Scorta, il Cav costa 2,5 mln

Redazione
23/08/2012

Il presidente della Camera Gianfranco Fini per la sua sicurezza a Orbetello, in fondo, è stato morigerato. In confronto alla...

Scorta, il Cav costa 2,5 mln

Il presidente della Camera Gianfranco Fini per la sua sicurezza a Orbetello, in fondo, è stato morigerato. In confronto alla scorta dell’ex premier Silvio Berlusconi, gli 80 mila euro spesi dall’ex alleato del Cavaliere per le nove guardie del corpo alloggiate per 70 giorni in hotel sono solo pochi spiccioli. Perché Berlusconi spende ogni mese 200 mila euro per la scorta, come ha evidenziato Il Fatto Quotidiano. E al suo seguito ci sono ben 40 persone (due gruppi da 20) con due auto blindate. Che tradotti significano 2,5 milioni di euro all’anno che gli italiani devono pagare per la sicurezza dell’ex premier, il quale, grazie a provvedimenti ad personam, è riuscito a non perdere i privilegi da premier, nonostante da novembre 2011 abbia lasciato Palazzo Chigi.
SCORTA ANCHE NELLE VILLE DEL CAV. Nei 2,5 milioni di euro, però, non sono considerati i militari che il ministero dell’Interno dispiega per i servizi ordinari nelle ville di Berlusconi.
Il conto lo si potrebbe fare facendo un confronto con le otto persone tra agenti e militari che hanno vigilato sulla Villa sui colli di Mozzo in provincia di Bergamo dell’ex ministro per la Semplificazione Roberto Calderoni, costate 900 mila euro in due anni. E il Cavaliere di luoghi da proteggere ne ha ben più di uno nel patrimonio dell’ex premier ci sarebbero una ventina di immobili.
GLI AGENTI COSTANO 5 MILA EURO AL MESE. Al seguito di Berlusconi, però, non si sono semplici guardie del corpo. A seguire come un’ombra l’ex premier, ci sono agenti che per stipendi e mansioni sono equiparabili a chi lavora nello spionaggio e controspionaggio.
Nelle tasche della scorta del Cavaliere, infatti, finiscono 5 mila euro al mese che moltiplicate per le 40 persone fanno appunto 200 mila euro al mese. Che pesano sulle casse dello Stato. E che sono passati indenni nonostante la spending review e la richiesta di Fini – in odore di redenzione dopo l’uscita della spesa per la sua sicurezza estiva – di rivedere il «il sistema» della protezione, «per limitare costi e sprechi, per impedire abusi, per snellire e razionalizzare i servizi di scorta».

Nel 2006 varato il provvedimento per proteggere gli ex premier

La strategia che permette a Berlusconi di godere della straordinaria rete di protezione è però stata pianificata nel 2006. Dopo la sconfitta elettorale contro Romano Prodi, l’ex premier mise a segno l’ultimo colpo prima di lasciare Palazzo Chigi. Varò un provvedimento attraverso cui i capi di governo, come hanno illustrato a ottobre 2006 Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, «cessati dalle funzioni» possano conservare la scorta in tutta Italia.
UOMINI DELLE AZIENDE COME SCORTA. Ma il Cavaliere aveva già messo mano alle regole sulla sicurezza fin dalla sua prima apparizione come presidente del Consiglio. Tanto che dal 1994 era riuscito a piazzare al suo seguito gli uomini più fidati delle sue aziende, come hanno scoperto solo in seguito i magistrati baresi.
Per tutelarsi in veste di premier, il Cavaliere preferì agli uomini dello Stato, quelli di Fininvest e Standa. E siccome l’entrata in polizia, carabinieri, guardia di finanza – oggi come allora – avveniva con un regolare concorso, Berlusconi ideò una competenza specifica per la sua scorta presso i Sevizi, che, per legge, possono assumere a chiamata diretta.
Così, grazie al suo ruolo di premier, il Cavaliere riuscì a creare la scorta del presidente che prima faceva capo al Cesis e oggi all’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi).
ALL’INIZIO STRUTTURA DA 24 PERSONE. Il primo a entrare nello speciale corpo fu una guardia della security della Standa che come capo-scorta scelse altri cinque uomini della Fininvest. E se nei primi anni la struttura contava 24 persone, poi salite a 31, ora si è arrivati a 40 dove compaiono anche agenti delle forze dell’ordine.
Ma a decidere chi possa far parte della scorta di Berlusconi c’è sempre quel nucleo creato negli Anni 90. Che torna a Palazzo Chigi regolarmente a ogni vittoria del Cavaliere.