Le cose da sapere sullo scandalo Danske Bank

Le cose da sapere sullo scandalo Danske Bank

19 Settembre 2018 13.21
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La banca danese Danske Bank è finita nella bufera. L'amministratore delegato Thomas Borgen si è dimesso per un presunto caso di riciclaggio di denaro attraverso la sua filiale estone che vede coinvolti i familiari del presidente russo Putin. L'annuncio è arrivato poche ore prima della presentazione di un rapporto interno sul caso. La conferma dell'addio di Borgen è arrivato direttamente in un'intervista: «penso che la cosa giusta per tutte le parti sia che mi dimetta». Nel rapporto invece l'istituto scrive che «la Danske Bank non è stata all'altezza delle sue responsabilità nel caso di riciclaggio di denaro in Estonia».

PRIMI SEGNALI DA SOSPETTI FLUSSI DI DERNARO IN ESTONIA

A maggio, le autorità di regolamentazione danesi avevano riscontrato "gravi carenze" nelle attività antiriciclaggio di Danske Bank in Estonia, in seguito alle notizie di flussi di denaro provenienti dai familiari del presidente russo Vladimir Putin. Tutto si sarebbe incrinato nel momento in cui la banca danese acquisì un'istituto finlandese la Sampo Bank, e la sua controllata estone l'As Sampo Bank.

IL RAPPORTO INTERNO: PICCO DEI FLUSSI TRA 2007 E 2015

La banca nella sua analisi interna ha ammesso «una serie di gravi carenze nei sistemi di governance e controllo della banca. Nel rapporto si ammette che «la stragrande maggioranza» delle transazioni era considerata "sospetta". Lo studio legale Bruun & Hjejle incaricato di effettuare lo studio ha messo in luce che tra il 2007 e 2015 la banca non ha «evitato che la sua banca estone venisse usata per il riciclaggio di denaro». Gran parte di quei soldi arrivavano, non solo da famigliari del presidente Putin, ma anche da latri clienti russi e delle ex repubbliche sovietiche.

UNO SCANDALO DA 200 MILIARDI DI EURO

Il team che si è occupato dell'indagine ha esaminato 15.000 clienti per un totale di 9,5 milioni di transazioni. In particolare la ricerca si è poi concentrata su circa 10 mila clienti che risiedono fuori dall'Estonia. Danske Bank ha fatto sapere che per il momento non è in grado di dare una stima dei flussi, ma solo che le persone sospettate di aver dato vita a flussi poco chiari sono 6.200 per un valore complessivo di 200 miliardi di euro.

A RISCHIO L'ECONOMIA DI DANIMARCA ED ESTONIA

Danske Bank è la prima banca danese con 2,7 milioni di clienti. Secondo il Fact Book Q2 2018 presente sul sito dell'istituto il gruppo nel primo semestre del 2018 ha avuto profitti netti per 9,1 miliardi di corone (pari a circa 1,22 miliardi di euro). Uno scandalo di queste proporzioni potrebbe avere effetti nell'intera economia danese, ma non solo. Anche l'Estonia potrebbe essere a rischio se si considera che il possibile ammontare dello scandalo sarebbe oltre 20 volte superirore al Pil della piccola repubblica baltica.

IL GOVERNO DANESE PRONTO A UNA MAXI-MULTA

Secondo una stima del governo della Danimarca nel caso in cui Danske Bank sarà riconosciuta colpevole rischia una multa di quattro miliardi di corone danesi (circa 536 milioni di euro). Sul caso ha intenzione di indagare più a fondo anche l'Authority finanziaria danese, la quale ha chiarito che non si baserà solo sul rapporto interno della banca come base per la propria indagine e che non esclude si possa arrivare a un giudizio più severo sul ruolo del management.

LA POSIZIONE DELLA VIGILANZA ESTONE

Il presidente del gruppo di vigilanza finanziaria estone Finantsinspektsioon, Kilvar Kessler, ha affermato che l'audit ha fornito «prove evidenti delle ampie carenze che esistevano nella banca». Il caso ha sollevato ulteriori dubbi sulle pratiche bancarie nei paesi baltici alla luce della crescente presenza di clienti «non residenti», soprattutto quelli russi come nel caso della filiale estone di Danske Bank.

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