Scontri e feriti davanti alla Casa Bianca per le celebrazioni del 4 luglio

Il presidente Usa celebra l'indipendence day tra jet acrobatici e promesse di andare su Marte. Ma intanto bruciano le bandiere americane e si registrano contusi nella rissa tra supporter di estrema destra e attivisti che manifestano contro di lui.

05 Luglio 2019 07.29
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«Siamo un solo Paese», ha detto il presidente Usa Donald Trump in quello che è sembrato un appello all’unità nel giorno delle celebrazioni dell’indipendenza degli Stati Uniti, il 4 luglio. Ma l’appello è stato lanciato nella festa dell’Indipendenza più controversa e divisiva della storia americana. E mentre il presidente dal palco ha sfidato il maltempo e celebrava la grandezza degli States davanti a migliaia di persone, davanti alla Casa Bianca la tensione è esplosa.

LE DUE FAZIONI TRA “MAKE AMERICA GREAT AGAIN” E “IMPEACH TRUMP”

Violenti scontri e qualche ferito lieve si sono registrati, infatti, davanti alla Casa Bianca tra supporter di Donald Trump e militanti dell’estrema destra da una parte e manifestanti anti-Trump dall’altra, con questi ultimi che hanno anche dato fuoco ad una bandiera Usa. Subito sono intervenuti gli agenti del Secret Service e sono scattati degli arresti. Il presidente è arrivato al Lincoln Memorial mentre con un colpo di spettacolo l’Air Force One sfrecciava a bassa quota sulle teste della gente assiepata lungo il National Mall. E intanto poco distante si sfidavano gli attivisti anti-Trump da una parte e dall’altra i fan del tycoon e alcuni simpatizzanti di estrema destra. Alla fine per fortuna solo qualche contuso. Ma in generale il clima che ha dominato l’evento è stato pacifico, nonostante tra la folla convenuta si mischiavano fan del presidente con i berretti e le magliette con lo slogan ‘Make America Great Again‘ e altre con le scritte ‘Impeach Trump‘ o ‘He’s not my type‘, per fare il verso alla frase del tycoon che per ben due volte ha respinto le accuse di molestie sessuali affermando «non era il mio tipo».

DAL ROCK & ROLL AI PONTI SOSPESI: IL MOMENTO FORREST GUMP DI TRUMP

«Presto pianteremo la nostra bandiera su Marte», ha detto Trump durante il suo discorso al Lincoln Memorial di Washington per celebrare l’Independence Day. Gli Stati Uniti sono «il Paese più eccezionale della storia», ha aggiunto. Non solo lo sbarco sulla luna: il tycoon è volato dall’abolizione della schiavitù al rock and roll, dalla conquista dei diritti delle donne al Super Bowl, dai grattacieli ai ponti sospesi, passando per la grandezza dell’industria dell’auto Made in Usa. Sui social c’è chi ironizza parlando del «momento alla Forrest Gump» del presidente. Intanto mano mano che il tycoon tesseva le lodi di tutti i corpi delle forze armate Usa nel cielo sfrecciavano i jet acrobatici della Marina, gli elicotteri dei marine, e così via. E infuria la polemica sui costi, con Joe Biden attacca il presidente per un evento che – afferma – è servito «solo per accarezzare il suo ego».

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