Sciopero generale 20 ottobre 2023: trasporti e scuola a rischio stop

Redazione
17/10/2023

Stop per i lavoratori di tutti i settori pubblici e privati. L'agitazione, dallo slogan «Adesso basta», per chiedere aumento dei salari, lavoro stabile e contro le spese militari.

Sciopero generale 20 ottobre 2023: trasporti e scuola a rischio stop

Contro la «macelleria sociale» nei confronti di lavoratori, precari, disoccupati e pensionati, già duramente colpiti negli ultimi tre anni dagli effetti della pandemia, e per politiche anti-inflazione che blocchino i rincari di beni di prima necessità, bollette, affitti e mutui. Queste, in sintesi, le motivazioni dello sciopero generale indetto, per venerdì 20 ottobre 2023, da Cub, Sgb, Si Cobas, Usi-Cit e AdL Varese. Lo slogan è «Adesso basta». Fra le richieste: no alla guerra e alle spese militari, sì all’aumento generalizzato dei salari pari all’inflazione e delle spese sociali, no all’abolizione del reddito di cittadinanza e sì al lavoro stabile e sicuro o a un salario garantito a tutti i disoccupati.

Cub: «Il dl Lavoro ha incentivato la precarietà»

In un simile contesto, per i sindacati le politiche del governo Meloni rappresentano una vera e propria dichiarazione di guerra contro i ceti sociali meno garantiti: sostegno incondizionato alla guerra, ricette securitarie (carcere ai minori e ai loro genitori), repressione degli scioperi e del conflitto sociale, abolizione del reddito di cittadinanza supportata da una campagna di odio contro i disoccupati. «L’approvazione del dl Lavoro», ha rimarcato Walter Montagnoli della segreteria nazionale Cub, «ha incentivato la precarietà attraverso l’estensione dell’utilizzo dei voucher e la facilitazione dell’uso reiterato dei contratti a termine. Nel mentre decine e decine di contratti collettivi sono scaduti, nel sostanziale silenzio-assenso delle opposizioni parlamentari e dei vertici di Cgil-Cisl-Uil e Ugl».

Sciopero di Trenitalia, Trenord e Italo

Durante la giornata si rischia lo stop dei treni sulle linee nazionali e regionali, degli altri mezzi di trasporto pubblico locale, la chiusura delle scuole e l’interruzione di altri servizi, compresi quelli della sanità. Per quanto riguarda il settore ferroviario, l’agitazione inizia in realtà alle 21 di giovedì 19 ottobre e finisce alla stessa ora del giorno dopo. È chiamato ad astenersi dal lavoro il personale del Gruppo FS Italiane, di Trenord e di Italo. Lo sciopero coinvolge diversi servizi, dall’Alta Velocità alla Lunga Percorrenza fino al Regionale.

Manifestazioni a Milano, Roma e Torino

Presidi e manifestazioni si terranno, tra l’altro, a Torino, palazzo della Regione, dalle 10 alle 12.30; Roma, aeroporto di Fiumicino Terminal 3 alle 10; Firenze, ospedale di Careggi dalle 9.30; Catania, assessorato alle Politiche sociali e Welfare dalle 10.30; Genova, prefettura dalle 9.30; Carugate (Milano) Ikea dalle 10; Monza all’ospedale San Gerardo dalle 10; Collegno (Torino) Ikea alle 6.30; Savona, prefettura 10-11.30; Gricignano di Aversa (Caserta), Base Nato Contrada Boscariello dalle 10.