Sciopero degli operai Alcoa contro la chiusura

Redazione
22/08/2012

Oltre 300 operai dell’Alcoa, la multinazionale statunitense produttrice di alluminio a rischio chiusura in Sardegna,  hanno bloccato per un paio...

Sciopero degli operai Alcoa contro la chiusura

Oltre 300 operai dell’Alcoa, la multinazionale statunitense produttrice di alluminio a rischio chiusura in Sardegna,  hanno bloccato per un paio d’ore l’accesso all’aeroporto di Cagliari Elmas la mattina del 22 agosto.
La protesta dei lavoratori dello stabilimento di Portovesme, il cui stop rischia di paralizzare l’intera provincia di Carbonia Iglesias e di rallentare pesantemente l’intera regione, è partita di prima mattina.
Dopo l’assemblea convocata alle 5.30 davanti ai cancelli della fabbrica, operai e sindacalisti hanno deciso di marciare verso Cagliari per far sentire la loro voce e chiedere uno sforzo congiunto alle istituzioni sarde per scongiurare la chiusura degli impianti.
CERCASI UN ACQUIRENTE. I vertici societatri hanno, infatti, annunciato lo stop per fine agosto in mancanza di un nuovo acquirente, dopo il fallimento della trattativa con i tedeschi di Aurelius.
Negli ultimi giorni si è parlato  di contatti con la multinazionale svizzera Glencore, già proprietaria della Portovesme srl, nel tentativodi siglare un accordo che consenta alla multinazionale statunitense di cedere lo stabilimento mantenendo gli attuali livelli occupazionali e rilanciando la filiera dell’alluminio in Italia.
TRAFFICO PARALIZZATO. Gli operai dell’Alcoa hanno raggiunto l’aeroporto di Cagliari paralizzando per un paio d’ore il traffico circostante, con gli automobilisti che hanno preferito abbandonare le vetture e tentare di raggiungere lo scalo a piedi per paura di perdere il volo.
Qualche protesta («E’ una vergogna, in Germania e in Francia queste cose non succedono»), ma i toni non si sono mai inaspriti.
Da parte loro, gli operai hanno distribuito volantini per spiegare le ragioni della protesta rilanciando l’appello al governo e alle istituzioni regionali affinché si attivino per trovare una soluzione che scongiuri, attraverso l’ingresso di un nuovo soggetto imprenditoriale, la chiusura dello stabilimento di Portovesme. «Dobbiamo tenere alta l’attenzione sulla vertenza. Non possiamo permettere che la fabbrica si fermi, un intero territorio rischia il collasso e noi faremo di tutto per impedirlo» ha spiegato Daniela Piras del sindacato Uilm.