Scaglia va in Cdp, il favore di Besseghini a Meloni e le altre pillole

Luca Di Carmine
20/12/2023

Dopo l'uscita della top manager Ferone, Cassa depositi e prestiti non si è fatta trovare impreparata e ha puntato sull'ex Unicredit e Banco di Desio, in orbita Calenda. Intanto la fine del mercato tutelato della luce è stata spostata da Arera a luglio, dopo le Europee: la premier ringrazia. La cena di serie B di Lotito, i talent corner di Gualtieri: tutte le chicche di L43.

Scaglia va in Cdp, il favore di Besseghini a Meloni e le altre pillole

La sua uscita aveva fatto rumore. Alessandra Ferone, top manager di Cassa depositi e prestiti e dal 2019 responsabile della Direzione Rischi, ha lasciato l’ente di via Goito per traslocare, così dicono i rumors, nella controllata Open Fiber. Ma i vertici di Cdp non si sono fatti cogliere di sorpresa e hanno subito individuato in Francesca Scaglia, una lunga carriera in banca tra Unicredit e Banco di Desio, la sua sostituta. Dal pensiero all’Azione insomma. Sì, con la maiuscola, visto che Scaglia è da sempre una simpatizzante del partito di Carlo Calenda.

Scaglia va in Cdp, il favore di Besseghini a Meloni e le altre pillole
Francesca Scaglia.

Si vota! E il mercato libero della luce può attendere

Si vota per le elezioni europee, nel mese di giugno del 2024. E l’Arera che fa? L’Autorità pubblica per l’energia presieduta da Stefano Besseghini ha annunciato che per la fine del mercato tutelato dell’energia elettrica «la data del primo di aprile è stata spostata al primo di luglio». Con questa decisione è stata così rinviata la data di attivazione del Servizio a tutele graduali (Stg), il servizio a cui verranno assegnati i clienti domestici non vulnerabili dell’elettricità che ancora non avranno scelto il mercato libero al momento del “fine tutela”. E il primo di luglio cade dopo le elezioni europee: Giorgia Meloni sarà contenta della decisione targata Besseghini.

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Stefano Besseghini, presidente di Arera (Imagoeconomica).

Gualtieri se la suona

La passione del sindaco di Roma Roberto Gualtieri per la musica è nota: anche nelle occasioni più serie, alla fine tira fuori la chitarra e si mette a strimpellare, con il pubblico che fa finta di apprezzare le sue “doti” di interprete della canzoni italiane. Con gente che vorrebbe mettersi i tappi nelle orecchie ma non può farlo, avendo Gualtieri come datore di lavoro. Fatto sta che questa voglia di suonare sta dilagando, e proprio per colpa del primo cittadino: e ci mancavano i Maneskin, che dai marciapiedi di via del Corso sono andati a finire in giro per il mondo, applauditi da folle di fan. Così Gualtieri in due stazioni della metropolitana, quelle dove tanti romani urlano contro chi gestisce i mezzi pubblici, ha inaugurato due “talent corner”, definiti come “spazi creativi inclusivi per fare musica”. Di che si tratta? Sono aree dove usare gli strumenti musicali, disponibili a giovani e non giovani, per sfogare la propria voglia di notorietà. Con totem dotati di amplificatore, attacchi jack audio per collegare la strumentazione, il telefono e il microfono. Intorno ci saranno gli “utenti” della metropolitana, che anche se si mettono ad ascoltare per un po’ i suonatori non rischiano di perdere il convoglio, tanto non passa spesso…

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Roberto Gualtieri con una chitarra a Porta a porta (Imagoeconomica).

Lotito, cena di serie B

Alla fine quella della Lazio è stata una cena natalizia di serie B. Specie se paragonata alla festa organizzata dalla Roma, a Monte Mario, al Cavalieri, noto al grande pubblico con il vecchio nome di Hilton. Claudio Lotito apposta ha scelto una “location” distante dal monte più alto di Roma, andando a finire allo Spazio Novecento. Che non ha il fascino del Cavalieri, ma è immerso nell’architettura che ricorda il Ventennio, nel quartiere dell’Eur. Sarà un caso?

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Claudio Lotito con la moglie Cristina Mezzaroma alla cena di Natale della Lazio allo Spazio Novecento a Roma (Getty).

L’asse di Tarquinio

«Sono il teorico di un asse carolingio», ha detto l’ex direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, in onda su SkyTg24 collegato da casa. Non c’entra nulla quello da stiro, si riferiva al rapporto tra Francia e Germania, innanzitutto. Come asserzione è impegnativa, specie avendo in Vaticano uno come papa Francesco, che ha ricevuto prima Mario Draghi e poi Luca Casarini.

La nuova vita di Conte che vuole sorpassare a sinistra il Pd di Schlein
Marco Tarquinio (Imagoeconomica).

Forza nuova condannata

Alla fine quelli di Forza nuova sono stati condannati per l’assalto alla Cgil. A Montecitorio, da parte della sinistra, è scattata subito la battuta: «E pure Giorgia Meloni non si sente troppo bene». Che poi la presidente del Consiglio sta proprio male, tanto che ha dovuto annullare la partecipazione ai saluti di fine anno al Quirinale, nel pomeriggio di mercoledì 20 dicembre, e pure la conferenza stampa programmata per giovedì 21, tanto da spostarla di una settimana, al 28 dicembre.