Scene da un municipio

Redazione
26/01/2011

di Delia Cosereanu, Alessandro Da Rold e Marianna Venturini Dopo le primarie del centrosinistra di Napoli e Bologna, si fa...

Scene da un municipio

di Delia Cosereanu, Alessandro Da Rold e Marianna Venturini

Dopo le primarie del centrosinistra di Napoli e Bologna, si fa sempre più vicino l’appuntamento elettorale che dovrà sceglierà i nuovi sindaci di molti comuni italiani, tra cui Milano e Torino. E la situazione non è delle più chiare, non solo per il centrodestra, ma anche per il centrosinistra. Mentre nel capoluogo lombardo il Terzo polo non ha ancora trovato la quadra sul candidato, in quello piemontese il Partito democratico teme la possibile candidatura di Giorgio Airaudo, sindacalista, membro della segreteria nazionale Fiom e convinto sostenitore dei no a Mirafiori.

A Milano l’incognita Lega e le difficoltà del Terzo polo

Il federalismo fiscale, il silenzio della Lega nord, che non ha dato ancora il nulla osta definitivo alla ricandidatura di Letizia Moratti (leggi l’articolo) e l’incognita sul candidato del Terzo polo. Sono questi i tre punti che il sindaco Moratti, ha sottoposto lunedì 24 gennaio 2011 al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante un vertice nella villa di Arcore.
Un incontro richiesto espressamente dal primo cittadino per mettere a punto la macchina organizzativa in vista delle amministrative. Non è un caso che l’ex ministro dell’Istruzione si sia recata dal Cavaliere proprio nel giorno di chiusura delle primarie del centrosinistra a Bologna e Napoli, conscia di non voler perdere tempo a pochi mesi dalle elezioni.
E il Cavaliere le avrebbe risposto che l’aiuterà scendendo con lei in piazza nei prossimi mesi. Del resto, Giuliano Pisapia, candidato del centrosinistra, pare già in campagna elettorale, pronto a intervenire sulle questioni endemiche che riguardano il capoluogo lombardo, a partire dallo smog, che ha ‘costretto’ l’amministrazione a imporre un blocco forzato delle auto.
Ma Moratti deve guardarsi anche dagli alleati. Milano è sempre stata una città ambita dalla Lega nord, che l’ha già amministrata negli anni ’90 con Marco Formentini, e non è detto che nel caso in cui il governo cada sulla mancata approvazione del federalismo, Umberto Bossi non possa presentare un proprio candidato. D’altra parte, secondo gli ultimi sondaggi, il Carroccio è ormai il primo partito in Lombardia e il Pdl, anche dopo il caso Ruby, continua a perdere consensi.
PISAPIA È GIÀ IN CAMPAGNA. Pisapia ha giudicato tardive le misure concepite da Moratti per contrastare lo smog e i dodici giorni consecutivi di polveri sottili, le famigerate Pm10, oltre i limiti di guardia. Secondo l’avvocato penalista, inoltre, le domeniche a piedi «non possono essere una misura imposta quando si superano certi limiti di inquinamento». Viceversa, dovrebbero essere «una scelta preventiva e programmata per rendere più viva, più vivibile e più bella la città, con iniziative culturali secondo una precisa pianificazione».
«I fatti», ha detto il candidato sindaco, «dimostrano che quest’amministrazione non è stata in grado di migliorare la qualità dell’aria e il traffico di Milano».
Lunedì 24 gennaio, Pisapia ha incassato l’appoggio dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Ma l’ex deputato indipendente di Rifondazione comunista, continua a lanciare messaggi al Terzo polo. «Sono convinto che i progetti sulla città del Terzo polo», ha affermato Pisapia, «siano più vicini alla nostra visione della città rispetto a quelli del centrodestra. Non a caso è il centrodestra ad avere più paura del Terzo Polo. Credo che con il Terzo Polo ci sia una convergenza di valori e quindi ci sarà dialogo».
I DUBBI DEL TERZO POLO. Dopo il fallimento della candidatura di Gabriele Albertini (leggi l’articolo), tra i centristi di Pierferdinando Casini, Francesco Rutelli e Gianfranco Fini s’infiamma la discussione su chi potrebbe essere il candidato da portare alle amministrative. La speranza è Umberto Ambrosoli, 40enne avvocato figlio di Giorgio, ucciso nel 1979. L’alternativa potrebbe essere Salvatore Carrubba, ex direttore del Sole 24 Ore ed ex assaessore alla cultura nella giunta Albertini.
CALISE CON I GRILLINI. Invece, il Movimento 5 Stelle che fa riferimento al comico Beppe Grillo ha il suo candidato sindaco per Milano. Si chiama Mattia Calise, ha vent’anni ed è studente universitario di Scienze Politiche. Tra i fondatori del meetup degli Amici di Beppe Grillo di Segrate, Calise è stato candidato consigliere comunale nel 2008 alle elezioni amministrative di Segrate nella lista civica per la difesa del territorio “Aria nuova” e nel 2010 ha contribuito all’organizzazione delle mobilitazioni studentesche contro il cosiddetto disegno di legge “Gelmini” sulla riforma del sistema scolastico.

A Napoli in campo Mastella e Cozzolino. Pdl in alto mare

Sono state oltre 41 mila le presenze ai gazebo delle primarie del centrosinistra a Napoli, più che alle primarie di Prodi. Ha vinto Andrea Cozzolino (leggi l’articolo), europarlamentare del Pd ed esponente campano di stretta osservanza bassoliniana. Ma non sono mancate le accuse di brogli. Infatti il segretario del Pd provinciale di Napoli, Nicola Tremante, nel confermare la vittoria di Cozzolino, ha annunciato che ci saranno dei ricorsi «per pretese irregolarità che vedrebbero alterato il risultato finale. Sarà compito del Collegio di garanzia valutare la loro fondatezza».
L’eurodeputato bassoliniano è risultato vincitore con il 37% delle preferenze su Umberto Ranieri, sostenuto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma battuto con appena mille voti di scarto. Cozzolino è forte del sostegno della Fondazione sudd, il laboratorio di idee fondato nel 2009 dall’ex governatore regionale Antonio Bassolino, e delle preferenze ricevute alle ultime regionali.
La corsa per palazzo San Giacomo ha così il secondo sfidante ufficiale. L’altro aspirante sindaco per il capoluogo partenopeo è Clemente Mastella, segretario nazionale dei Popolari per il sud e collega a Strasburgo di Cozzolino. L’ex Guardasigilli è già partito nella sua campagna elettorale che si concentrerà «sui problemi di Napoli e i cittadini decideranno se mi vogliono o no». Un’alleanza con il centrodestra? «Per ora non ci sono possibilità, vedremo al secondo turno come fare».
NEL PDL UN POKER DI NOMI. La palla ora passa al Pdl campano che deve ancora decidere a chi affidarsi. Il coordinatore regionale Nicola Cosentino e il suo vice, Mario Landolfi, hanno mantenuto finora un basso profilo sul potenziale candidato. I nomi che circolano sono sempre gli stessi: il senatore del Pdl e docente di cardiologia all’università di Napoli, Raffaele Calabrò, il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, Marcello Taglialatela, assessore all’Urbanistica in Regione, e Fulvio Martusciello, fratello dell’ex viceministro ai Beni culturali nel precedente governo Berlusconi, Antonio Martusciello, capogruppo del Pdl al consiglio regionale della Campania.
Il partito vorrebbe puntare su un nome altisonante in grado di sfilare al centrosinistra la città, reduce dalla pesante eredità che sta per lasciare il primo cittadino uscente, Rosa Russo Iervolino.
Taglialatela ha ricevuto la benedizione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che lo ha definito «candidato nei fatti a Napoli» e ha auspicato che non vengano fatte «candidature dall’alto». Ma non sono tramontate le mire del ministro Carfagna, che non ha mai nascosto di voler aspirare alla poltrona di primo cittadino, non fosse altro per contrapporsi al sempre odiato Cosentino.
LETTIERI CON MONTEZEMOLO. Ma l’attenzione su Napoli ha coinvolto anche Luca Cordero di Montezemolo (leggi l’articolo), intenzionato a schierare Gianni Lettieri, ex presidente della Confindustria napoletana.
In questo scenario manca ancora il candidato del Terzo polo, che ha lanciato un appello «per il bene della città e, quindi, è pronto a costruire in maniera positiva una proposta con chi ha lo stesso obiettivo». Insomma anche Udc, Fli e Api non staranno a guardare.

Bologna incorona Merola. Il Pdl deciderà l’8 marzo

A Bologna, con il 58,3 per cento delle preferenze, i democratici hanno incoronato Virginio Merola (leggi l’articolo), ex assessore all’urbanistica nella giunta Cofferati, appoggiato anche da Maurizio Cevenini. Dopo il ‘Cinziagate’ che ha costretto l’ormai ex primo cittadino, Flavio Delbono, alle dimissioni, nel Pd c’era grande tensione. È stato chiesto persino all’ex premier Romano Prodi di candidarsi per attirare gli elettori e serpeggiava l’ipotesi di un flop primarie che invece è stato scongiurato.
L’IPOTESI ALDROVANDI. Sul fronte del centrodestra, il Pdl presenterà «un candidato civico per la corsa a sindaco di Bologna in vista delle prossime amministrative cercando di ottenere, in questo modo, anche la convergenza dell’Udc». La pensava così il coordinatore del Pdl Emilia Romagna, senatore Filippo Berselli.
Il nome a cui molti guardano con interesse, da destra e dal centro, è quello di Stefano Aldrovandi, ex amministratore delegato della multiutility Hera, personalità di spicco che piace molto sia al Pdl che ai centristi. Impossibile non pensare a Giorgio Guazzaloca che riuscì a strappare per la prima volta la guida del comune simbolo della sinistra nel 1999 grazie al suo profilo indipendente. Aldrovandi potrebbe essere l’uomo giusto per ripetere l’impresa Guazzaloca ma non ha ancora sciolto le riserve e si teme che possa finire come con Gabriele Albertini a Milano (leggi l’articolo), a lungo corteggiato e poi ritiratosi prima ancora di prendere l’impegno.
IL VECCHIO ORGANICO DI COFFERATI. Galeazzo Bignami, consigliere regionale e vice coordinatore del Pdl bolognese, parlando con Lettera43.it, è sicuro: «Merola è un candidato battibile perché appartiene al vecchio organico di Cofferati e soprattutto  aveva perso contro Delbono alle scorse primarie».
Il Pdl, insomma, è convinto di poter conquistare la Bologna commissariata, ma allo stesso tempo teme che Aldrovandi sia troppo vicino all’Udc e non lasci spazi al Pdl. E per Bignami ci vuole coerenza con il quadro nazionale, «in base alle decisioni dei vertici potremo regolare le nostre alleanze. Guardiamo Aldrovandi con attenzione ma dobbiamo prendere decisioni ponderate».
C’è tempo fino all’8 marzo, termine ultimo per il Pdl per presentare le candidature. Intanto il senatore berlusconiano e coordinatore regionale Filippo Berselli preferisce risolvere i dubbi con «un sondaggio che commissionerò nelle prossime settimane per capire qual è il cadidato civico più apprezzato».
IN CAMPO ANCHE LEGA E ITALIA FUTURA. Il deputato del Carroccio Angelo Alessandri, che secondo qualcuno sarebbe interessato alla candidatura a Palazzo D’Accursio, ha detto che la Lega sta vagliando tre soluzioni valide, tra le quali vi sarebbe il presidente della Banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini.
Intanto il presidente di Italia Futura, Luca Cordero di Montezemolo, ha trovato una soluzione anche a Bologna, dove il suo candidato sindaco ideale sarebbe Luigi Marino, suo vice quando Montezemolo era presidente di BolognaFiere, membro del Cnel, il Consiglio nazionale dell´economia e del lavoro, e da sempre nel mondo della cooperazione bianca.
Se ci saranno le condizioni e Marino si presenterà con una lista civica avrà l’appoggio di Italia Futura. Ma negli ambienti centristi non si esclude la candidatura di servizio di Gian Luca Galletti nel caso in cui l’ipotesi Aldrovandi dovesse naufragare.

A Torino lo spettro Airaudo fa tremare il Pd

Il risultato del referendum di Mirafiori (leggi l’articolo), quel 46% che ha votato no all’accordo, potrebbe farsi sentire anche nelle primarie del centrosinistra con le quali, il 27 febbraio 2011, si sceglierà il candidato sindaco a Torino al termine del doppio mandato di Sergio Chiamparino. Sì, perché inizia a diventare insistente il pressing nei confronti del sindacalista della Fiom, Giorgio Airaudo.
Voluto con forza come candidato per le prossime elezioni dal leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola, Airaudo è attualmente responsabile auto della Fiom e per anni è stato segretario torinese dei metalmeccanici della Cgil. Lui, assieme a Landini, è stato il convinto sostenitore dei no al referendum, uno di quelli che è andato a spiegare nelle assemblee degli operai i punti critici dell’accordo voluto dall’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne.
Per spingere il sindacalista a fare il passo decisivo ed entrare in politica è stata preparata anche una lista civica costituita da cittadini impegnati da anni sul piano sociale. “Io sto con Torino”, questo il nome della lista, è un’alternativa nel centrosinistra e potrebbe rompere gli equilibri all’interno del Pd, che non ha nascosto la sua preoccupazione: «Quella di Airaudo, semmai dovesse esserci, è una candidatura che sicuramente potrebbe metterci in difficoltà», hanno fatto sapere dal Pd piemontese.
Il punto principale dello scontro e il referendum di Mirafiori. La classe dirigente del principale partito all’opposizione si era infatti espressa a favore di Marchionne, o quanto meno si è astenuta dal prendere posizione. «Tuttavia la base qui è ancora legata alla stagione delle lotte sindacali contro la Fiat», hanno aggiunto dalla segreteria regionale. «E se si semplifica il messaggio dicendo “la Fiat vuole togliere diritti agli operai”, non è escluso che anche chi vota democratico possa finire per appoggiare il candidato più a sinistra».
CINQUE CANDIDATI NEL PD. Una minaccia che si aggiunge alla già pericolosa frammentazione all’interno del Partito Democratico. Attualmente ci sono cinque pretendenti alla poltrona di sindaco alle prese con la raccolta delle firme (710 il minimo necessario tra gli iscritti del Pd, da consegnare entro il 27 gennaio 2011): Piero Fassino, ex segretario dei Ds (leggi l’articolo), Davide Gariglio, consigliere regionale del Pd in Piemonte, Roberto Placido, consigliere regionale del Pd, Giorgio Ardito, ex segretario del Pci di Torino, e Roberto Tricarico, assessore della Giunta Chiamparino e sostenuto dai “rottamatori”.
Fassino, apertamente schierato con la Fiat, è stato l’unico, finora, ad aver superato la soglia con oltre mille firme ed è il candidato con il maggior numero di supporter prestigiosi, da Carlo De Benedetti al sindaco uscente Sergio Chiamparino, dall’ex sindaco Valentino Castellani a Boosta dei Subsonica da Oscar Farinetti a Carlin Petrini, fondatori, rispettivamente, di Eataly e Slow Food, dal presidente della Film Commission Torino Piemonte, Steve della Casa, al critico cinematografico Alberto Barbera.
SONDAGGIO ONLINE PER IL CENTRODESTRA. Il Pdl ha organizzato invece un sondaggio online, sottoponendo al voto degli elettori di centrodestra otto candidati. Il 24 gennaio 2011 sono stati diffusi i risultati: Agostino Ghiglia, vicecoordinatore del Pdl in Piemonte, è risultato vincitore delle “primarie online”, con il 18% dei consensi (su 1.734 voti). Al secondo posto è arrivato il coordinatore cittadino Maurizio Marrone (17,1%), poi, nell’ordine, gli assessori regionali Michele Coppola (13,2%) e Barbara Bonino (11,6), quindi pari merito il numero due cittadino, Carlo Giacometto, e l’assessore regionale Roberto Ravello (11,5), e in coda il consigliere comunale Andrea Tronzano (10,1%) e il consigliere regionale Gian Luca Vignale (7,1%).
Si è trattato però di un sondaggio indicativo, non esclusivo. Nuovi nomi potrebbero completare la rosa dei candidati nei prossimi giorni. La partita di Torino infatti è ancora aperta. Enzo Ghigo, coordinatore regionale del Pdl piemontese, ex presidente della regione, parteciperà giovedì 27 gennaio 2011 all’incontro nazionale sulle candidature e conta di «chiudere tutto il pacchetto» relativo al Piemonte una settimana prima delle primarie del centrosinistra, cioè attorno al 20 febbraio.
In ogni caso, il candidato dovrà provenire dal Pdl, perché la Lega ha già il governatore Roberto Cota e avrà il candidato sindaco della sua città, Novara. Ma Ghigo non ha escluso che la scelta possa cadere su un esponente della società civile, soprattutto in caso di accordo con i centristi.
VIALE CON I RADICALI E BERTOLA CON I GRILLINI. Pochi giorni fa, il 19 gennaio, Silvio Viale, presidente dei Radicali Italiani, ha presentato ufficialmente la sua candidatura alle primarie del centrosinistra. Con lo slogan «Passione Torino, meno male che Silvio Viale c’è», il ginecologo torinese, protagonista di molte battaglie di frontiera come quella per l’introduzione della pillola abortiva Ru486 in Italia, è stato il primo candidato non del Pd ufficialmente in campo.
Anche il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo parteciperà alle elezioni comunali e ha già scelto il suo candidato. Si tratta di Vittorio Bertola, la cui lista ha ottenuto il marchio ufficiale a 5 stelle e potrà quindi presentarsi come candidato del Movimento che alle elezioni regionali è riuscito ad ottenere un eccellente 4%.