Scotland Yard nel mirino

Lorenzo Berardi
24/01/2011

Sotto accusa le procedure investigative sul caso Coulson.

Nei giorni in cui tre inchieste (il caso Coulson, l’affaire Alan Johnson e le responsabilità di Tony Blair sulla guerra in Iraq) scuotono il Regno Unito andando a minare tanto le certezze del governo quanto quelle dell’opposizione, anche un’istituzione super partes come Scotland Yard finisce sotto accusa.
I ministri del governo Cameron sarebbero infatti pronti a ordinare un’inchiesta parlamentare sulle procedure investigative seguite dagli inquirenti della Metropolitan police service. Non a caso, la decisione arriva un paio di giorni dopo le dimissioni di Andy Coulson, il responsabile della comunicazione del primo ministro coinvolto nello scandalo delle intercettazioni telefoniche ai danni di politici, membri della famiglia reale e personalità dello spettacolo da lui ordinate nel periodo in cui era direttore del settimanale News of the World.

Le accuse di Huhne

Lungi dal commentare o delegittimare il lavoro dei giudici britannici, David Cameron e i suoi ministri si dimostrano assai meno indulgenti nei confronti degli inquirenti. Il colpo più deciso lo ha scagliato nella nottata di domenica 23 gennaio il ministro per l’Energia, il liberale Chris Huhne, che ha accusato la polizia di avere dapprima ignorato la sua richiesta di investigare sulle intercettazioni e poi gestito male la vicenda «passandola a Scotland Yard».
UN REPORTER DISONESTO. Intervistato dal programma Bbc Daily Politics, Huhne riconduce l’intero scandalo delle intercettazioni a un singolo «reporter disonesto», ossia il responsabile per le notizie sulla famiglia reale Clive Goodman. «E visto il ruolo che ricopriva perché questo rogue reporter sarebbe stato interessato a intercettare, per esempio, le conversazioni di parlamentari liberali?», aggiunge il ministro. Un ragionamento che non rassicura affatto Gordon Brown. L’ex primo ministro laburista ha infatti chiesto a Scotland Yard di accertare se anche il suo nome figuri fra quelli dei politici intercettati dal News of the World mentre numerosi parlamentari dell’opposizione si dicono favorevoli a condurre accertamenti sull’inchiesta.
L’IDEA DELL’INCHIESTA. Lo scandalo intercettazioni, dunque, non si interrompe con il volontario allontanamento di Coulson dal numero 10 di Downing Street. Come assicura il Guardian: a partire da lunedì 24 gennaio maggioranza e opposizione si riuniranno per dare seguito alla proposta di avviare un’inchiesta parlamentare sull’operato di Scotland Yard. Nel frattempo, gli avvocati del Crown Prosecution Service si preparano a incontrare gli inquirenti per accertarne le modalità investigative.

Le amicizie di Cameron

L’addio di Coulson rischia di esporre ancora di più alcune relazioni private di David Cameron sollevando ulteriori domande da parte della stampa britannica. Secondo l’Independent di lunedì 24 gennaio, i riflettori si spostano ora sui rapporti esistenti fra il primo ministro e l’impero di Rupert Murdoch. Va ricordato, infatti, che Andy Coulson era stato scelto da Downing Street come responsabile della comunicazione nonostante lo scandalo delle intercettazioni fosse già noto. E il News of the World fa parte della galassia mediatica di proprietà di News Corporation, uno dei gioielli della corona del magnate australiano.
L’ULTIMA PAROLA A HUNT. L’Independent rivela i retroscena di una cena privata che avrebbe riunito attorno allo stesso tavolo Cameron, sua moglie Samantha e James Murdoch, figlio di Rupert e attuale presidente proprio di News Corporation. Il quotidiano londinese prova a indovinare di cosa si sia discusso fra una porta e l’altra nella bucolica cornice dell’Oxfordshire e nota una curiosa coincidenza. La cena é infatti avvenuta a distanza di pochi giorni da una decisione cruciale per le sorti dell’impero dei Murdoch nel Regno Unito: la decisione di affidare l’ultima parola sull’acquisto del 61% di Sky da parte di New Corp al ministro per la Cultura Jeremy Hunt.
LA RIMOZIONE DI CABLE. Una nomina, quella del conservatore Hunt, che arriva dopo la rimozione dall’incarico decisionale di Vince Cable, ministro liberale del Commercio, che aveva «dichiarato guerra» a Rupert Murdoch. Un cambio della guardia deciso dal primo ministro in persona e che potrebbe rivelarsi decisivo per permettere a James Murdoch di ottenere la totalità delle quote di Sky d’Oltremanica, a fronte dell’attuale 39% in suo possesso.