Così l’inchiesta di Bibbiano è stata inquinata dalla politica

Il caso dei presunti affidi illegittimi che ha sconvolto il Reggiano è usato come arma elettorale. E a pagarne le conseguenze sono sempre loro: i bambini. Il punto.

16 Luglio 2019 16.31
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È un brutto fatto di cronaca quello dell’inchiesta Angeli e demoni che ha sconvolto il Reggiano. Non solo riguarda minori – al centro delle indagini i presunti abusi su almeno sei bambini che sarebbero stati strappati ai genitori naturali e affidati dietro pagamento ad altre famiglie e centri – ma compromette anche il rapporto fiduciario tra i cittadini, servizi sociali e istituzioni. Come se non bastasse, sulla vicenda è stata impalcata una feroce diatriba politica che ha calpestato le tutele di chi oggi è sotto indagine (e, fino al passaggio in giudicato risulta innocente) non tenendo nemmeno conto della posizione assai delicata delle potenziali vittime: bambini in balia del teatrino della politica che, dichiarazione dopo esternazione, tweet dopo post, e persino presidi come quello di Fratelli d’Italia ha finito per dare vita a una lunga serie di fake news. Tra l’altro a pochissimi mesi dalle elezioni regionali emiliano-romagnole. Cosa sappiamo, allora, dei fatti di Bibbiano?

‪Attenzione bambini…‬‪#BIBBIANO #LUomoNeroÈDelPD ‬

Publiée par Marione sur Jeudi 27 juin 2019

DALLA CRONACA ALLA POLEMICA POLITICA

Sono soprattutto gli arresti domiciliari del sindaco del Partito democratico di Bibbiano, Andrea Carletti e della responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della Val d’Enza, Federica Anghinolfi, ad avere innescato la polemica politica. Il primo è stato subito dipinto come «l’orco», «l’uomo nero» del Pd (non sono certo passate inosservate le vignette di Mario Improta, in arte Marione, vicino al M5s). Federica Anghinolfi invece per alcuni quotidiani come Il Giornale è «La paladina delle coppie gay, “regista” degli affidi dell’orrore». Nel calderone è finito un po’ tutto: politica e diritti civili, persino la vicenda della Sea Watch 3 (in diversi hanno ripreso il re-post su Facebook di Anghinolfi pochi giorni prima dell’arresto: «Ognuno ha i capitani che si merita. Io scelgo Carola Rackete»).

Una vignetta di Marione su Bibbiano.

LE ACCUSE AL SINDACO DI BIBBIANO E IL POLVERONE SOCIAL

Il sindaco dem Carletti però non ha nulla a che fare con quanto sarebbe stato inflitto alle piccole vittime. A dirlo non è il P, partito dal quale Carletti si è autosospeso, ma la stessa procura. Già il 29 giugno il procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini aveva ridimensionato le accuse a suo carico: restano abuso d’ufficio e falso ideologico. Ciò che si contesta oggi al primo cittadino è di aver affidato a privati gli spazi della struttura pubblica “La Cura” a titolo gratuito e senza passare da una gara di aggiudicazione. Una imputazione certamente seria, ma che mette in luce la diversità tra la sua condotta, confinata a un’attività meramente amministrativa, da quella degli operatori della struttura che, secondo l’accusa, avrebbero invece commesso crimini contro i minori. Il vicepremier Luigi Di Maio, però, il 27 giugno scorso, a poche ore dai 18 arresti, aveva veicolato una immagine di Andrea Carletti su cui campeggiavano due scritte a caratteri cubitali: «Arrestato» e «affari con i bimbi tolti ai genitori». Un modo per dettare ai suoi la linea “politica” da tenere nelle settimane o nei mesi a venire: sfruttare i fatti di cronaca per colpire gli avversari politici.

IL VIDEO FAKE DEL BIMBO STRAPPATO AL PADRE

L’ultima fake news montata ad arte sulla vicenda è la pubblicazione di un video che documenta l’allontanamento straziante di un bimbo da suo padre con la didascalia: «Mentre Salvini e Zingaretti pensano a distrarre la massa con i barconi, sentite ciò che avveniva a uno dei bambini tolti dai genitori naturali». Non c’è alcun riferimento a Bibbiano, è vero, ma si incardina comunque nella diatriba politica delle ultime settimane che si è sviluppata attorno al presunto «modello Emilia del Pd» (lo stesso Di Maio usa queste parole). Ma il video è un falso. David Puente su Open ha ricostruito il “giro” compiuto dal video sul web, fino alla sua origine: risale agli inizi del 2017, non riguarda i fatti di Bibbiano ma una disposizione di un tribunale di Tempio Pausania (nel Sassarese) contro cui si era espresso duramente anche il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani che per primo pubblicò il filmato, tornato a rimbalzare in questi giorni sulle pieghe della Rete.

LA BUFALA DELL’ELETTROSHOCK

Torniamo a quello che scrive Di Maio il 27 giugno, a proposito del famigerato «modello “Emilia” proposto dal Pd», che il capo politico dei 5 stelle sostiene essersi rivelato «un sistema da incubo». «Persino impulsi elettrici», riportava il vicepremier, «per modificare la memoria dei bambini e convincere i giudici della necessità dell’affido». In quelle ore i media avevano dedicato infatti molta attenzione a presunti elettroshock che sarebbero stati eseguiti sui bambini al fine di traumatizzarli. Vere e proprie torture. Come riporta però Il Post, «la funzione dell’apparecchio trovato dai carabinieri era stata fraintesa» trattandosi di ben altro strumento, «usato nell’ambito della psicoterapia Emdr, una tecnica utilizzata e rispettata dalla comunità scientifica, che permette di mandare ai pazienti stimoli acustici e tattili» e oggi comunemente in vendita. Lo stesso Consiglio Nazionale delle Ricerche parla di tale terapia come «particolarmente rapida ed efficace nella cura e nella prevenzione dei traumi psicologici, agendo sul ricordo di questi ultimi». Solo il giudizio accerterà se l’Emdr sia stato usato in modo inopportuno o persino dannoso per i bambini sottoposti al trattamento. La sola certezza al momento è che non si trattasse di un macchinario per l’elettroshock. Quindi era un’altra fake news.

LE DIMISSIONI DELLA CONSIGLIERA M5S OGNIBENE

Insomma, da quando la vicenda è finita negli ingranaggi del dibattito politico è stata appesantita da una miriade di notizie fasulle che hanno avvelenato il clima. Anche con effetti boomerang per lo stesso M5s che pure ha dato fuoco alle polveri: Rossella Ognibene, candidata sindaco dei cinque stelle a Reggio Emilia si è dimessa dall’incarico di consigliera comunale perché, in quanto avvocato, ha scelto di difendere in giudizio Federica Anghinolfi. Non c’era incompatibilità tra il ruolo politico e il suo lavoro di legale, ma la decisione presa ai vertici pentastellati di trasformare il caso giudiziario in uno politico ha comunque spinto l’avvocato a rassegnare le dimissioni così da evitare casi di fuoco amico.

LE ACCUSE SELETTIVE ALLA ONLUS HANSEL E GRETEL

Su quanto avvenuto nel Centro Hansel e Gretel, la Onlus coinvolta nel giro degli affidi sospetti e già citata nell’inchiesta Veleno di Pablo Trincia, il Movimento 5 Stelle continua a chiedere – giustamente – che si faccia chiarezza. Un nuovo post scritto sul Blog delle Stelle lo scorso 14 luglio e ripostato da Di Maio con queste parole «Uno scandalo incredibile, un business sui minori. È disumano. E l’informazione non ne parla a sufficienza. Non si nasconda la verità. Si faccia luce» pungola i giornali affinché indaghino.

Uno scandalo incredibile, un business sui minori. È disumano. E l’informazione non ne parla a sufficienza. Non si…

Publiée par Luigi Di Maio sur Dimanche 14 juillet 2019

LE DONAZIONI DEL M5S

Non viene riportato, nemmeno per onestà intellettuale, il solo legame a oggi esistente tra i pentastellati e il Centro finito nell’occhio del ciclone, ovvero che quella struttura fosse tra i beneficiari, come ricordato da NextQuotidiano, dell’assegno del gruppo regionale pentastellato del Piemonte ricavato dalla restituzione di parte dello stipendio da consiglieri. Accadeva, come riporta il sito ufficiale, solo lo scorso 23 maggio, poco più di un mese prima degli arresti. Prima che il modo di operare diventasse il “sistema Emilia del Pd”.

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