Schwarzy a Mosca

Redazione
11/10/2010

È iniziata con uno sdolcinato scambio di twitt e si è conclusa con una proposta di lavoro. La visita del...

Schwarzy a Mosca

È iniziata con uno sdolcinato scambio di twitt e si è conclusa con una proposta di lavoro. La visita del governatore della California Arnold Schwarzenegger in Russia è stata tutto un susseguirsi di gag, piccoli incidenti di percorso e battute tra il serio e il faceto con il presidente Dmitri Medvedev, che è arrivato a candidare Terminator alla poltrona vacante di sindaco di Mosca.
Il rapporto tra i due leader politici si è trasformato quasi in amicizia da quando, nell’ultimo anno, il Cremlino ha accelerato gli sforzi per attrarre capitali Usa a Skolkovo, il futuro polo dell’eccellenza tecnologica poco fuori la capitale, destinato a diventare la Silicon Valley russa.

Schwarzy impara a fare il moscovita

Appena arrivato a Mosca, il 10 ottobre, a capo di una delegazione composta da rappresentanti di grandi compagnie come Oracle, Microsoft e Google, Schwarzenegger ha scritto sul sito di microbloggin Twitter: «Atterrato. Non vedo l’ora di incontrare il presidente Medvedev». La risposta di Medvedev non si è fatta attendere: «@Schwarzenegger, benvenuto a Mosca. Vi aspettiamo a Skolkovo».
Nel distretto che sarà il nuovo centro dell’innovazione e della green technology di Russia, i due politici hanno fatto un giro su una Chaika bianca vecchio stile, per la gioia dei fotografi. Il clima si era fatto già confidenziale poco prima, quando durante l’incontro con la delegazione a stelle e strisce Medvedev ha fatto intendere che avrebbe preso in considerazione volentieri la candidatura di Schwarzenegger per la carica di sindaco di Mosca. Se solo avesse avuto la cittadinanza russa.
«Nella capitale abbiamo una sede vacante» ha detto il presidente, tirando così l’ennesimo schiaffo alla vecchia amministrazione di Yurij Luzhkov, l’ex primo cittadino licenziato recentemente dallo stesso Medvedev. L’intenzione reale, però, è quella di lusingare il governatore della California: la battuta è stata pronunciata nel corso dell’incontro con i rappresentanti dei venture capital statunitensi e delle aziende high-tech intenzionate a investire nel sogno di Medvedev. Il capo del Cremlino ha fatto della modernizzazione un suo cavallo di battaglia, distinguendosi dal premier Vladimir Putin che, fino a poco tempo fa, dichiarava di non aver mai neppure mandato un’email.  
Anche se la candidatura a primo cittadino non troverà un seguito reale, Schwarzenegger pare essersi appassionato alla Russia, di cui dice voglia conoscere meglio la cultura e lo stile di vita. Così, la mattina dell’11 ottobre, si è concesso anche una passeggiata per la capitale da comune cittadino: ha preso la famosa metro moscovita, ma subito si è imbattuto in un piccolo incidente. Le sue guardie del corpo si sono dimenticate di comprargli il biglietto e, così, il governatore ha sbattuto contro il tornello elettronico che non si è aperto al suo passaggio.

La Silicon Valley di Russia

Al di là delle gag e delle battute, la visita del governatore californiano è mossa da interessi concreti. I partner americani vogliono convincersi del fatto che in Russia ci siano sufficienti idee su cui vale la pena investire capitali.
Lo scopo principale della visita è vedere con i proprio occhi il progetto di Skolkovo, già presentato da Medvedev nel suo viaggio negli Usa a giugno. Ma anche di condividere con i colleghi l’esperienza della Valle del Silicio, capitale tecnologica del mondo, come ama chiamarla Schwarzenegger. La creazione di un simile centro in Russia potrebbe aprire alle compagnie californiane nuove vie per esportare prodotti e idee.
Ma in Russia il sogno di Skolkovo rimane solo quello del presidente. Tra la gente, il progetto è visto come una follia: nel Paese mancano ancora adeguate infrastrutture di base e nessuno pensa all’innovazione tecnologica come a una frontiera importante. I più critici parlano addirittura di «operazione di riciclaggio di petroldollari». Lo stesso premio Nobel per la fisica 2010, Andrei Geim, originario di Sochi ma cittadino inglese, ha dichiarato di non avere nessun interesse a lavorare a Skolokovo. «Neppure se mi riempiono d’oro».