Scoprire la Sardegna con il trenino verde

Redazione
22/08/2012

Macomer, Sardegna. Il trenino verde in marcia verso la costa. Né d’argento, né rossa: la freccia sarda è verde ed...

Macomer, Sardegna. Il trenino verde in marcia verso la costa.

Né d’argento, né rossa: la freccia sarda è verde ed è un trenino che non conosce velocità, né fretta di arrivare. A inizio dello scorso secolo era il mezzo di trasporto tra i paesi dell’isola, ora è un modo alternativo per vedere da vicino (e con calma) paesaggi inediti, soprattutto dell’interno, in quattro diversi tragitti. Uno per ogni puntata del nostro viaggio nella Sardegna vista dal treno.

UN MODO DIVERSO PER VISITARE LA SARDEGNA. Chi sale sui piccoli vagoni è più viaggiatore che passeggero: a bordo può seguire i sentieri di strada ferrata che uniscono paesi che appaiono quasi a sorpresa. Pochi comfort, nessun ristorante a bordo, figuriamoci la rete wi fi, ma ne vale comunque la pena. Quattro le tratte, quasi una per ogni macroarea della Sardegna: Macomer-Bosa (dall’interno alla costa occidentale), Isili-Sorgono (tra Campidano e Barbagia), taglia il Nord Sardegna, invece la tratta Sassari- Tempio- Palau, addirittura fino alla Gallura, e infine il percorso sulla costa orientale dell’Ogliastra, da Mandas fino al porto di Arbatax. Un servizio riproposto in chiave turistica nel periodo estivo (da giugno a settembre e a seconda delle tratte, per informazioni link in basso) con la possibilità di noleggiare anche l’intero treno (possibilità di acquisti on line, anche personalizzati o last minute, prezzi dai 15 euro e 50).

L’ESTIMATORE INGLESE. Tra i primi ammaliati dal trenino verde in tempi non sospetti (e da allora la situazione dei trasporti isolani è cambiata, ma non rivoluzionata) lo scrittore David Herbert Lawrence. Insieme a sua moglie attraversò l’Isola nel 1921, un’esperienza molto forte che ispirò il saggio Mare e Sardegna. Così aveva scritto: “La Sardegna è ampia, consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Dà una sensazione di spazio… incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definito. È come la libertà stessa”.

Sardegna, Italia. Un paesaggio tra Macomer e Bosa.

LA TRATTA MACOMER-BOSA. Sulle orme di Lawrence iniziamo il viaggio dall’interno verso il mare: dalla cittadina di Macomer (Nuoro) il trenino verde parte in salita, direzione costa occidentale, e soprattutto verso il suo mare. Attenzione alle date: il calendario 2012 prevede partenze fino al 9 settembre, ogni mercoledì, venerdì e domenica alle 9.30 (per informazioni, link in basso). Pascolo e tratti di bosco punteggiati da muretti a secco e nuraghi, le torri preistoriche che si trovano esclusivamente in Sardegna, il più conservato è quello di Succoronis. Scorci e pezzi di storia per circa trenta chilometri fino al punto più alto della linea, oltre 500 metri sul mare, poi la discesa tra curve che si inseguono lentamente. A un tratto ci si ferma affianco all’abbazia cistercense di Santa Maria di Corte del XII secolo, voluta da Gonario, giudice di Torre.

SBUFFANDO VERSO IL MARE. Ci si dirige verso l’acqua seguendo l’acqua, il trenino infatti corre parallelo al Rio Furrighesu, un affluente del fiume Temo, che poi sfocia proprio a Bosa dopo averla attraversata. In mezzo ci sono i borghi di Sindia, Tinnura e Tresnuraghes. E poi l’alta costa: da un lato verso nord, c’è capo Marargiu, verso sud Capo Mannu che chiude il golfo. Davanti, al largo, la piccola isola vulcanica di Mal di ventre. Il blu del mare ormai è vicino alla strada ferrata, e continuano le piccole fermate: Nigolosu e la panoramica Curva di Nanio. E poi la vallata delle vigne, dove si produce la Malvasia fino al paese Modolo, la spiaggia di Turas, e infine l’ultima fermata, Bosa. Da non perdere nella cittadina medievale il castello dei Malaspina (costruito a partire dal XII secolo) di cui è stata feudo. Si trova in alto, costruito in tufo rosa e rosso, colori che si ritrovano nelle case dei quartieri storici, come Sa costa, tra stradine di trachite. Ci si può arrivare in auto, o a piedi, grazie a tre diverse scale che partono dal centro storico (per informazioni, link in basso). Merita una visita anche la chiesa di Nostra Signora de Regnos Altos e la zona dei conciai (a partire dal Settecento) proprio di lato al fiume Temo.

Bosa, Italia. L'ansa del fiume Temo.

MANGIARE E DORMIRE. A Bosa le specialità sono quelle di mare: ottime le aragoste, ma anche il pesce di fiume, come le anguille. La regina della zona è la bottarga di muggine, tra le ricette tipiche “S’azada”, l’agliata di gattuccio o razza. Immancabile un assaggio di malvasia, il vino giallo oro della Planargia. Nel paese ci si può fermare al Ristorante Corso 82, (dai 30 a i 50 euro, per informazioni, link in basso) oppure al Real de Catorce (da 25 a 70 euro, tel. 349 873 4637). Per dormire Mannu hotel (pacchetti ad agosto mezza pensione a partire da65 euro a persona, per informazioni, link in basso) il b&b La torre di Alice (da 30 euro in bassa stagione a 60 tra luglio e agosto, per informazioni, link in basso).

COME ARRIVARE. Chi arriva in aereo può atterrare ad Alghero-Fertilia o a Cagliari-Elmas, entrambi gli scali sono collegati quotidianamente con le principali città italiane ed europee. Un viaggio per Roma, Milano, Bologna e Torino può costare dai 70 a diverse centinaia di euro a seconda del periodo di acquisto. Alcune compagnie low cost come Ryanair fanno la spola con Madrid, Barcellona-Girona e Eindhoven ( prezzi che oscillano dai 50 a 200 euro). Macomer si può raggiungere con l’auto attraverso la strada statale 131: verso nord da Cagliari, verso sud da Alghero. O anche in treno o autobus (per informazioni, link in basso).

PER INFORMAZIONI: Trenino Verde – Musei di Bosa – Aeroporto Alghero – Sogaer – Arst – Ristorante Corso 82 – Manu Hotel – La torre di Alice