Sardegna, il punto sugli incendi estivi e la protesta dei Forestali

Nell'Isola sono aumentati i roghi, per il 65% dolosi, anche se è diminuita la superficie colpita. Finita l'emergenza, gli uomini del Corpo, chiedono contratti regionali e la stabilizzazione dei precari.

11 Settembre 2019 12.05
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Un’ombra scura all’orizzonte, l’odore degli arbusti bruciati, il rumore degli elicotteri. Da giugno a settembre inoltrato, in Sardegna l’esperienza di un incendio visto e sentito da vicino è molto comune. Nell’entroterra e a ridosso delle spiagge con una sequenza di bagnanti in fuga, campeggi e case evacuati, come è successo a Tortolì – in Ogliastra – a luglio. E ancora fiamme che attraversano le corsie sulla 131, la principale strada isolana che collega Cagliari a Sassari e sulla bretella 131 dcn che arriva a Nuoro.

SA PARADURA, IL MUTUO SOCCORSO TRA PASTORI

Un dramma per i pastori e gli allevatori. In Baronia, a Siniscola, a fine luglio solo alcuni sono riusciti a portare in salvo le pecore e il fieno, il resto è andato distrutto. Le immagini degli animali carbonizzati sono diventate virali, per i pastori è scattato il mutuo soccorso, sa paradura.

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Tutta la nostra solidarietà a questo pastore e a tutti i pastori che vivono questo tragico momento

Posted by MPS – Movimento Pastori Sardi on Monday, July 29, 2019

Uno strumento tradizionale rilanciato sui social da Gianuario Falchi, portavoce dei comitati protagonisti delle proteste di febbraio contro il prezzo troppo basso del latte. «Faccio un appello a tutti, ognuno come può, di contribuire a dare una mano» con fieno, mangimi, capi di bestiame o soldi è stato l’appello. E la Regione ha stanziato 1 milione di euro per i danni alle infrastrutture idriche.

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L’incendio sul litorale di Tortolì, in Ogliastra, il 13 luglio 2019.

PIÙ INCENDI MA MENO ETTARI DISTRUTTI

Il primo bilancio complessivo della stagione – definita dal presidente della Regione Christian Solinas «da emergenza» – l’ha tracciato il Corpo forestale. Quest’anno, particolarmente caldo e secco, gli incendi sono aumentati: in tutto sono stati oltre 2 mila, ma è diminuita la superficie colpita. L’incremento dei casi è stato del 6% rispetto agli ultimi 10 anni, e il calo dell’estensione di boschi e aree di pascolo bruciati del 67%. Cinquemila gli ettari distrutti in questi mesi, con i casi più gravi appunto a Tortolì e a Siniscola (rispettivamente 800 e 700 ettari). I numeri tracciano un quadro di ricorrenti roghi, più circoscritti, mentre negli anni passati in un solo episodio si sono raggiunti anche migliaia di ettari. I continui attacchi sono costati ore e ore di lavoro per le squadre a terra (oltre ai Forestali anche i vigili del fuoco, i Barracelli e spesso volontari) e in volo: 11 gli elicotteri che hanno trasportato e svuotato 900 litri d’acqua insieme all’elicottero regionale Super Puma e i tre Canadair di stanza ad Alghero. Ma in varie occasioni si è reso necessario l’intervento da altre regioni.

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L’intervento dei Vigili del fuoco a Pula (Cagliari), il 15 agosto 2019.

LE RIVENDICAZIONI DELLA FORESTALE

Dati che, per il comandante Antonio Casula «dimostrano l’efficacia della campagna antincendio». Non sono invece pienamente soddisfatti i 4.100 dipendenti che in piena stagione antincendio avevano minacciato lo sciopero. Al centro delle rivendicazioni le promesse rimaste tali: la stabilizzazione dei precari e il passaggio – per tutti – a un contratto regionale e a migliori condizioni di lavoro. L’ok era stato dato dal Consiglio regionale precedente a metà novembre 2018 ma è rimasto sulla carta nonostante le rassicurazioni di Solinas.

IL 65% DEI ROGHI È STATO DI ORIGINE DOLOSA

A volte è l’incuria, altre volte l’imprudenza e il fuoco che non si argina anche a causa del vento. Ma per la gran parte dei casi – il Corpo forestale ipotizza il 65% – si tratta di incendi dolosi, intenzionali. Le indagini si concentrano sugli inneschi, spesso accesi in modo sincronizzato. Il bilancio fermo a inizio agosto, su questo fronte fa capire che c’è tanto da fare: otto indagati per incendio doloso, un piromane arrestato in flagranza, 49 notizie di reato inviate in Procura. Le ragioni vanno dalle ripicche personali agli interessi privati.

Una vasta area verde nel territorio comunale di Torralba, nel Nord Ovest della Sardegna è andata in fumo a luglio.

Ma appiccare il fuoco è comunque inutile: i terreni – per una legge regionale del 2000 che blocca la speculazione – non possono cambiare destinazione d’uso per 15 anni. E poi ci sono i seriali: chi dopo aver appiccato il fuoco depista e, a incendio avviato, corre a cambiarsi gli abiti per poi aiutare a spegnere il rogo. Rischiano fino a 10 anni di carcere, ma spesso vengono arrestati dopo anni.

LA RISPOSTA DEI CITTADINI: LE BOMBE DI SEMI

In un week end di agosto, il 24, una piccola delegazione di attivisti (cittadini con bimbi al seguito) ha realizzato un blitz nella collina dietro la spiaggia di Orrì, a Tortolì, ferita dalle fiamme di metà estate. In mano avevano palline di argilla, bombe di semi: un’azione organizzata con il patrocinio di Slow food, la consulenza di un agronomo e il contributo del Comune. Tutto è partito da un’idea di un artista locale, Franco Mascia, poi il consueto tam tam su Facebook tramutato però in azione reale. L’intento è quello di agevolare la rinascita della macchia mediterranea. Con le prime piogge l’argilla si scioglierà, e le nuove radici tratterranno il terreno che altrimenti scivolerebbe via.

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