Scontri in Irlanda del Nord: muore una giornalista

Scontri in Irlanda del Nord: muore una giornalista

La reporter di 29 anni è stata colpita da colpi d'arma da fuoco. I disordini scoppiati dopo le perquisizioni della polizia nell'ambito di un'indagine su un'autobomba esplosa a gennaio. 

19 Aprile 2019 06.39

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Tensione e violenza in Irlanda del Nord. Nella notte Lyra McKee, giornalista di 29 anni, è morta in seguito ad alcuni scontri a Londonderry. Secondo le prime informazioni, la reporter – che si trovava sul posto per seguire i disordini scoppiati in risposta alle perquisizioni della polizia che sta indagando su un'autobomba scoppiata lo scorso gennaio- sarebbe stata colpita da colpi d'arma da fuoco. La notizia, riportata da numerosi media britannici, è stata confermata anche dalla polizia che su Twitter ha spiegato di aver aperto un'inchiesta e di star trattando l'episodio come «atto terroristico».

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Stando a una prima ricostruzione alcuni uomini col capo e il volto coperto avrebbero lanciato bombe carta e molotov contro i mezzi della polizia. Una collega di McKee, Leona O'Neill, ha raccontato: «Ero in piedi accanto lei quando è caduta accanto a una Land Rover della polizia. Ho chiamato un'ambulanza, ma la polizia l'ha caricata e l'ha portata all'ospedale dove è morta, a soli 29 anni. Ho il voltastomaco».

LE CELEBRAZIONI DELLA PASQUA DI SANGUE

Gli scontri sono cominciati dopo le perquisizioni della polizia e a pochi giorni delle celebrazioni per la rivolta del 24 aprile 1916, la cosiddetta Pasqua di sangue. Il tentativo armato dei militanti repubblicani irlandesi di ottenere l'indipendenza dal Regno Unito soffocato nel sangue dall'esercito inglese. Secondo la polizia, responsabile dell'escalation di violenza in Irlanda del Nord è la formazione New Ira. Michelle O'Neill, la vice presidente del partito repubblicano Sinn Fein, ha condannato l'omicidio. «Il mio cuore va alla famiglia della giovane donna uccisa dai cosiddetti dissidenti», ha scritto su Twitter. «Questo è stato un attacco alla comunità, un attacco al processo di pace e un attacco all'Accordo del Venerdì Santo», ha aggiunto.

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