Scherzo a Meloni, il comico Lexus: «Non si è accorta di nulla, ha parlato per mezz’ora»

«Il livello di sicurezza è medio se lo paragoniamo con altri. Siamo riusciti anche con Stoltenberg, Mogherini e molti altri. Certo in Russia, Stati Uniti e Cina sarebbe molto più difficile». Così uno dei due autori della telefonata fake alla presidente del Consiglio italiana.

Scherzo a Meloni, il comico Lexus: «Non si è accorta di nulla, ha parlato per mezz’ora»

«Abbiamo parlato quasi mezz’ora. Se la vostra prima ministra ha tanto tempo da divertirsi così, ne ha davvero tanto da buttare». È con queste parole pronunciate durante la trasmissione Otto e mezzo su La7 che uno dei due comici autori dello scherzo a Meloni, Lexus, ha fornito ulteriori dettagli sulla vicenda, rispondendo  di fatto al sottosegretario di Stato, Alfredo Mantovano, secondo il quale la premier si sarebbe resa conto da subito di non essere al telefono con un importante leader africano. Il comico ha precisato: «Meloni era sicura al 100 per cento di essere veramente in linea con un importante personaggio dell’Unione africana e non con noi».

Ci sarebbe un’altra parte dello scherzo

Lexus, che insieme al suo socio Vovan sta rilasciando molte interviste in Italia dopo la pubblicazione dello scherzo, ha aggiunto: «L’abbiamo interrotta noi alla fine, perché avevamo un’altra telefonata che ci attendeva. Tanto avevamo già ottenuto le risposte che interessavano ai cittadini russi, e al resto del mondo». Ci sarebbe, inoltre, una parte della registrazione che non sarebbe stata pubblicata, che Lexus si è detto disposto a rendere pubblica.

I comici e i rapporti, smentiti, con i servizi segreti russi

Lexus e Vovan, secondo molte letture della vicenda, sarebbero parte integrante dei servizi segreti russi. Lo stesso Lexus si è dichiarato fortemente pro Russia nella guerra in Ucraina, ma ci ha tenuto a distanziarsi dall’accusa di essere collegato al Cremlino. «Noi non abbiamo alcun rapporto con questi e nemmeno con il Cremlino. Perché non ammettere che due persone semplici hanno bucato la sicurezza?». Poi sullo scopo della telefonata: «Volevamo capire cosa pensa l’Unione europea del conflitto in Ucraina perché anche Meloni dice che bisogna andare avanti, che bisogna mandare armi in Ucraina, ma con noi ha ammesso che tutti sono stanchi, intendendo i Paesi europei». Il comico ha detto inoltre di aver apprezzato che Giorgia Meloni «abbia detto quello che pensa. È una persona viva, non come tutti gli altri politici che parlano senza dire niente».

I problemi di sicurezza di Palazzo Chigi 

A tentare di difendere Giogia Meloni e la sicurezza di Palazzo Chigi è stato il direttore di Libero Mario Sechi che, fino a qualche mese fa, affiancava la presidente del Consiglio con il ruolo di capo ufficio stampa. Per lui il duo comico sarebbe riuscito a parlare con la premier perchè aiutato, nel suo operato, dai servizi segreti russi in quella che lo stesso definisce una «guerra ibrida». Lexus ha risposto così: «Il livello di sicurezza è medio se lo paragoniamo con altri. Siamo riusciti anche con Stoltenberg, Mogherini e molti altri. Certo in Russia, Stati Uniti e Cina sarebbe molto più difficile».