Scandali d’Oltremanica

Redazione
15/10/2010

Di Lorenzo Berardi La stampa anglosassone gioca un ruolo decisivo nel tentativo di responsabilizzare e moralizzare la scena politica ed...

Scandali d’Oltremanica

Di Lorenzo Berardi

La stampa anglosassone gioca un ruolo decisivo nel tentativo di responsabilizzare e moralizzare la scena politica ed economica interna sin dai tempi di Gladstone e Disraeli. Una funzione spesso indispensabile, ma talvolta fuori controllo.
A 150 anni di distanza dai due grandi primi ministri di fine ‘800, la novità più sostanziale emersa nel Regno Unito è stata l’affermazione dei tabloid come possibile cassa di risonanza di uno scandalo a sfondo politico, il più delle volte con reali o presunte implicazioni sessuali. Un corto circuito dell’informazione che ha trasformato una nazione non più bigotta in un Paese capace di giudicare con estrema severità la vita sentimentale e lo status coniugale dei propri leader.
Non sorprende, dunque che diversi commentatori politici abbiano considerato l’ascesa del nuovo leader laburista Ed Milliband particolarmente ardua vista la sua convivenza con l’attuale compagna, dalla quale ha già avuto un figlio. Una decisione privata, ma che solleva seri dubbi in parte dell’opinione pubblica inaspettatamente preoccupata dall’etichetta imposta a Buckingham Palace nel caso in cui Milliband dovesse un giorno entrarvi da primo ministro celibe.

Brit-tercettazioni

In quest’ottica, ciò di cui si è reso responsabile Tommy Sheridan, ex leader dell’Ssp, il partito socialista scozzese, è qualcosa di moralmente inaccettabile. Nel 2004 il nome di Sheridan finì più volte in prima pagina sul domenicale scandalistico News of the World che lo accusava di frequentare un locale di spogliarelliste di Manchester oltre che di tradire la propria consorte.
Due anni dopo Sheridan, la cui carriera politica era ormai compromessa, vinse una causa di diffamazione contro il giornale che lo aveva messo all’indice ottenendo un cospicuo rimborso economico, ma una riabilitazione solo parziale agli occhi dell’opinione pubblica.
Il giudice stabilì che il News of the World si era inventato parte delle accuse e l’onda lunga del presunto scandalo si rovesciò sul giornale. Nel gennaio 2007 una tempesta  di proporzioni ben più ampie tornò a coinvolgere il giornale scandalistico costringendo alle dimissioni il suo direttore, Andy Coulson. Il motivo principale che spinse il rampante Coulson a lasciare la direzione del domenicale fu un caso di phone tapping. La traduzione di questa espressione suona assai familiare al lettore italiano: intercettazioni telefoniche.
Si sostenne che Coulson non potesse ignorare l’uso delle registrazioni telefoniche fatto da Clive Goodman, il responsabile delle notizie riguardanti la famiglia reale inglese. Venne alla luce che non solo i membri della casa regnante, ma ministri, parlamentari, generali, celebri giornalisti, celebrità, starlette e persino l’allenatore del Manchester United, Sir Alex Ferguson, erano stati intercettati da Goodman. Fra gli spiati, appariva anche il nome dell’allora sindaco di Londra e componente del governo ombra conservatore, Boris Johnson.

L’imputato Sheridan

A tre anni di distanza da queste rivelazioni, è sorprendente notare come Coulson, che si ritiene un capro espiatorio nella vicenda, abbia fatto carriera. Non solo. Oggi Andy Coulson e Boris Johnson si frequentano abitualmente e sono stati visti più volte nella stessa stanza.
Nulla di misterioso, se si considera come l’ex direttore del News of the World sia nel frattempo divenuto il direttore della comunicazione dell’attuale governo, nonché il consulente personale per i media del primo ministro Cameron.
Il Guardian del 15 ottobre ha ricordato che Coulson è stato chiamato a testimoniare nel processo che coinvolge proprio Tommy Sheridan, l’uomo grazie al quale i guai (o le fortune) del direttore della comunicazione del governo sono iniziati. Sheridan è accusato di avere mentito sotto giuramento proprio nel caso che lo vide sconfiggere il News of the World e, a sorpresa, ha convocato lui stesso Coulson come testimone.
Divenuto una celebrità grazie alla propria recente partecipazione all’edizione britannica del Grande Fratello, Sheridan è persino riuscito a tornare in politica, ponendosi alla guida di un piccolo partito battezzato Solidarity, un omaggio al polacco Solidarność. Le similitudini fra Tommy Sheridan e Lech Walesa, però, finiscono qua. 
Ora, ha scritto il Guardian l’ex leader dell’Ssp ha riconosciuto di avere realmente frequentato in più occasioni un locale di spogliarelliste, ma è l’avere mentito su questo punto nel 2006 ad alienargli la comprensione dei cittadini britannici, da sempre inflessibili sulla mancanza di sincerità dei propri politici.

Coulson gioca in difesa

Nel ripercorrere le fasi del processo in corso, l’Independent si interroga su quale potrà essere il contributo alla difesa del testimone Coulson nel caso di Sheridan. Il passato dello “spin doctor di Cameron” rischia di trascinare indirettamente il governo nel vortice di un caso che appassiona l’opinione pubblica, ma certo non getta una buona luce sull’operato di una classe politica britannica fra vizi privati e pubbliche virtù.
La scelta di una foto di un pensieroso Andy Coulson in apertura dell’articolo sugli ultimi sviluppi del caso Sheridan del quotidiano The Scotsman non lascia presagire nulla di buono per il governo Cameron, alle prese con problemi ben più seri in queste settimane.
Un rischio ribadito dall’articolo di Hugh Muir sul Guardian del 15 ottobre. E già lo scorso 8 ottobre il quotidiano londinese pareva pronto a riaprire “l’affaire Coulson” rispolverando il suo coinvolgimento nelle intercettazioni telefoniche del 2007 tanto da considerare la posizione di uno degli ospiti più frequenti al 10 di Downing Street come “indifendibile”.