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Scoprire la figura di Carlo Magno a Zurigo

21 Gennaio 2014 15.00
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Zurigo, Svizzera. Croce pettorale di Carlo Magno in prestito dal Capitolo del Duomo di Aquisgrana.

Il 28 gennaio di 1200 anni fa moriva Carlo Magno. Al Museo Nazionale di Zurigo, fino al 2 febbraio, una mostra ricorda il primo imperatore dell’Occidente medievale con un percorso tematico da cui emerge un ritratto a tutto tondo dell’uomo e del re. In esposizione 200 opere, provenienti da musei e collezioni private. Dislocate in otto tappe, illustrano le novità introdotte da Carlo Magno in ambito scolastico, artistico, architettonico e religioso. A fare da corollario i percorsi tematici sulla personalità del sovrano, sul suo ambiente e sul suo regno, che raccontano l’Europa dei carolingi e il Sacro Romano Impero.

UN PATRIMONIO IMMENSO. La mostra si focalizza sul patrimonio svizzero di epoca carolingia, a sottolineare lo stretto legame tra Carlo Magno e questa terra. L’imperatore risiedette infatti a Ginevra e sotto il suo regno i valichi alpini acquistarono grande importanza, così come i numerosi monasteri del territorio, più volte utilizzati come alloggi per il re e il suo seguito. Tra questi, quello di San Giovanni a Müstair, oggi Patrimonio Unesco. Secondo la tradizione, sarebbe stato costruito proprio su iniziativa dell’imperatore. Del resto sono tanti gli edifici svizzeri che possono essere fatti risalire al periodo compreso tra il 750 e il 900, così come numerose opere d’arte della stessa epoca, molte delle quali esposte in questi giorni a Zurigo.

CODICI MINIATI E MANOSCRITTI. Manufatti in avorio e di oreficeria, tessuti per paramenti sacri e manoscritti, redatti con una nuova tecnica calligrafica, la carolina, detta anche minuscola carolina. Decisamente più chiara e leggibile di quella franco-longobarda, caratterizzata da forme acute, intricate e di difficile lettura, la carolina era costituita da lettere minuscole e isolate tra di loro, sulle quali nel XV secolo sarebbero stati modellati i moderni caratteri di stampa. Alcuni pezzi arrivano dalla biblioteca dell’Abbazia di San Gallo, come il libro di Remedius, vescovo di Coira. Si tratta di un volume miniato, testimone del fermento culturale che sotto il regno di Carlo dalla corte di Aquisgrana si diffuse in tutto l’Impero. In mostra anche le tavolette d’avorio intagliate che Carlo Magno ricevette per l’incoronazione, e il “Liber Viventum”, ossia il libro dei vivi e dei morti, redatto presso l’Abbazia di Pfäfers poco dopo la morte dell’imperatore. Ricco di dipinti miniati, il volume elenca 4500 nomi di comunità monastiche, donatori e benefattori, tra cui lo stesso Carlo, il fratello Carlomanno e il padre Pipino il Breve.

Zurigo, Svizzera. Uno scorcio del centro con la chiesa di Fraumünster (Getty Images).

LA FEDE COME MISSIONE. In mostra anche alcuni oggetti che rimandano a quelli realmente utilizzati dall’imperatore. Su tutti una croce pettorale in argento dorato, prestito del Capitolo della Cattedrale di Aquisgrana. Rinvenuta intorno all’anno Mille, dopo l’apertura della tomba, viene tradizionalmente attribuita a Carlo Magno e sottolinea il forte legame con la religione cristiana. L’impero, del resto, era “sacro” in quanto rinnovato nel nome di Dio e consacrato da una cerimonia religiosa. Carlo, come il padre prima di lui, si assunse la responsabilità di diffondere il cristianesimo. Fece costruire chiese, unificò la liturgia e fece revisionare la Bibbia.

DAL PRIMO EURO AL MITO. All’interno della mostra si può ammirare anche il primo “Euro” d’Europa. Con la riforma monetaria a opera di Carlo Magno venne infatti coniata una moneta unica, il denaro d’argento, che in alcune zone della Svizzera rimase in uso fino al 1850, anno di introduzione del franco. L’economia non fu però il punto forte del regno. Nonostante sforzi di questo tipo, l’epoca carolingia fu un periodo di forte stasi e a tratti di recessione, causata dalle frequenti carestie e dal blocco dei traffici marittimi nel Mediterraneo, conseguenti all’espansionismo ottomano. Nell’ultima sezione della mostra trovano spazio anche le numerose leggende che iniziarono a circolare dopo la morte del sovrano. In mostra una copia delle “Gesta Caroli”, volume redatto dal monaco di San Gallo Notker, che testimonia la grande attenzione verso Carlo Magno anche dopo la morte. Non mancano lastre di vetro, boccali e dipinti, come il ritratto di “Karl der Grosse” proveniente dalla bottega tedesca di Albrecht Dürer, realizzato nel 1514, e il “Charlemagne” del francese Louis-Felix Amiel, del 1839, in prestito dal Museo Nazionale dei Castelli di Versailles e del Trianon. La mostra è aperta dal martedi alla domenica dalle 10 alle 17; il giovedi chiude invece alle 19. Il prezzo del biglietto intero è di 10 franchi svizzeri, circa 8 euro (ulteriori informazioni nel link in basso).

UNA CITTÀ IN FERMENTO. A Zurigo la presenza di Carlo Magno va però ben oltre le sale del Landesmuseum. Tra i luoghi simbolo di questo legame c’è, ad esempio, la Cattedrale di Grossmünster, che secondo un’antica leggenda sarebbe stata edificata per volere dell’imperatore, che proprio in quel luogo avrebbe scoperto le tombe di Felix e Regula, i patroni della città. Simbolo della Controriforma, con le sue torri gemelle è il monumento più famoso di Zurigo (ulteriori informazioni nel link in basso). La città svizzera è anche la meta ideale per gli appassionati di arte moderna. Dalle vetrate della chiesa di Fraumünster, dipinte da Marc Chagall, a Zurich West, frutto di un progetto di riqualificazione che da polo industriale l’ha trasformato in un quartiere di tendenza. Qui sorgono la Kunsthalle, il Museo di Arte Contemporanea, e numerose gallerie di talenti emergenti, ma anche atelier di moda e locali trendy, in una perfetta sintesi di vecchio e nuovo.

Zurigo, Svizzera. Tavolette d’avorio proveniente dal Capitolo del Duomo di Aquisgrana.

MANGIARE E DORMIRE. Vicino al Landesmuseum, in Niederdorfstrasse, si può mangiare al ristorante Johanniter, per assaggiare le specialità tipiche della cucina svizzera. In menù, diversi tipi di zuppe, salsicce e un buon assortimento di birre. Piatti a partire da circa 8 euro (per ulteriori informazioni consultare il link in basso). Cucina regionale anche allo Swiss Chuchi, il ristorante dell’Hotel Adler. La specialità dello chef è la fonduta, da accompagnare ad altri piatti di stagione. Un menù completo parte da 13 euro circa (maggiori informazioni nel link in basso). A poca distanza dal Landesmuseum, si può scegliere l’Hotel DaVinci, dove la maggior parte delle stanze offrono una bella vista sul fiume Limmat. Una matrimoniale, in questa stagione, parte da 89 euro (per ulteriori informazioni consultare il link in basso). Nella stessa zona, a 200 metri da Piazza Helvezia, c’è anche la Guesthouse Brauerstrasse, che propone nove camere con servizi privati e cucina. Alloggiare qui in due, per una notte, parte da 60 euro circa (per maggiori informazioni, tel. 0041.433363700).

ARRIVARE. Se partite da nord potete raggiungere Zurigo in macchina. Da Milano, ad esempio, bisogna seguire la A8 Varese/Como/Chiasso e poi, una volta in Svizzera, la A2 in direzione Zurigo. La distanza totale è di 280 chilometri. Dal centro o da sud meglio l’aereo. Da Roma Fiumicino, con AirBerlin, si spendono circa 140 euro (ulteriori informazioni nel link in basso).

PER INFORMAZIONI: Landesmuseum – Johanniter – Hotel Adler – Hotel DaVinci – AirBerlin

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