni o riduzioni per particolari fattispecie o determinati periodi di tempo.