Schengen, cos’è, perché l’Italia l’ha sospeso e cosa cambia per chi viaggia

Redazione
19/10/2023

Creato nel 1985, al suo interno è garantita la libera circolazione delle persone attraverso l’abolizione di tutte le frontiere interne e la loro sostituzione con un’unica frontiera esterna.

Schengen, cos’è, perché l’Italia l’ha sospeso e cosa cambia per chi viaggia

A causa delle tensioni che in questi giorni stanno (nuovamente) sconvolgendo i territori Mediorientali di Palestina e Israele e alla luce della rinnovata minaccia terroristica, l’Italia ha deciso di sospendere momentaneamente Schengen. Di che cosa si tratta esattamente e quali saranno, nel concreto, le conseguenze per i viaggiatori?

Che cos’è Schengen

La cosiddetta area Schengen è stata istituita per la prima volta nel 1985 come progetto intergovernativo tra cinque paesi dell’Ue (ovvero Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo), per poi ampliarsi gradualmente fino a trasformarsi nella più vasta zona di libera circolazione al mondo. Chi transita nei Paesi che fanno parte di questo spazio (che prende il suo nome da una cittadina in Lussemburgo) può evitare i controlli alle frontiere interne, salvo in caso di minacce specifiche (come per l’appunto è accaduto di recente). Tutti i Paesi dell’area Schengen, inoltre, effettuano controlli armonizzati alle loro frontiere esterne, sulla base di criteri definiti in precedenza. Di tale spazio a oggi fanno parte 23 Saesi dei 27 dell’Unione Europea, Italia compresa, oltre a tutti i membri dell’Associazione europea di libero scambio (vale a dire Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).

Perché l’Italia ha sospeso il trattato e cosa cambia per chi viaggia

Il governo italiano ha deciso di ripristinare rigorosi controlli al confine con la Slovenia poiché «le misure di polizia alla frontiera italo-slovena non risultano adeguate a garantire la sicurezza richiesta». Il nostro Paese, inoltre, si sta attualmente attivando per rafforzare la vigilanza sul confine austriaco e svizzero, con un occhio di riguardo sui flussi migratori. Ma che tipo di effetto avrà, tutto questo, sui viaggiatori? In sostanza, sarà molto probabile che nel passaggio di frontiera venga richiesto di esibire i documenti, cosa che di solito non avviene quando ci si sposta tra Paesi che fanno parte dello spazio Schengen. In riferimento all’Italia in modo particolare questa misura verrà applicata dal 21 ottobre per un periodo di 10 giorni (eventualmente prorogabili) e per l’appunto solo sul confine con la Slovenia.