Cosa sappiamo sugli scontri tra tifosi di Torino e Bologna

Cosa sappiamo sugli scontri tra tifosi di Torino e Bologna

29 Dicembre 2018 10.50
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Le polemiche dopo la morte del tifoso in seguito ai tafferugli prima della partita Inter-Napoli del 26 dicembre non sono ancora finite e già il tifo calcistico violento torna a fare notizia. Nella mattina de 29 dicembre sono volati spintoni e pugni tra gli ultras di Torino e Bologna nell'area Chianti Sud dell'A1 a Firenze: i pullman dei supporter granata diretti a Roma per la partita con la Lazio. I tifosi del rossoblù invece viaggiavano verso il San Paolo di Napoli per la sfida contro i partenopei. Gli ultras si sarebbero colpiti usando bottiglie vuote e cinture, secondo quanto emerso dalle immagini girate dalle telecamere di sorveglianza. In base alla ricostruzione degli investigatori della Digos, i primi ad arrivare nell'area di servizio sarebbero stati i tifosi granata, una cinquantina in tutto, a bordo di un bus. Alla vista di una trentina di supporter del Bologna, arrivati poco dopo su un altro bus, sarebbero andati loro incontro. Dopo le grida e gli insulti sarebbe scattata la rissa tra i due gruppi, terminata quando un sasso ha infranto il vetro di un altro pullman di tifosi granata, estranei alla vicenda. Sembra in base a quanto ricostruito finora, che la pietra sarebbe stata lanciata dalla parte dei bolognesi. Nessun è stato ferito.

IDENTIFICATI TUTTI I TIFOSI COINVOLTI NELLA RISSA

I tifosi coinvolti nei tafferugli sono stati tutti identificati. Il pullman con i tifosi granata, è stato spiegato dagli investigatori, è stato intercettato al suo arrivo a Roma. Quello dei bolognesi, diretto a Napoli, era stato invece individuato e poi fermato ad Arezzo dalla polizia stradale grazie a una manovra 'a tenaglia' messa in atto da quattro pattuglie. Due di queste erano in servizio sulla viabilità ordinaria e sono state inviate d'urgenza in autostrada dal Centro operativo della polizia stradale (Cops). Secondo quanto precisato dalla stradale, gli ultrà sono stati scortati fino alla caserma della polstrada di Arezzo dove sono stati identificati. Gli agenti hanno annotato anche il loro abbigliamento, in modo da consentire agli investigatori della digos fiorentina che visualizzeranno i filmati della rissa di risalire ai responsabili. Gli ultras coinvolti rischiano una denuncia per rissa e possesso di oggetti atti a offendere. Dopo essere stati intercettati al loro arrivo a bordo del pullman a Roma, i tifosi granata sono stati bloccati dagli agenti della Digos capitolina per ulteriori accertamenti. Gli investigatori, che sono in stretta collaborazione con la Digos di Firenze, stanno tentando di stabilire l'esatta dinamica dei fatti. Al momento nessuno dei tifosi granata risulta avere precedenti per episodi di violenza allo stadio.

SALVINI: «METTIAMO IN GALERA QUESTI DEFICIENTI»

Sull'accaduto è subito è intervenuto il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Cominciamo col tenere in galera questi deficienti, che non dovranno mai più mettere piede in uno stadio finché campano. Un vero tifoso non lancia sassi né usa coltelli, tolleranza zero!». Proprio il capo della Lega nell giornata del 28 dicembre ha annunciato il tavolo "Stadi sicuri", un incontro con società, arbitri, calciatori e tifosi previsto al Viminale il 7 gennaio – per «riportare tranquillità e pulizia nei campi di calcio», ma si è detto contrario alla soluzione di chiudere gli stadi e di vietare le trasferte, perché «così si condannano i tifosi veri, che vanno distinti dai delinquenti». Contro Salvini è intervento l'ex premier Matteo Renzo che ha sottolineato: «Il ministro dell'Interno ha il dovere di prendere un'iniziativa ma deve recuperare credibilità. I cori razzisti fanno schifo sempre e Salvini dovrebbe ricordarlo visto che qualche anno fa quei cori li intonava lui, contro i napoletani».

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