Carlo Terzano

Tasse, le scadenze estive con il fisco

Tasse, le scadenze estive con il fisco

03 Giugno 2019 13.51
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Con l’avvicinarsi della stagione estiva i contribuenti devono mettere mano al portafogli per fare fronte alle numerose scadenze fiscali. Ecco allora un riepilogo delle principali. Per tenere sotto controllo tutte le altre non trattate in questa sede e avere ulteriori delucidazioni vi rimandiamo al calendario curato dall’Agenzia delle Entrate.

16 GIUGNO: IMU E TASI

Nella seconda metà del mese di giugno scadono (16 giugno, differito al 17 dato che è domenica) due tasse che gravano sugli immobili: l’Imu e la Tasi. Entrambe, lo ricordiamo, non si pagano per l’abitazione principale (salvo non siano “di lusso”) e relative pertinenze ma solo sulle seconde case.

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Sorprese in arrivo per molti contribuenti: l’ultima legge di Bilancio, infatti, ha nuovamente permesso ai Comuni aumentare le aliquote dopo il congelamento forzoso degli ultimi anni. Le singole amministrazioni hanno però tempo fino al prossimo 28 ottobre per ritoccarle. Questo non dovrebbe comunque creare problemi con il pagamento dell’acconto visto che il dovuto si calcola sulla base dei criteri dell’anno precedente. Confermate anche per il 2019, invece, le agevolazioni come la riduzione al 50% per i comodati genitore-figlio, l’esenzione completa per l’abitazione principale purché non di lusso e la riduzione del 25% per gli immobili affittati a «canone concordato. L’altro appuntamento per il saldo è da calendarizzare per il 16 dicembre.

17 GIUGNO: PARTITE IVA

I contribuenti con partita Iva che hanno optato per la modalità di pagamento rateale con la prima quota il 18 marzo dovranno saldare i contributi entro il 17 giugno. In tal modo salderanno la quarta rata relativa al periodo d’imposta 2018. Il saldo dovrà tenere conto della maggiorazione dello 0,33% mensile a titolo di interessi.

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30 GIUGNO: PACE FISCALE

Il 30 giugno è il termine entro cui la legge prevede che l’Agenzia delle Entrate invii al contribuente che ha aderito alla rottamazione-ter il proprio responso. Potrà essere di accoglimento della domanda e contenente l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della Definizione agevolata 2018, la scadenza delle eventuali rate e i relativi bollettini di pagamento. Oppure, di eventuale diniego con l’evidenza delle motivazioni per le quali non è stata accolta la richiesta di Definizione agevolata. A seconda della scelta effettuata dal contribuente, il debito potrà essere estinto in un’unica soluzione con scadenza del pagamento fissata per legge al 31 luglio 2019, oppure con un piano di dilazione.

30 GIUGNO: IRPEF, IRES E IRAP

Prima di congedare giugno sarà la volta di procedere con l’acconto delle imposte sui redditi. Anche se, cadendo il termine di domenica, sarà possibile prorogare di 24 ore l’adempimento. L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno (riferita, quindi, all’anno precedente), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro. Se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro, la prima rata, pari al 40%, andrà saldata entro il 30 giugno/ 1 luglio (insieme al saldo), la seconda – il restante 60% – entro il 30 novembre. L’acconto Ires è fissato nella misura del 100%. L’acconto è pagato in due rate, salvo che il versamento da eseguire alla scadenza della prima non superi i 103 euro. In questo caso, comunicano dall’Agenzia delle Entrate, il 40% dell’acconto dovuto è versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo alla scadenza della seconda, cioè entro l’ultimo giorno dell’11esimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

ISA NON DISPONIBILE: COMMERCIALISTI PER LA PROROGA

In tutto ciò, almeno 3,5 milioni di professionisti rischiano di scontare la confusione circa la modulistica sugli indici sintetici di affidabilità (Isa). Per questo, i commercialisti hanno chiesto (e pare ottenuto, con decreto della Presidenza del Consiglio che dovrebbe fissare il nuovo termine al 22 luglio) di «prorogare i termini di versamento delle imposte e quelli per l’adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche e confermare la possibilità di invio tramite Pec dei moduli di conferimento delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica».

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Alla luce dell’«ancora attuale indisponibilità degli stessi applicativi necessari per la determinazione del punteggio di affidabilità fiscale» il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, aveva evidenziato «la necessità di disporre un congruo differimento dei termini di versamento delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’imposta sul valore aggiunto in scadenza il 1° luglio». Riguardo infine il nuovo servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici», che l’Agenzia delle entrate dovrebbe mettere a disposizione dal prossimo 31 maggio, i Commercialisti hanno poi evidenziato «l’inadeguatezza del termine per effettuare l’adesione, fissato al 2 settembre 2019» chiedendone il differimento al 31 ottobre 2019.

7 LUGLIO: 730 ORDINARIO

Il 7 luglio è la data ultima cui fare riferimento per il proprio 730 nel caso di presentazione al sostituto d’imposta. Dal momento che quest’anno anche questo termine cade di domenica è prorogato di 24 ore a lunedì 8 luglio. Prima dell’invio della dichiarazione all’Agenzia delle entrate (e comunque entro l’8 luglio), il sostituto d’imposta consegna al contribuente una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, con l’indicazione del rimborso che sarà erogato e delle somme che saranno trattenute. Si consiglia di controllare attentamente la copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione elaborati dal sostituto d’imposta per riscontrare eventuali errori.

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23 LUGLIO: PRESENTAZIONE 730 PRECOMPILATO

Viceversa, il 23 luglio è il termine ultimo per la presentazione del 730 precompilato e nel caso di presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate, al Caf o al professionista di fiducia. Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1, in busta chiusa. Il modello riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici. Il 730 precompilato è il modello più “snello” messo a disposizione online dall’Agenzia delle Entrate, dato che presenta la maggior parte dei campi già compilati (per esempio quelli relativi alla Certificazione unica, le spese universitarie, sanitarie e veterinarie, le donazioni a enti del Terzo settore, e così via) in base ai dati a conoscenza della pubblica amministrazione. Eventuali errori possono comunque essere segnalati sempre entro la stessa data.

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