Sciopero generale dell'edilizia il 15 marzo

Sciopero generale dell’edilizia il 15 marzo

05 Febbraio 2019 14.56
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Sciopero generale dei lavoratori dell'edilizia il prossimo 15 marzo contro il governo che «non vuole confrontarsi» e che sta frenando le grandi opere. A proclmare lo stop di otto ore dal lavoro i sindacati confederali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che, in una nota, chiedono di «sbloccare le grandi opere da nord a sud» e «una cabina di regia a Palazzo Chigi per riaprire i cantieri». «Abbiamo chiesto un tavolo a Palazzo Chigi dove affrontare la più grave crisi dei nostri settori dal dopo guerra ad oggi, per dare una risposta alle oltre 600 mila persone che hanno perso il lavoro e al milione che rischia di perderlo – affermano Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil -. Il prossimo 15 marzo si fermeranno i cantieri, le fabbriche del legno e dell'arredo, le cave e le fornaci, le cementerie per l'intera giornata con migliaia di lavoratori e disoccupati che manifesteranno a Roma a sostegno delle proposte concrete e fattibili che come sindacato abbiamo avanzato e su cui il governo non vuol confrontarsi».

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LA LISTA DELLE RICHIESTE DEI SINDACATI

«Occorre – attaccano i sindacati – una cabina di regia presso Palazzo Chigi per riaprire i cantieri con politiche mirate che intervengano tanto con strumenti finanziari mirati per le imprese del settore che per sbloccare le grandi opere da Nord a Sud. Dobbiamo qualificare le stazioni appaltanti sempre meno in grado di progettare e di rendere esecutivi i bandi fatti. Occorre un piano per la qualità delle materie prime al servizio di ristrutturazioni, rigenerazione e anti sismico, di nuove politiche abitative. Occorre – proseguono -una sistematizzazione degli incentivi, da quelli per le ristrutturazioni a quelli per il risparmio energetico e per il bonus mobile. Serve una politica di tutela e riconversione dell'occupazione nei settori dei materiali, serve qualificare l'impresa e contrastare il dumping contrattuale con un sistema che premi qualità e sicurezza. Occorre infine – concludono – accelerare sugli appalti verdi al fine di premiare chi fa ricerca ed innovazione nei nostri settori. Serve una sburocratizzazione mirata di diversi passaggi del Codice Appalti senza ridurre tutele e diritti e senza tornare alla liberalizzazione dei sub appalti o al massimo ribasso».

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