Scalfari e Bersani in tivù? Meglio Criminal Minds

Peppino Caldarola
21/03/2018

Sono due diversamente colpevoli del guaio in cui si trova la sinistra italiana. Quando vedete in tivù questi amabili vecchietti dire seriamente cose che Gene Gnocchi dice ironicamente, cambiate canale.

Scalfari e Bersani in tivù? Meglio Criminal Minds

Involontariamente Eugenio Scalfari e Pierluigi Bersani, in due momenti successivi, partecipando alla puntata del 20 marzo di Di Martedi, trasmissione di Giovanni Floris, hanno dato un altro colpo mortale alla sinistra. Lo spettatore si è trovato di fronte a due personaggi, che hanno avuto responsabilità di primo piano. Il più anziano è forse il giornalista più titolato vivente, ha fondato un grande quotidiano, ha influito sulla vita politica, spesso con consigli pessimi, per decenni e vuole farlo tuttora.

BERSANI, BRAVO TECNICO E PESSIMO SEGRETARIO. L’altro, più giovane, è stato un funzionario politico dell’Emilia-Romagna quando era “rossa”, è stato anche un ottimo amministratore locale, un bravo ministro, il segretario del Pd che ha, del tutto inconsapevolmente, tirato la volata ai 5 stelle. Sono due diversamente colpevoli del guaio in cui ci troviamo e in cui ciascuno di coloro che hanno avuto un ruolo pubblico, me compreso e compresi i giornalisti che danno lezioni nel talk show, porta il suo grammo, o chilo o quintale, di responsabilità.

Sulle ragioni della sconfitta della sinistra l’analisi è ormai sempre la stessa per tutti: globalizzazione, identificazione sinistra-establishment, renzismo acuto, svolta a destra mondiale. Insomma una vera macedonia di frutta vecchia e molliccia

Personalmente credo che gli errori, se ben analizzati, in qualche modo restituiscano il diritto di parola agli erranti. Voglio dire che tutti possono dire tutto e che la politica non è un luogo dove il diritto di parola appartiene solo ai vincitori o ai giovani, ma che chi sta sulla breccia da anni o porta responsabilità del disastro che ha contribuito a provocare può uscirne fornendo una analisi di ciò che è accaduto e, soprattutto, cogliendo ciò che si sta muovendo.

ANALISI CONFUSE E PASTICCIATE. Scalfari e Bersani sono in verità molto confusi. Pensate a come hanno descritto i 5 stelle. Per l'ex leader Pd sono una forza di centro, non essendo né di destra né di sinistra, e come forza di centro dovrebbero comportarsi e come forza di centro devono essere trattati dalla sinistra. L'ex direttore di Repubblica con una vena paradossale, invece, ragionando sul fatto che Salvini occupa tutto lo spazio di destra, colloca Di Maio a sinistra e lo invita a prendersi il Pd diventandone il capo. Sulle ragioni della sconfitta poi l’analisi è ormai sempre la stessa per tutti: globalizzazione, identificazione sinistra-establishment, renzismo acuto, svolta a destra mondiale. Insomma una vera macedonia di frutta vecchia e molliccia.

[mupvideo idp=”5746729714001″ vid=””]

Il Pd, per non parlare di LeU di cui non si occupa alcuno, diventano quindi il corpo morente su cui si esercitano i tentativi di rianimazione di questi medici un po’ impazziti. Nasce da qui il mio appello ai più anziani a levarsi dalle palle. Figuratevi se penso sul serio a tener fuori chi ha fatto un lungo percorso di vita. Penso però che chi sta facendo l’ultimo tratto, ovvero è giunto a pochi minuti dalla fine del secondo tempo o sta già giocando i supplementari dovrebbe, per la prima volta nella vita, dar mostra di pacatezza, di spirito di servizio, di dubbi e di tentativi analitici fondati non su suggestioni ma sulla realtà.

SERVE UN NUOVO ORDINE DI PRIORITÀ. Come si esce da questo casino? Non certo impedendo a Bersani o a Scalfari di dire le loro cose. Se ne esce, però, cercando di mettere in fila in ordine di priorità ciò che bisogna fare nei primissimi tempi. La prima cosa è armarsi di una pazienza inaudita e contemporaneamente imparare a stare all’opposizione. Solo così si realizzano due risultati. Il primo è quello di capire, vedendoli governare, che cosa sono i famosi vincitori e che cos’è questa nuova rivoluzione italiana. Il secondo è avviare l’operazione fondamentale che precede qualsiasi analisi: cioè dislocare tutte le forze sul territorio, creare fortilizi di difesa civica, animare la vita democratica, battere sul campo la democrazia finta di Casaleggio.

Chi non sa stare in mezzo al popolo e inventare azioni esemplari non può dirigere un partito

Se questo debba farlo il Pd o il partito che nascerà da LeU o, preferibilmente, tutti e due o addirittura riunificandosi, è cosa secondaria. Bisogna uscire dal gioco di questi giorni. Mattarella non può uscirne, la sinistra che vuole vivere deve uscirne, non può fare la bambolina sbattuta da una parte o dall’altra. Queste due condizioni potranno selezionare la classe dirigente della sinistra. Chi non sa stare in mezzo al popolo e inventare azioni esemplari non può dirigere. Consegnate chiacchiere e tabacchiere di legno ai renziani, facciano quel che vogliono. E poi se vedete in tivù questi amabili vecchietti dire seriamente cose che Gene Gnocchi dice ironicamente, cambiate canale. Sui canali del digitale terrestre come Fox Crime vi sono telefilm polizieschi veramente avvincenti.