Il caso dello sciopero dei driver lombardi che colpisce Amazon

Il caso dello sciopero dei driver lombardi che colpisce Amazon

26 Febbraio 2019 18.38
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I 700 addetti alle consegne in appalto per Amazon in Lombardia hanno incrociato le braccia per protestare contro i carichi e le condizioni di lavoro, con un «impatto modesto» per l'Azienda. Un gesto definito da Confcommercio e Conftrasporto «strumentale» e sostenuto con forza dal sindacato. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha portato la solidarietà ai lavoratori in piazza, chiedendo «l'apertura di un tavolo». Gli hanno fatto eco Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil). Furlan ha chiesto di «far rispettare i contratti e tutelare la dignità di tutti i lavoratori della gig economy», dicendo «no ad ogni forma di sfruttamento, a carichi di lavoro eccessivi, a mancata sicurezza», mentre per Barbagallo «non è accettabile che il sistema dell'impresa 4.0 si trasformi in una sorta di caporalato 4.0».

PROTESTE PER LE CONDIZIONI DELLA CONSEGNA

A protestare, sotto la sede di piazza 25 aprile, circa un centinaio di 'driver', denunciando i vettori che «spremono i dipendenti per consegnare tutto ciò che gli è stato assegnato anche quando il furgone è colmo di pacchi, senza prendere in considerazione le condizioni meteo, la lunghezza dei tragitti e il traffico». Un problema di «qualità del lavoro» per Landini, perché «non si può essere poveri lavorando». «Amazon non può apparire come innovazione», ha aggiunto, «se poi dietro c'è quello che vediamo, con le condizioni di lavoro che vengono decise da un algoritmo». Secondo il leader della Cgil, poi, «come consumatori ci dobbiamo interrogare sulle condizioni di lavoro di coloro che fanno il servizio che abbiamo richiesto». «Non sono contro la tecnologia», ha proseguito, «ma penso che dovremmo impiegarla per garantire la sicurezza sul lavoro, visto che oggi di lavoro si continua a morire».

LANDINI: «IN 8 ORE NON SI POSSONO CONSEGNARE 160 PACCHI»

Landini non è nemmeno «contro Amazon», ma «dietro non può esserci uno sfruttamento peggio del cottimo, con persone che in 8 ore debbono consegnare fino a 160 pacchi». «Questi lavoratori», ha spiegato, «chiedono di applicare un accordo che prevede la timbratura e condizioni di lavoro meno pesanti e Amazon dovrebbe assumersi la responsabilità di far sì che le condizioni di chi lavora riguardino anche lei e, se non ha niente da nascondere, apra una trattativa».

AMAZON: TRATTATIVA AVVIATA DA ASSOESPRESSI

Una trattativa che, ha precisato Amazon, è stata avviata da Assoespressi, che rappresenta le aziende da cui dipendono gli autisti, di cui la Multinazionale intende «rispettare l'indipendenza». L'Azienda precisa di richiedere già oggi ai fornitori il rispetto del «Codice di Condotta di Amazon» e «garantire che gli autisti ricevano compensi adeguati, siano trattati con rispetto, si attengano a tutte le normative vigenti e al codice della strada, e guidino in modo sicuro». Secondo l'Azienda «circa il 90% degli autisti termina la propria giornata di lavoro prima delle 9 ore previste e nel caso in cui venga richiesto straordinario, viene pagato il 30% in più come previsto dal contratto nazionale». Amazon poi attua «un programma di audit», da cui «risulta che i pagamenti degli stipendi sono effettuati in maniera regolare».

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