Sciopero, Salvini: «Non si fa quello generale prima di Natale»

Redazione
12/12/2023

«Il diritto a mobilitarsi è sacrosanto ma non lo fai il penultimo venerdì prima delle Feste». Lo ha dichiarato ai sindacati il ministro dei Trasporti in merito all'astensione generale del Tpl indetta per il 15 dicembre.

Sciopero, Salvini: «Non si fa quello generale prima di Natale»

«Il diritto allo sciopero è sacrosanto ma lo fai il penultimo venerdì prima di Natale». Questo è quanto ha dichiarato ai sindacati il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che martedì 13 dicembre ha convocato le sigle sindacali in merito allo sciopero generale del trasporto proclamato per venerdì 15 dicembre. Lo riferisce l’agenzia Dire.

I sindacati: «L’obiettivo di Salvini è colpire le libertà democratiche»

Sono state convocate al ministero le sigle Cub Trasporti, Cobas, Adl Cobas, Sgb, Al Cobas e Usb che hanno indetto lo sciopero di 24 ore :«Tale convocazione è il preludio alla precettazione con cui il ministro dei Trasporti ridurrà a 4 ore l’astensione dal lavoro degli Autoferrotranvieri in lotta per salari, miglioramento delle condizioni di lavoro, sicurezza per addetti e utenza, investimenti pubblici per il settore», dichiarano i sindacati. «Salvini dice di voler tutelare il diritto alla mobilità ma non interviene per combattere i ripetuti incidenti che si moltiplicano sulle linee ferroviarie e che continuano a produrre morti tra i lavoratori e i cittadini. È l’uomo dei decreti sicurezza ma in realtà il suo obiettivo è colpire le libertà democratiche perché quando c’è da intervenire proprio in materia di sicurezza, per esempio sul lavoro, si gira dall’altra parte», si legge in un comunicato del sindacato Usb. «L’attacco al diritto di sciopero è solo uno dei tanti campi nei quali assistiamo da tempo ad una riduzione delle libertà e delle agibilità democratiche», accusano i sindacati, «l’ultimo decreto sicurezza del governo Meloni, le condanne inflitte ad attivisti sociali e sindacali, i divieti sempre più ampi a manifestare e, più in generale, i progetti di rivisitazione della Costituzione configurano un piano di torsione autoritaria del sistema».

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