Scioperanti d’Europa

Redazione
29/09/2010

L’Europa si mobilita contro i tagli al welfare. Il 29 settembre a Bruxelles sono attesi 100 mila manifestanti al corteo...

Scioperanti d’Europa

L’Europa si mobilita contro i tagli al welfare. Il 29 settembre a Bruxelles sono attesi 100 mila manifestanti al corteo principale del “No austerity day” organizzato dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) nei Paesi del vecchio continente, per protestare contro le riduzioni della spesa pubblica decise dagli Stati membri per rispettare i parametri di austerità dell’Ue.
«I giri di vite stanno diventando una moda per i nostri governi» ha affermato il segreterario generale della confederazione sindacale John Monks, «ma faranno presto precipitare l’economia nella recessione globale. Il prezzo lo pagheranno ancora una volta i lavoratori non la finanza, salvata dai massicci interventi statali nonostante sia la responsabile della crisi».

In piazza da Madrid a Roma

In Spagna, in Francia e in Belgio è stato proclamato lo sciopero generale. A Roma, in Piazza Farnese, a partire dalle 17 ci sarà una manifestazione nazionale, che si concluderà con l’intervento del segretario generale della Cgil Gugliemo Epifani.
Nel Paese di Zapatero la protesta sarà l’occasione per contestare, per la prima volta dall’elezione a primo ministro del leader socialista nel 2004, l’operato del suo governo che ha tagliato gli stipendi ai funzionari pubblici, congelato le pensioni ed eliminato alcune spese di previdenza sociale. I manifestanti scenderanno in strada da mezzogiorno fino a sera in diverse città spagnole: da Cadice a Bilbao, da Madrid a Barcellona.
Anche la Grecia si bloccherà per contestare i tagli del governo del premier Giorgio Papandreou. Ai camionisti, in sciopero da tre settimane contro la liberalizzazione del settore, che hanno già paralizzato il traffico commerciale da porti e interporti verso le città, si aggiungeranno i dipendenti dei trasporti pubblici, medici e portuali.

«Serve investire nel welfare»

Sfilano per affermare con forza che non sono loro ad aver provocato la crisi, però ne pagano gli oneri» ha dichiarato il segretario generale del Ces. Che ha proseguito: «Ci sono 23 milioni di disoccupati nell’Unione europea, altri milioni sono precari. Le tensioni sociali crescono. I tagli per l’austerity non hanno ancora mostrato a pieno i loro effetti. Chiediamo ai governi investimenti di capitale pubblico per aiutare i giovani e i pensionati».